Star Wars Skeleton Crew: 1×04 – Non posso dire di ricordare nessun At Attin – Guida all’Episodio

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Il quarto episodio della prima stagione di Star Wars: Skeleton Crew, diretto da Daniel Kwan e Daniel Scheinert e scritto da Watts e Ford, è intitolato Non posso dire di ricordare nessun At Attin.

Finalmente a casa” è il primo pensiero dei nostri quattro giovani protagonisti, nell’istante in cui la Onyx Cinder esce dall’iperspazio e davanti a loro compare un pianeta avvolto da una nube verdastra, oltre le quali sono intuibili i profili delle tipiche case del loro mondo natale.

L’entusiasmo della ciurma, però, crolla quando una volta fuori dalla nave scoprono che il pianeta è coperto da una nebbia fumosa, e le rassicuranti costruzioni avvistate dall’orbita appiano invece distrutte e desolate.

Ritorno a casa, o forse no?

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Una volta sulla superficie del pianeta Jod, Fern, KB, Wim e Neel scoprono che il mondo su cui sono atterrati è devastato, e per quanto i ruderi somiglino a quelli di At Attin, sembra tutt’altro che la loro casa perduta.
Il dubbio assale i ragazzi fin dall’inizio, tuttavia le loro teorie vengono interrotte ben presto da un gruppo di ragazzi capitanato da Hayna, che rivela di appartenere al gruppo armato dei Troik, in eterna guerra con gli Hattan. Proprio Hayna aiuta i protagonisti a nascondersi da una pattuglia Hattan pesantemente armata, prima di scortarli al loro quartier generale costruito in una vecchia scuola abbandonata.

Da notare come la pattuglia Hattan porti con se degli eopie, quadrupedi nativi di Tatooine. Come spiegato più tardi, i nativi talvolta commerciano con mercanti extra mondo, acquistando e vendendo armi, pelli ed evidentemente anche animali da soma.

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Nel quartier generale facciamo la conoscenza del Generale Strix, padre di Hayna e presunto sovrano di At Achrann, nome con cui gli indigeni chiamano il pianeta. Scopriamo quindi che i Troik trattano i bambini come fossero adulti, spesso armandoli e mandandoli in battaglia.

I Troik non conoscono il modo di aiutare i ragazzi a trovare At Attin, tuttavia Strix promette ai quattro giovani protagonisti di scortarli presso il Santuario Diroccato se saranno disposti ad addestrarsi insieme agli altri guerrieri.

Lontani da casa, ancora una volta

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Intanto, sulla Onyx Cinder, Jod tenta in ogni modo di scavare nella memoria di SM-33. Usciti dalla nave, però, i due vengono sorpresi dalla pattuglia di Hattan, che costringono il duo ad arrendersi.

Contemporaneamente al quartier generale dei Troik i ragazzi si addestrano goffamente nell’uso delle armi, mentre Neel, poco interessato alla guerra, apprende da Hayna il motivo per cui i due clan sono in guerra: da generazioni Troik e Hattan si combattono a vicenda per la supremazia del pianeta. Non vi è una vero motivo, o per lo meno ormai nessuno lo ricorda più. In un mondo dove il valore principale è la forza bruta e il coraggio, la gentilezza di Neel – inizialmente interpretata come mera debolezza – colpisce profondamente Hayna, portandola a riflettere sul futuro della sua gente.

Al vostro posto direi soltanto ‘mi dispiace’.

Presto scopriamo il motivo per cui il generale Strix è stato tanto accomodante con i nuovi arrivati: i quattro ragazzi, infatti, vengono costretti ad andare in avanscoperta, affrontando frontalmente il clan degli Hattan. Hayna decide di accompagnarli, nonostante suo padre non sia particolarmente d’accordo. Tutto sembra presagire uno scontro letale, fin quando dalla nebbia non emergono Jod Na Nawood e SM-33: il pirata spiega di aver scoperto l’attitudine degli Hattan per mercanteggiare, e di aver comprato la sua libertà e l’intera mandria di eopie per qualche dataria della vecchia repubblica.

Riscattata la loro libertà, il gruppo viene accompagnato da Hayna al Santuario Diroccato, che altro non sarebbe che la torre del Supervisore. Qui Hayna e Neel si salutano: la gentilezza del ragazzo ha però inevitabilmente fatto breccia nel cuore di lei, cambiando – forse – le sorti di At Achrann.

Pronti a partire

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Nel santuario i protagonisti scoprono le coordinate per 6 pianeti: At Aytuu, At Achrann, At Arissia, At Aravin, At Acoda e, infine, At Attin. Tuttavia scoprono che le quest’ultime sono illeggibili: SM-33 rivela di averle distrutte su ordine del suo vecchio capitano, l’ultima volta che sono stati qui. Il droide è incapace di dire altro, per via del suo blocco mnemonico, fin quando Fern non ha una brillante idea: sovrascrivere i comandi di SM-33 esattamente come è solita fare col suo droide tata, a casa sua.

Una volta rimosso il blocco, però, SM racconta una verità agghiacciante: il capitano uccise tutti i membri della sua ciurma in quella stessa sala, quindi gli ordinò di distruggere le coordinate, dimenticare ogni cosa su At Attin e soprattutto trucidare chiunque avesse mai curiosato in quelle stanze, alla ricerca del tesoro.

SM-33, costretto a seguire l’ordine del suo vecchio capitano, si prepara quindi a colpire Fern, KB e Wim, ma viene distratto da Neel, contro cui si avventa. Solo l’intervento di Jod evita il peggio: l’uomo riesce a disattivare il droide giusto in tempo, impedendogli di ferire Neel che – però – sviene per la paura.

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