Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie del sarlacc, di Obi-Wan e di Mon Mothma

Ransolm Casterfo
Ransolm Casterfo
Approfondimenti e editoriali su Star Wars. Tutto quello che vuoi sapere sulla Galassia Lontana Lontana.

Tutti a criticare

Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie del sarlacc, di Obi-Wan e di Mon Mothma

Doveva essere il suo giorno fortunato, perché fu abbastanza veloce da riuscire a salire a bordo dell’imponente astronave che si era incuneata in una fessura tra gli alberi prima che qualsiasi cosa lo stesse inseguendo potesse affondare i denti nella sua carne magra e filiforme. La piccola scimmia-lucertola, che pur non avendo i denti sapeva difendersi con il suo becco appuntito, era brava a ripetere con precisione le cose che sentiva, che ne capisse il senso o meno, e si faceva chiamare Salacious, ma non perché fosse il suo vero nome ma perché era un suono divertente. Si ritrova così sulla nave di Jabba the Hutt e, quando la creatura-lumaca lo trova, allarga gli occhi nello stesso modo, arrotondandoli come lune, poi piega le orecchie in avanti ed emette un leggero ticchettio con il becco, in una smorfia che chiama La Faccia. Questa diverte e fa ridere Jabba, che si innamora della scimmia-lucertola e la vuole nel suo palazzo. Su Tatooine, però, la piccola creatura sente la mancanza degli alberi di pasol, della musica della giungla di notte, delle discussioni con le altre scimmie-lucertole e dell’oceano, ma non degli schiavisti tagliagole che infestano il suo pianeta natale, Kowak. La piccola creatura può percepire le preoccupazioni e lo stress di Jabba e per quello Jabba ha bisogno di lui. Un giorno arrivano un piccolo cacciatore di taglie e una creatura pelosa spettinata che il primo propone di consegnare a Jabba in cambio della sua adorata decorazione con la faccia da schiaffi. Dopo aver fatto arrestare la creatura pelosa e l’arrivo di un ragazzo che si fa chiamare Skywalker e che uccide il rancor, Jabba vuole che tutti vadano sul galeone. Ma qui, dopo che la pinna o l’arto vagante di qualcuno schiaffeggia Salacious, si sente un tintinnio di catene. Salacious cerca di rallegrare Jabba con la Faccia, ma capisce che il divertimento è finito. Niente più grande amico, niente più protettore, niente più famiglia. E quando tenta di strappare un occhio al droide dorato (lui ama poter usare gli artigli e il becco per tagliare fitti grovigli di cavi), una scossa gli attraversa la schiena, è l’altro droide, quello basso e stridulo. Quando il galeone oscilla ed esplode in una miriade di pezzi, Salacious non può fare nulla, nemmeno La Faccia, per sfuggire alle fauci del sarlacc.

Soddisfazione

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Sy Snootles è una Pa’lowick e nei suoi alloggi situati accanto alle cucine nel palazzo di Jabba dispone di un droide LEP, CH5-09, con cui ha un rapporto turbolento dopo che lui, anni prima, l’ha offesa definendo le sue labbra flosce. In passato Sy ha lavorato per lo zio di Jabba, Ziro the Hutt, fin quando non si era fatto mettere in prigione (poi la stessa Sy lo avrebbe ucciso) e Snootles era stata costretta a prendere accordi alternativi, sapendo di dover rimanere nelle grazie del Cartello degli Hutt. All’inizio, aveva significato un periodo di permanenza su Nal Hutta, a esibirsi ogni notte in “Daa Hutt Muna”, poi era andata su Tatooine alla corte di Jabba. Sy pensa che Max Rebo sia solo un idiota dai ditoni appiccicosi che non riesce a pensare che al suo prossimo pasto, nonostante la sua innegabile abilità nel suonare l’organo Nalargon, e non si capacita di aver accettato che lui si prenda tutta la gloria. Quella mattina ha finto un’indisposizione alimentare per evitare di dover partecipare all’esecuzione al Pozzo di Carkoon dopo che il rancor è morto, facendo piombare tutto il palazzo nel silenzio. Quando CH5-09 avvisa Sy che la Khetanna è in fiamme e Jabba morto, lei deve fare una scelta. Avrebbe potuto partecipare alla contesa per il trono di Jabba oppure avrebbe potuto mettere in pratica le sue minacce, prendere la sua cassa piena di crediti e andarsene.

