L’arrivo di Supergirl è uno degli appuntamenti più attesi del nuovo DC Universe, anche perché il film prende ispirazione da Supergirl: Woman of Tomorrow, la miniserie di Tom King e Bilquis Evely spesso indicata tra le storie più riuscite dedicate a Kara Zor-El. Fin dai materiali promozionali, però, è apparso chiaro che l’adattamento non intende limitarsi a riprodurre il fumetto scena per scena. La base narrativa resta riconoscibile, ma diversi dettagli mostrano la volontà di costruire una versione più personale del percorso di Kara, più legata alla continuità del DCU cinematografico. Ed è proprio qui che entra in gioco la scena con Superman, una delle aggiunte più significative viste finora.
La scena con Superman cambia subito il significato del viaggio di Kara
Nel trailer, Clark Kent compare attraverso un messaggio rivolto alla cugina e la invita a passare più tempo sulla Terra, spronandola a “trovare la sua gente”. La risposta di Kara, fredda e dolorosa, suggerisce un isolamento molto più esplicito rispetto a quello mostrato nel fumetto. Secondo l’analisi pubblicata da DC, questo breve scambio serve a mettere in evidenza una differenza fondamentale tra i due Kryptoniani: Superman ha ormai abbracciato la Terra come casa, mentre Kara resta ancora sospesa tra il trauma di Krypton e la difficoltà di costruirsi un nuovo posto nel mondo.
È una modifica importante perché nel fumetto di Woman of Tomorrow questa frattura interiore emerge in modo più indiretto, attraverso il viaggio con Ruthye e le prove affrontate lungo il cammino. Nel film, invece, il conflitto sembra essere dichiarato fin dall’inizio. Craig Gillespie ha spiegato a Entertainment Weekly che Kara e Clark hanno vissuto esperienze profondamente diverse: lui è cresciuto in una famiglia amorevole sulla Terra, mentre lei ha conosciuto Krypton, ne ha vissuto la distruzione e porta ancora addosso il peso di quella perdita. Questo rende il loro rapporto più vicino a una dinamica da fratelli, affettuosa ma anche attraversata da tensioni e incomprensioni.
Krypto e Ruthye rendono il cuore della storia ancora più personale
Un altro elemento che sposta l’equilibrio emotivo del racconto è Krypto. Nel fumetto il supercane appartiene a Superman, mentre nel DCU è stato assegnato a Kara, e DC ha spiegato apertamente che questa scelta rafforza la posta in gioco della storia. Nel trailer Krypto non è solo un compagno d’avventura: rappresenta l’ultimo legame concreto con il mondo perduto di Kara, l’unico frammento della sua vita precedente rimasto davvero con lei. Di conseguenza, la missione contro Krem delle Colline Gialle assume un tono ancora più intimo e meno astratto.
Questa impostazione non cancella il ruolo di Ruthye, che resta centrale anche nel film. La sinossi ufficiale e i materiali diffusi da DC confermano che Kara sarà trascinata in un viaggio interstellare di vendetta e giustizia, e che il personaggio interpretato da Eve Ridley continuerà a essere una presenza decisiva nel suo cammino. Proprio per questo la scena con Superman acquista ancora più valore: se Kara parte convinta di non avere più “nessuno”, il viaggio potrebbe servire a mostrarle che i legami non si riducono al sangue o a un pianeta perduto, ma si costruiscono strada facendo. È una lettura che il trailer suggerisce con forza, pur lasciando al film il compito di svilupparla fino in fondo.
Anche Lobo spinge l’adattamento in una direzione diversa
Tra le differenze più evidenti rispetto al fumetto c’è poi la presenza di Lobo, interpretato da Jason Momoa. DC ha ricordato che il personaggio non compare nella miniserie pubblicata, anche se Tom King aveva raccontato che faceva parte delle prime idee legate al progetto. Nel film, però, la sua inclusione sembra destinata ad avere un peso concreto, perché introduce nel percorso di Kara una figura imprevedibile, brutale e fuori controllo, cioè l’opposto di un alleato rassicurante.
La sua presenza può aiutare il film a lavorare su un tema già affiorato nel trailer: l’idea che Kara debba imparare a muoversi in un universo moralmente più ambiguo di quanto vorrebbe. Non soltanto eroi limpidi o nemici assoluti, ma personaggi contraddittori, difficili da incasellare. In questo senso, Supergirl sembra voler ampliare Woman of Tomorrow senza tradirne lo spirito, accentuando il lato più ruvido del viaggio cosmico e rendendo la crescita della protagonista ancora più evidente.
Un finale che potrebbe colpire più del fumetto
Per ora è impossibile sapere fino a che punto il film cambierà la conclusione della storia, ma una cosa appare già chiara: Supergirl vuole costruire un arco emotivo più esplicito attorno al senso di appartenenza di Kara. Il messaggio di Superman, il peso del passato kryptoniano, il ruolo di Krypto e l’inserimento di Lobo sembrano tutti andare nella stessa direzione. Più che una semplice trasposizione, il film punta a trasformare il viaggio di Kara in una ricerca di identità dentro il nuovo DCU. Se manterrà questa linea fino alla fine, il risultato potrebbe essere un adattamento fedele nello spirito, ma capace di rendere ancora più forte l’impatto emotivo della storia. In Italia il film arriverà al cinema il 25 giugno 2026.
HUB DC UniverseQuesto articolo fa parte della categoria DC Universe. Per leggere tutti i nostri articoli sul DC Universe clicca qui.


