Skeleton Crew: meno ‘lore’ per potenziare l’immaginario di Star Wars

Ransolm Casterfo
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Approfondimenti e editoriali su Star Wars. Tutto quello che vuoi sapere sulla Galassia Lontana Lontana.
Questo articolo è un editoriale. Significa che contiene un’opinione, un parere o un’interpretazione personale dell’autore che può – eventualmente – essere diversa o discordante dalle opinioni del resto della redazione di Star Wars Addicted.

A differenza delle ultime serie di Star Wars, e in particolare di The Acolyte, Skeleton Crew sta beneficiando di un’accoglienza migliore. Ha valutazioni medie maggiori sia su Rotten Tomatoes che nei giudizi sulle varie piattaforma social. In questo editoriale cerchiamo di capire come questo sia possibile.

Gli autori di Skeleton Crew sono Christopher Ford e Jon Watts. Il secondo è il regista famoso per la serie di film Spider-Man: Homecoming, Spider-Man: Far From Home, e Spider-Man: No Way Home, dei quali ha realizzato il primo proprio con Ford come sceneggiatore. Ma è soprattutto No Way Home ad averlo gratificato come uno dei migliori autori del Marvel Cinematic Universe. Inoltre, i due hanno lavorato insieme anche per i film Clown e Cop Car, il che li rende una coppia affiatata.

Skeleton Crew: meno ‘lore’ per potenziare l’immaginario di Star WarsE Skeleton Crew trae enormi benefici da questo affiatamento, visto che emerge l’epicità dell’avventura e il senso del mistero tipico delle produzioni più riuscite. Per grandi e piccini, seguire le avventure dei piccoli Wim, Fern, KB e Neel, così come del loro “mentore” Jod Na Nawood, è stimolante e gratificante, con ciascun episodio che garantisce un climax di sorprese ed emozioni che spinge a guardare il successivo. Insomma, il primo motivo del successo è la formula che Ford e Watts, autori cinematografici con grande esperienza, hanno trovato per raccontare questa storia.

Ma non basta, ci sono tante implicazioni che riguardano la “lore” (o immaginario se preferite in italiano) di Star Wars. Gli ultimi contenuti prima di Skeleton Crew hanno puntato molto sulla poeticità e l’emozionalità, il che sembra essere gradito da una parte del pubblico ma osteggiato da un’altra nutrita fetta. Se questo livello di profondità emotiva comunque fa parte di Star Wars fin dall’inizio, c’è chi preferisce avventure più leggere, con una maggiore dose di azione e di spensieratezza. Ed è proprio quello che Skeleton Crew offre, con il suo stile che si ispira alle storie d’avventura degli anni ’80 e ’90.

Skeleton Crew: meno ‘lore’ per potenziare l’immaginario di Star WarsSkeleton Crew non solo va a scomodare meno l’immaginario di Star Wars, ma punta anche in misura più superficiale a ridefinirlo o a definirlo meglio, come fanno invece quasi tutti gli altri contenuti di Star Wars (non solo serie, ma anche romanzi e fumetti). In altri termini, se The Acolyte e gli altri contenuti danno l’impressione di voler riprendere una storia di Star Wars già raccontata e portarla avanti, Skeleton Crew non fa niente di tutto questo. A tutti gli effetti, è una storia a parte.

Si, riguarda comunque la “lore” di Star Wars, ma non ha la pretesa né di riscrivere niente né di rielaborare niente. Fa parte del Mandoverse, cita situazioni (come tutta la faccenda della Vecchia Repubblica, un’epoca storica che riguarda fatti che tradizionalmente si collocano fino a mille anni prima della Trilogia Originale) e luoghi già visti da qualche altra parte, ma li contestualizza radicalmente sullo sfondo, mentre protagonisti rimangono personaggi e mondi del tutto nuovi. Da un certo punto di vista, è l’ennesimo contenuto che rinsalda ulteriormente il già enorme immaginario di Star Wars, ma lo fa usando poca “lore”.

Skeleton Crew: meno ‘lore’ per potenziare l’immaginario di Star WarsThe Acolyte, al contrario, pretendeva di unire insieme elementi della Trilogia Prequel con aspetti della Trilogia Sequel, senza trascurare neanche quella originale. Se alcuni parallelismi fanno contenti i fan che di Star Wars seguono tutto, un approccio del genere può essere considerato di tipo eccessivamente “fan service”. Se le giovani Osha e Mae sono state originate senza un padre fisico, come Anakin Skywalker, un legame simile alla Diade della Forza che unisce Rey e Ben Solo diventava nuovamente protagonista. E poi il fatto che i Jedi non sembravano percepire il legame tra le piccole riconduceva al Voto di Barash e all’esilio di Luke Skywalker su Ahch-To. Per non parlare delle implicazioni legate a Darth Plagueis, ai misteri della Trilogia Prequel e del ritorno in vita di Darth Sidious, oltre che di tutto ciò che è contenuto nell’omonimo romanzo Legends di James Luceno (qui dettagli).

Ahsoka non era molto differente, visto che un sacco di legami con Rebels potevano essere gustati solamente da chi aveva visto la serie televisiva animata. Dalle complesse figure degli Dei di Mortis fino alla redenzione della stessa Ahsoka che passa attraverso il confronto con Vader avuto proprio in Rebels, la sua presunta morte e il ritorno in vita solo attraverso il Mondo fra i Mondi. Tutti aspetti molto complessi, che necessitano di tanti contenuti rilasciati nel corso degli anni per poter essere digeriti e compresi a pieno.

Skeleton Crew: meno ‘lore’ per potenziare l’immaginario di Star Wars

Skeleton Crew è semplice: ha i suoi protagonisti, le sue avventure e il suo significato, tutto sommato, limitato. E Star Wars in questa fase ha bisogno proprio di questo: di essere espanso con nuove avventure, nuove situazioni ambientate nella sua “lore”, ma senza riscritture, né di scomodare le figure “sacre” del suo immaginario, oltre che il significato alla base dei cardini della sua storia. Può funzionare anche sul lungo periodo?

Un altro motivo per cui la percentuale media dei giudizi di Skeleton Crew è soddisfacente è legato al fatto che questi giudizi non sono così tanti. Insomma, Skeleton Crew ha un pubblico ridotto rispetto a quelli dei precedenti contenuti di Star Wars. Quindi, sì è tutto vero, ma è anche vero che senza scomodare i già citati significati e personaggi “sacri” potrebbe diventare molto – troppo? – difficile portare nuovo pubblico a Star Wars, che è poi il vero obiettivo di Disney e di Lucasfilm.

Skeleton Crew: meno ‘lore’ per potenziare l’immaginario di Star Wars
Kinguin

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