La mia bocca non si chiude mai

Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie del sarlacc, di Obi-Wan e di Mon Mothma

Come la sua gente, il sarlacc è andato alla deriva da solo tra le stelle finché non ha trovato un posto dove scavare. Lui ha preso una decisione da tempo, non vuole nutrirsi delle creature perché, a differenza della maggior parte degli appartenenti alla sua specie, non gli piace la carne e che i corpi carnosi si decompongano lentamente nella sua gola per migliaia di anni, con tutti quei rivestimenti in tessuto, ceramica e metallo. Non sempre il sarlacc riesce a sputare gli oggetti più grandi, quindi li sposta nel nono stomaco per espellerli in altro modo. Quando è arrivato su Tatooine era circondato da una foresta pluviale ma, dopo essere caduto in letargo per molto tempo, si è ritrovato in un deserto infinito. Allora, comincia ad allungare i tentacoli inferiori più che può, per raggiungere e consumare le piante microscopiche che vivono nel sottosuolo, e a rallentare il suo metabolismo. Tante forme volanti continuavano ad andare e venire, fin quando qualcuno non gli parla in sarlacc. È un droide umanoide dorato, che dice di chiamarsi Citrepio e che lo definisce “potentissimo sarlacc”. Gli chiede se può dire ai suoi amici di non buttarsi a vicenda nella sua gola, ma il droide gli dice di non potere. Il suo padrone, Luke, lo ha offerto come tributo a Jabba the Hutt senza nemmeno informarlo prima. E a quel punto cominciano a piovere i corpi, compreso uno che sarebbe stato impossibile da digerire, anche se il sarlacc avesse voluto. Cerca in tutti i modi che gli umanoidi non finiscano nel suo esofago, e addirittura ne prende uno con i suoi tentacoli per sollevarlo e metterlo al sicuro, ma non ci riesce, beccandosi un colpo di blaster sul tentacolo. L’uomo dorato cade vicino al sarlacc e rimane sepolto a testa in giù. Allora, gli propone di tirarlo ancora più a fondo nella sabbia in modo da rimanere insieme, come amici. Ma C-3PO rifiuta, dicendo che la natura della sua specie è servire, come è nella sua natura divorare. Rimane solo l’uomo corazzato, almeno fin quando non prende in mano un dispositivo di taglio, fa un buco e se ne va. Dopo torna e porta con sé un amico.

Noccioli e gusci

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Sim Aloo è uno dei sei consiglieri Imperiali a bordo della navetta dell’Imperatore verso la Morte Nera in orbita su Endor. Tutti si sentono come strumenti intercambiabili, ministri la cui autorità cresce e declina a seconda dei capricci di Palpatine. Janus Greejatus pensa che gli alieni dovrebbero essere espulsi dal Nucleo e dalle Colonie verso una rete di riserve nell’Orlo, ma non trova sostegno in Kren Blista-Vanee e in Sate Pestage. E neanche in Ars Dangor, colui che ha il bisogno di trasformare qualsiasi conversazione in una lezione di storia, né in Pebimarus Xorn, i quali sostengono che gli stranieri possono essere utili come manodopera. Questa discussione ricorda a Sim un episodio di tanti anni prima, su Noomis Riga, il suo pianeta natale. Con Repubblica e Separatisti che avevano schierato cloni e droidi da battaglia sul pianeta, Sim attirò un venditore di droidi, Fond Dachris, nel suo campo di kern, il quale può essere letale senza giusta attrezzatura. Sim pensa che i campi di kern debbano essere lavorati solo dai Noomiani, senza introduzione di manodopera automatizzata. Ben presto Dachris viene inghiottito nel campo fatto da noccioli e gusci, e Sim può impossessarsi della sua fattoria, nel frattempo coinvolta nel conflitto. Molto tempo dopo Sim viene decorato per aver aiutato l’esercito della Repubblica, per poi vendere le sue proprietà al ministero dell’agricoltura Imperiale e intraprendere una scalata nei ranghi di quello stesso ministero. Arriverà su Coruscant, si sposerà di nuovo e nascerà sua figlia Alinka, prima di essere promosso al Consiglio Imperiale. Avrebbe anche firmato l’ordine di espulsione della popolazione da Noomis Riga, sostituita da droidi mietitori. E, su ordine di Palpatine, Sim e Greejatus avrebbero trascorso anni a caccia di manufatti Sith, in competizione e in riluttante collaborazione, mentre Blista-Vanee sarebbe stato inviato a supervisionare la costruzione di rotte iperspaziali attraverso il Nucleo Profondo. E a cosa erano serviti quei decenni turbolenti, se non a separare i noccioli dai gusci? Ora Sim pensa che per lui può esserci la possibilità di prendere il posto di Palpatine una volta che l’attuale Imperatore smetterà di regnare.

