L’ottavo episodio della terza stagione di The Mandalorian, intitolato il Ritorno, è diretto da Rick Famuyiwa e scritto da Jon Favreau.
La battaglia di Mandalore
L’episodio di apre esattamente dove si era concluso il precedente: Din Djarin è stato catturato dalle forze di Gideon, mentre una squadra di mandaloriani è riuscita a divincolarsi, e ora si aggira per la base imperiale costruita nelle cavità di Mandalore.
Fortunatamente Axe Woxes è riuscito a fuggire in tempo, e riesce quindi a raggiungere l’incrociatore leggero in orbita per avvisare i mandaloriani dell’imminente attacco.

Din Djarin riesce tuttavia a liberarsi delle due guardie, grazie anche all’aiuto di Grogu in sella al suo IG-12. I due, così, decidono di rintracciare Moff Gideon e chiudere il conti una volta per tutte.
Ad aiutare la coppia ci pensa R5-D4, che si infiltra nella base imperiale e invia al mandaloriano la posizione del centro operativo del Moff.

Intanto avvisati da Axe Woves i mandaloriani si lanciano sul pianeta, lasciando che l’incrociatore leggero attiri su di sé lo sciame di navi imperiali.
La vendetta di Moff Gideon

Sconfitte le guardie e ormai in prossimità del centro operativo, Din e Grogu fanno un’inquietante scoperta: in una serie di vasche rinvengono i corpi di cloni di Gideon. Come rivela lo stesso Moff, il suo obiettivo è sempre stato quello di creare un esercito di cloni di sé stesso, capaci di utilizzare la Forza: il motivo per cui ha dato la caccia a Grogu per tutto questo tempo, infatti, è il tentativo di trovare la maniera di infondere la Forza nei suoi cloni. Obiettivo che, secondo il Moff, era vicino a raggiungere ma che l’intervento dei mandaloriani ha mandato all’aria.
Din, infatti, prima di affrontare Gideon ha manomesso le vasche di cloni, uccidendoli.

Intanto i mandaloriani guidati da Bo-Katan trovano rifugio in alcune grotte in superficie, dove scoprono che la terra è ancora in grado di nutrire la vegetazione. Mandalore, infatti, è diventato un pianeta arido e inabitabile dopo le violente guerre contro i Jedi che raggiunsero l’apice con il Cataclisma Mandaloriano, che costrinse gli abitanti superstiti a rintanarsi nelle città-cupola.
Mandalore, dunque, non è del tutto perduto: rinvigoriti dalla speranza, i mandaloriani attaccano la base imperiale, scontrandosi con l’esercito di Gideon e dando vita ad una violenta battaglia tra le falde del pianeta.
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]I miei cloni sarebbero stati perfetti. La parte migliore di me, ma potenziata dall’aggiunta dell’unica cosa che non ho mai avuto: la Forza. Stavo isolando il potenziale per usare la Forza e incorporarla in un esercito inarrestabile. Tu li hai soffocati prima che emettessero il loro primo respiro.[/perfectpullquote]Mentre Gideon e Din Djarin si affrontano, le guardie pretoriane – le stesse che hanno ucciso Paz Vizsla – isolano Grogu dal mandaloriano. L’armatura del Moff, potenziata e plasmata nel beskar, è un’arma potentissima: Din non riesce neanche a scalfirla, tanto che sembra aver quasi la peggio nel combattimento. Bo-Katan arriva però al momento giusto, salvando Din dal Moff e dandogli quindi modo di aiutare Grogu.
Durante lo scontro tra Bo-Katan e Gideon la spada oscura viene distrutta: il simbolo della leadership di Mandalore, l’arma jedi forgiata da Tarre Vizsla, esce quindi definitivamente di scena.

Prima di lasciare la nave, Axe Woves lancia l’incrociatore leggero – ormai danneggiato – contro la base imperiale: i mandaloriani fanno in tempo a fuggire, ma Din, Grogu e Bo-Katan restano ad affrontare Gideon, per assicurarsi che il Moff non fugga. L’esplosione che segue devasta la base, e solo grazie all’intervento di Grogu – che utilizza la Forza per creare uno scudo – i tre riescono a salvarsi.
Il Mandaloriano

Sconfitto Gideon e riconquistato Mandalore, i mandaloriani si ritrovano al cospetto delle acque viventi. Poiché Grogu non è in grado di pronunciare il credo non può diventare un apprendista mandaloriano, a meno che i suoi genitori non approvino questa decisione. Tuttavia, essendo Grogu un orfano, nessuno può scegliere per lui: Din decide quindi di adottare ufficialmente il suo piccolo amico verde che, da questo momento in poi, è conosciuto come Din Grogu.
Tempo modo, vediamo la Grande Forgia tornare a bruciare dopo tantissimi anni, annunciando il ritorno di Mandalore e del suo popolo guerriero.

Lasciato Mandalore, Din vola su Adelphi per far visita a Carson Teva e proporgli un affare: da questo momento in poi lavorerà – segretamente – per la Nuova Repubblica, come cacciatore di taglie specializzato in residui imperiali. In cambio, come anticipo per i suoi servizi, il mandaloriano chiede uno dei trofei esposti nel locale: la testa di un droide assassino della serie IG.

Con il trofeo Din ricostruisce IG-11, programmandolo come nuovo sceriffo di Nevarro, e portandolo in dono a Greef Karga. L’Alto Magistrato, come compenso per tutto quello che Din ha fatto, consegna al mandaloriano l’atto di proprietà di una casa. Proprio nel nuovo rifugio, Din e Grogu trovano pace, riposandosi finalmente dopo le mille avventure vissute insieme.
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