Come spesso accade con i contenuti di Star Wars, la serie TV di Disney+ Obi-Wan Kenobi è stata accolta con reazioni miste da parte degli appassionati e della critica. Indubbiamente ha alcuni passaggi a vuoto, specificamente nelle parti III e IV, che non sono realizzate con la stessa qualità dell’inizio e della fine. Ma, per altri versi, è sicuramente molto emozionante, e impregnata di quella poesia che è tipica di Star Wars così come è stato originariamente ideato da George Lucas.

In particolare, mi ha colpito molto la prima parte, dove lo spettatore si ritrova su Alderaan e, per la prima volta in live-action, scopre un pianeta comunque centrale all’interno delle vicende di Star Wars. La vestizione della giovane Leia, così come il tour all’interno del palazzo reale degli Organa, mi hanno riportato alla mente il bellissimo romanzo di Claudia Gray Leia Principessa di Alderaan. Ancora una volta vale la pena sottolineare come seguire Star Wars a tutto tondo, leggere i romanzi e i fumetti, così come dedicarsi ai videogiochi canonici, è determinante per sprigionare l’intero bagaglio emotivo che l’immaginario di Star Wars è ormai in grado di regalare.
Questo romanzo è ambientato circa 6 anni dopo le vicende di Obi-Wan Kenobi, quando Leia, legittima erede al trono di Alderaan, è chiamata a superare con successo una serie di prove. I suoi genitori adottivi, Bail e Breha, descrivono alla giovane Leia le prove come delle sfide “per il corpo, per il cuore e per la mente”, come vuole la tradizione di Alderaan. Dato il coinvolgimento dei genitori nella politica galattica, in particolare quello di Bail nel Senato, Leia si ritrova a rappresentare Alderaan nei consessi politici fin da giovanissima: ha partecipato all’Apprendistato Legislativo per giovani senatori, insieme all’amica di sempre, Amilyn Holdo, e ha intrapreso missioni umanitarie per venire in soccorso ad alcuni pianeti in crisi.
Durante una di queste missioni, Leia incontra Quarsh Panaka, colui che era stato Capitano e membro della guardia personale della Regina di Naboo e che ora riveste il ruolo di Moff dell’Impero. L’incontro avviene proprio su una delle lune di Naboo, dove Panaka rinviene in Leia i tratti somatici che erano stati della sua Regina, Padmé Amidala. Nonostante i suoi sospetti, però, l’uomo non riesce a trasmettere a Leia ciò che pensa perché subisce improvvisamente un attentato in cui rimane ucciso.

Nella storia raccontata dalla Gray, inoltre, troviamo una Leia diffidente circa le attività segrete dei suoi genitori adottivi. La giovane ragazza scoprirà che Bail e Breha stanno conducendo attività anti-Imperiali e, nello specifico, allestendo una flotta nel sistema di Paucris. Bail, inoltre, sta organizzando una cellula ribelle su Crait. Dopo queste indagini, Leia costringe i genitori a rivelarle le loro iniziative in seno alla neonata Ribellione, e i loro rapporti con la Senatrice Mon Mothma.
Tutto questo ci conduce alla presenza di Leia nell’altra serie TV, stavolta animata, Rebels. Qui Leia ha contatti con diverse cellule ribelli e con l’equipaggio dello Spettro. Mentre in Rogue One la vediamo collaborare con la squadriglia che ha sottratto i piani segreti della Morte Nera, il che ci conduce direttamente ai fatti di Episodio IV: Una nuova speranza. Inoltre, vale la pena sottolineare come la morte dei genitori adottivi di Leia, avvenuta per mezzo della Morte Nera, sia raccontata nell’antologia Da un certo punto di vista dedicata proprio a Una nuova speranza.
Tornando a Obi-Wan Kenobi, un altro momento che assolutamente “vale il prezzo del biglietto”, a mio modo di vedere le cose corrisponde con la parte conclusiva, che vede il ricongiungimento tra la piccola Leia e il Maestro Jedi. Obi-Wan confessa di aver mentito quando, in precedenza, ha detto a Leia di non aver conosciuto i suoi genitori, con queste parole:
Principessa Leia Organa, tu sei saggia, intelligente, generosa, queste sono qualità che hai preso da tua madre. Ma sei anche passionale e impavida, schietta, questi sono doni di tuo padre. Persone eccezionali entrambi, come è eccezionale la figlia.
Unitamente allo splendido tema musicale di Leia, ho trovato questo momento particolarmente commovente perché crea una sorta di indefinitezza tra i veri genitori di Leia e quelli adottivi. Obi-Wan sicuramente si riferisce a Padmé e ad Anakin, rispetto ai quali la piccola Leia, come abbiamo visto nel corso dell’intera serie, ha mutuato più di un aspetto distintivo della propria personalità. Dopo queste parole, tuttavia, Leia rivolge uno sguardo a Breha e Bail, come se Obi-Wan avesse in realtà descritto i genitori adottivi.

Quindi da una parte si parla di Padmé e Anakin, dall’altra di Breha e Bail, tutte figure, in ogni caso, che hanno combattuto l’oscurità con devozione e passione. Negli occhi di Leia, oltre all’intreccio fra queste figure genitoriali, troviamo anche un terzo rimando, perché in qualche modo, tramite la Forza, e nella maniera poetica che solo Star Wars riesce a ricreare, lei percepisce i suoi veri genitori attraverso le parole di Obi-Wan, così come in Episodio VI: Il Ritorno dello Jedi le era capitato attraverso quelle di Luke (qui approfondimento).