Presto la notte scenderà

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Lo strano essere verde della palude di Dagobah aveva dato un soprannome a un serpente drago femmina che si era mostrata curiosa sin da piccola, Occhi Luminosi. A volte l’essere verde si sedeva sulle radici curve dell’albero nodoso, a osservare divertito le prime esperienze nel mondo di Occhi Luminosi e degli altri. Altre volte sembrava perso nella sua tristezza, come se guardare dei piccoli fosse una cosa che non faceva da tempo. Quando la creatura metallica arrivò sul pianeta, iniziò a scrutare nervosamente la zona temendo che un altro serpente drago lo scambiasse per un pasto. Era già successo una volta, anche se la creatura metallica era stata sputata fuori altrettanto rapidamente. Un caccia stellare era fermo sulla riva, e dentro la capanna ci sono l’essere verde e l’umano che lo pilota, con uno stufato di verdure e di foglie che bolle sul fuoco. Occhi Luminosi in passato aveva pensato di mangiare l’umano, tanto lo riteneva una seccatura, ma poi aveva deciso che non ne sarebbe valsa la pena. Da quando Occhi Luminosi ne aveva memoria, Dagobah nascondeva un’oscurità. Pulsava nelle sue fenditure, ansiosa di essere liberata, ma non era mai stata una vera minaccia. Non fino a quella sera. Se la caverna lì vicina era l’oscurità e la capanna dell’essere la luce, allora si erano tenuti in equilibrio a vicenda. Ma l’equilibrio stava vacillando, serpenti e lucertole apparvero nelle cavità degli alberi e sui rami vicini, ansiosi e agitati. Erano attratti dall’oscurità, alimentati dalla stessa energia che nutriva i viticci neri. Due dei rettili più grandi si scagliarono l’uno contro l’altro, con le fauci puntate alla gola dell’avversario. Occhi Luminosi si sarebbe ritirata nell’ombra e avrebbe aspettato, mentre la luce svanì dalla capanna per l’ultima volta.

Da un certo punto di vista

Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie del sarlacc, di Obi-Wan e di Mon Mothma

