L’influenza di Sinners, l’horror vampiresco diretto da Ryan Coogler e interpretato da Michael B. Jordan, continua a farsi sentire anche a distanza di oltre un anno dalla sua uscita. Uno degli esempi più curiosi arriva da L’isola dimenticata, nuovo film d’animazione DreamWorks diretto da Joel Crawford e Januel Mercado, che ha guardato proprio al film di Coogler per costruire uno dei suoi personaggi più inquietanti.
Al centro di L’isola dimenticata ci sono Jo e Raissa, doppiate nella versione originale rispettivamente da H.E.R. e Liza Soberano. Le due amiche d’infanzia, ormai pronte a prendere strade diverse dopo il diploma, vengono trasportate attraverso un misterioso portale sull’isola fantastica di Nakali, popolata da creature magiche e mitologiche provenienti dalle storie delle loro famiglie filippine. Al loro fianco c’è anche Raww, un bizzarro e benintenzionato “licantropo-cane” doppiato da Dave Franco.
Tra le creature che popolano Nakali ce n’è però una decisamente più minacciosa delle altre: la Manananggal, figura proveniente dal folklore filippino e principale presenza horror del film.
Da Il gatto con gli stivali 2 a Sinners, fino alla Manananggal
Il legame tra L’isola dimenticata e Sinners nasce in realtà da un curioso scambio di influenze. Crawford e Mercado avevano già lavorato insieme a Il gatto con gli stivali 2 – L’ultimo desiderio, film che introduceva l’indimenticabile Lupo, incarnazione della Morte e antagonista capace di trasformarsi in una presenza costante e minacciosa per il protagonista.
Proprio quel personaggio è stato indicato da Ryan Coogler come una delle influenze creative per Sinners. In particolare, il regista aveva guardato al modo in cui il Lupo appariva inizialmente come qualcosa di riconoscibile per poi rivelarsi una presenza soprannaturale molto più inquietante. Anche alcuni elementi visivi, come gli occhi, hanno contribuito alla costruzione dei vampiri del film e soprattutto di Remmick, interpretato da Jack O’Connell.
Ora l’ispirazione ha compiuto una sorta di percorso circolare. Crawford e Mercado hanno infatti spiegato di essersi rivolti proprio a Sinners durante la definizione della Manananggal.
Sinners ha influenzato il modo di raccontare la villain
Joel Crawford ha raccontato che uno degli aspetti più interessanti di Remmick era il modo in cui il film riusciva a suggerire la sua storia senza interrompere la narrazione con lunghe spiegazioni.
“Quando cercavamo di capire come bilanciare questa antagonista e quanto raccontare del suo passato, guardavamo a Sinners e a Remmick. Ci sono alcune battute che lasciano intuire una storia e, in un certo senso, risultano molto più ricche senza bisogno di spiegare tutto”.
Januel Mercado ha sottolineato lo stesso concetto: lasciare alcuni elementi all’immaginazione permette allo spettatore di completare ciò che manca e può rendere il personaggio più credibile.
L’obiettivo non era quindi soltanto realizzare una creatura visivamente spaventosa, ma darle una profondità che potesse emergere progressivamente nel corso della storia.
DreamWorks non ha voluto attenuare l’orrore della Manananggal
La presenza di una creatura tanto inquietante all’interno di un film DreamWorks destinato anche a un pubblico giovane ha richiesto un equilibrio particolare. Mercado ha spiegato che i registi non volevano rendere la Manananggal meno spaventosa, pur essendo consapevoli della necessità di controllare attentamente il modo in cui mostrarla.
“Non volevamo tirarci indietro. Volevamo andare fino in fondo, ma eravamo consapevoli di quanto potesse essere spaventosa”.
Per questo motivo, gli aspetti più terrificanti del personaggio vengono rivelati gradualmente. Commedia, leggerezza e altri elementi della storia servono a controbilanciare la tensione provocata dalla sua presenza.
Crawford ha inoltre sottolineato l’importanza di rispettare le origini della leggenda. Sua moglie è cresciuta nelle Filippine fino all’età di nove anni e aveva ascoltato fin da bambina storie sulla Manananggal. Per il regista era quindi fondamentale non trasformare questa figura in un semplice espediente per provocare paura o stupore.
Una villain che nasconde qualcosa di più
Per Crawford, i migliori antagonisti sono quelli che riescono progressivamente a rivelare qualcosa che va oltre il loro aspetto minaccioso. È un principio applicato anche alla Manananggal.
Il regista ha spiegato che un personaggio destinato a rimanere impresso deve avere “qualcosa di più di ciò che appare in superficie”. Dietro l’immagine della creatura terrificante deve quindi esistere una mancanza, una motivazione o persino una forma di umanità capace di spiegare perché sia diventata ciò che è.
È proprio qui che l’influenza di Sinners sembra essere stata più importante. Non tanto nel copiare Remmick, quanto nel recuperare un modo di costruire una minaccia lasciando che il suo passato e le sue motivazioni emergano attraverso piccoli indizi.
Dopo che Il gatto con gli stivali 2 – L’ultimo desiderio aveva contribuito a ispirare Ryan Coogler nella creazione dei vampiri di Sinners, il film di Coogler ha quindi restituito il favore influenzando Crawford e Mercado. Un curioso scambio creativo che ha contribuito a dare forma alla Manananggal di L’isola dimenticata, mantenendo intatto il legame con il folklore filippino senza rinunciare alla componente più oscura della creatura.