Non c’è da stupirsi se Yoda ha scelto Dagobah come suo rifugio: la Forza è terribilmente potente lì. Vortica e mulina, respirando con una pulsazione lenta, andando alla deriva come una pulsazione antica. Ma un Jedi meno potente si sarebbe trovato immediatamente sopraffatto da quella pressione fisica supplementare. Il fatto che Luke non ne fosse stato schiacciato, quando si era avvicinato con il suo Ala-X, era una prova della sua possanza grezza, non ancora addestrata. E quando la presenza del Maestro Yoda si intensifica dentro Obi-Wan in un crescendo musicale, Obi-Wan sente il pianeta sussultare mentre Yoda si unisce alla Forza. Non solo Luke aveva appena visto morire davanti ai propri occhi il secondo dei suoi Maestri Jedi, ma Yoda doveva aver detto a Luke la verità su suo padre. Per tanto tempo, Obi-Wan era stato certo che Luke non avrebbe dovuto conoscere tutta la verità sull’identità di Vader fino al completamento del suo addestramento da Jedi, perché avrebbe potuto farlo precipitare nelle tenebre. La passione e il senso di giustizia che Luke condivideva con suo padre rendeva entrambi troppo vulnerabili al lato oscuro. Quando Luke chiede al fantasma di Obi-Wan perché gli ha nascosto la verità su suo padre, il suo ex Maestro dice: “Tuo padre fu sedotto dal lato oscuro della Forza. Cessò di essere Anakin Skywalker e divenne Darth Vader. Quando ciò accadde, tutto il bene che era in tuo padre venne distrutto. Quindi quel che ti dissi era vero. Da un certo punto di vista. Nel corso degli anni, Obi-Wan si era chiesto tante volte cosa sarebbe successo se avesse preso Anakin per le spalle e lo avesse scosso, urlandogli in faccia: “Non distruggere te stesso per punire l’intero Ordine per i nostri fallimenti! Tu vali molto di più!” Ma poi quella missione è diventata impossibile. “Smettila, Anakin. Torna da noi! Non è troppo tardi”. “Come osi? Come osi crederlo davvero? Non hai idea di cosa ho fatto”. “Lo so. Il massacro degli apprendisti, la crociata contro i Jedi rimasti…” E ora Luke gli dice: “In lui c’è ancora del buono”. Quelle erano state anche le ultime parole che Padmé gli aveva detto, e sentirle ora da suo figlio lo turba profondamente. “L’altro di cui parlava è la tua sorella gemella”. Obi-Wan non aveva ucciso Anakin Skywalker, ma non l’aveva fatto nemmeno Vader. Il meglio di lui vive ancora in Leia e in Luke.

Nessuna risorsa d’emergenza

Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie del sarlacc, di Obi-Wan e di Mon Mothma

Lei è sempre stata quella prudente. La pianificatrice. L’ultima risorsa d’emergenza. Ma non ora. Sono trascorsi quattro anni da Yavin 4 e ora lei deve provare il discorso per i generali riuniti su Casa Uno, mentre i ribelli hanno continuato a resistere e a lottare in tutto questo tempo. Mon Mothma si allontana dalla base ribelle con un mezzo di trasporto di fortuna pilotato da un droide RX argentato, per disattivare un droide corriere EX che ha attivato il conto alla rovescia per l’autodistruzione. Solo Mon lo può disattivare con il suo codice personale e lei pensa che la squadra a cui è stato affidato questo particolare droide è stata a tanto così dall’accedere alle informazioni sull’Imperatore e alla sua posizione. Deve tornare in tempo a Casa Uno per la sessione strategica con l’Ammiraglio Ackbar, dove la aspetta, tra gli altri, il suo addetto junior, Ràq Malwin, a cui ha dato un messaggio da aprire solo in caso di mancato ritorno. Il droide corriere è arrivato a ottenere quei dati perché diverse cellule di agenti, sia collaboratori di Mon che gruppi di intelligence diversi, sono morte una dopo l’altra, ognuna passando i dati alla cellula successiva. Il droide corriere EX si trova su un asteroide e il droide RX attiva il droide Treadwell della nave, che estende le pinze affilate e rotola fuori dalla camera stagna per agganciare il corriere. Ma, quando portato sulla nave di Mon, la camera stagna si apre, non c’è il droide Treadwell a trasportare il corriere, ma una sonda Imperiale, che mette velocemente fuori uso il droide pilota RX. Mon mette fuori uso la sonda e blocca il timer dell’autodistruzione, giusto in tempo. Quindi, estrae dal portello dati del corriere una scheda dati avvolta in un involucro di stoffa macchiato di sangue. Poi, riattiva il timer del droide EX e lo spinge nell’occhio rotto della sonda, per distruggere entrambi i droidi. Con l’aiuto di Malwin, Mon trova la traiettoria per tornare alla flotta ribelle, ora ha il programma personale dell’Imperatore. E riguarda Endor, l’Imperatore sta personalmente supervisionando le fasi finali della costruzione di questa Morte Nera. I ribelli hanno bisogno di quella notizia: cosa aveva detto Jyn Erso prima di Scarif? “Le ribellioni si fondano sulla speranza”.

Il peso del comando

Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie del sarlacc, di Obi-Wan e di Mon Mothma

Quando Han rivela che gli sarebbe andata bene se Lando avesse guidato il Millennium Falcon in battaglia, Lando fa esattamente quello che avrebbe fatto al tavolo del sabacc: ridacchiato, sorriso, fatto finta di niente, mentre Han si agita. Con Han a bordo della navetta Imperiale rubata, pronto a decollare, Lando può fingere di essere in pausa tra una mano e l’altra. Con lui ha portato nell’Alleanza Ribelle una dozzina di cittadini della Città delle Nuvole, dove è stato barone amministratore con Lobot accanto a lui. Tra loro, il pilota Dresselliano di nome Korrimix e un tecnico umano di nome Bolt. Lando ha scelto Korrimix come membro della Squadriglia Oro. Mentre Lando sta per salire a bordo del Millennium Falcon con il suo pilota Sullustano Nien Nunb, si accorge che Korrimix e Bolt hanno iniziato una rissa e, quando interviene per sedarla, si rende conto che Korrimix non è più intenzionato ad andare avanti con la Ribellione. Lando ha promesso ai suoi uomini che li avrebbe fatti uscire dal campo visivo dell’Impero ma in realtà li ha portati a ballare con i loro riflettori puntati addosso, e per questo Korrimix ha perso la fiducia nel suo capo, ora Generale della Ribellione. “Hai ragione: la speranza e la fortuna non avranno la meglio” dice Lando a Korrimix. Quella parte dell’essere al comando era proprio come al tavolo del sabacc: bluffare finché non era vero alla fine lo rendeva vero. Non c’è libertà con l’Impero, neanche nel fare i contrabbandieri, e Korrimix alla fine combatterà per la Squadriglia Oro.

Nel cerchio del vincitore

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Due insorti sfrecciano accanto a TK-151, uno scout Imperiale, a bordo di due speeder rubati, lanciati a loro volta all’inseguimento di un altro soldato. Accelerando al massimo con il suo speeder Aratech 74-Z, l’Imperiale esce al riparo dagli antichi alberi della Luna Santuario di Endor insieme al suo compagno di squadra, TK-290, con nove mesi di anzianità in più e quindi leader della squadra, per lanciarsi all’insegnamento. TK-151 sente i flap di spinta nella parte anteriore dello speeder regolarsi per l’imminente rinculo mentre il cannone blaster Ax-20, montato sotto il veicolo, fa fuoco. Prima di arruolarsi nell’Impero Galattico, era stato Raab Krao, il pilota professionista numero uno dell’Orlo Interno. Fino al giorno in cui una squadriglia di Ala-X ribelli non aveva scambiato l’officina della Krao Brothers Racing per un’installazione Imperiale e l’aveva distrutta, riducendo in cenere la sua casa e provocando la morte del fratello. TK-151 è uno dei soli tre espatriati di Socorran dell’intero corpo dei cadetti ed è entrato nei Ghost Lancers, una compagna di scout Imperiali d’élite. Ora, questa squadra deve sorvegliare, mantenere e difendere i confini di una base di generatori sulla Luna Santuario al fine di proteggere la Morte Nera II in construzione nell’orbita della luna. Gli speeder standard in dotazione ai suoi compagni di squadriglia sono tutti impostati in modalità sicurezza mentre lui ha sostituito i dispositivi di sicurezza con equipaggiamenti da corsa per amplificare la manovrabilità e la velocità del veicolo e ha fatto installare degli stabilizzatori Starblight per rinforzare il telaio del suo speeder. Quando un ribelle frena e ripiega in posizione di controspinta, da predatori gli scout diventano prede. A 450 km/h gli alberi giganti di Endor diventano macchie sfumate. Un colpo del ribelle colpisce lo speeder di TK-290, facendo schiantare quest’ultimo contro un albero, e TK-151 comincia a colpire lo speeder del ribelle, sfruttando i rinforzi al suo telaio, fino a quando il ribelle balza giù dal sedile e atterra nel sottobosco con un grugnito di sconfitta. È ora di mandare quel traditore nel cerchio del vincitore, un eufemismo tipico del mondo delle gare per indicare i piloti che muoiono prima di aver terminato la loro corsa. Ma una striscia di plasma verde inizia a deviare i colpi del cannone Ax-20. Al tentativo di investirlo, il ribelle fa un passo di lato e recide gli stabilizzatori rinforzati con la spada laser, mentre il veicolo inizia a roteare in una serie di avvitamenti laterali fuori controllo.

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