Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie di Wicket, di Norra Wexley e di Darth Sidious

Ransolm Casterfo
Ransolm Casterfo
Approfondimenti e editoriali su Star Wars. Tutto quello che vuoi sapere sulla Galassia Lontana Lontana.

Un giorno normale

Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie di Wicket, di Norra Wexley e di Darth Sidious

Per un Ewok della sua età, Wicket Wystri Warrick ha vissuto più di un’avventura: ha trovato una nave precipitata da un altro mondo, salvato bambini e combattuto mostri. Anche da wokling si è avventurato in una bufera di neve e ha rintracciato un troll. Ma ora vorrebbe solo un giorno normale, perlomeno prima che Kneesa, sua migliore amica nonché unica figlia del Capo Chirpa (insieme a Kneesa, Wicket ha attraversato la foresta coperta di neve, intrappolato mostri e catturato kublag), non attira la sua attenzione sulle moltissime navi che si stagliano nel cielo. Non sono le prime navi a visitare Endor, ma in passato si è trattato di navi solitarie, trasporti grigi e squadrati diretti verso il pianeta successivo, e adesso sono tante e raccolte in linee innaturalmente perfette. Wicket e Kneesa sono sugli alberi del Villaggio dell’Albero Lucente, insieme a Weechee, il fratello maggiore di Wicket, e il loro amico Teebo, quando Chirpa, preoccupato dai continui passaggi di navi, ordina a Wicket di indagare nella foresta. Quando Wicket trova degli assaltatori, intenti a costruire una sorta di caverna di metallo, improvvisamente cadono su di loro degli alberi che le loro stesse navi avevano già spezzato. È stata Kneesa, insieme a suo cugino Paploo, a fare cadere le chiome degli alberi sugli assaltatori. Mentre Wicket fa da esca, Kneesa e Paploo preparano una nuova imboscata con delle liane che, appoggiate in forma di grossi anelli alla base di ogni albero, si stringono intorno alle caviglie degli assaltatori, trascinandoli in alto e lasciandoli sospesi a mezz’aria a testa in giù. Nei giorni successivi, sempre più navi e sempre più edifici argentati si possono vedere nei dintorni del Villaggio, fino a quando Wicket non trova una persona distesa a terra, forse addormentata, sotto una copertura di fitte felci. Wicket punzecchia la figura con la lancia e fa un salto indietro, quella si mette in piedi e, molto stanca, si siede su un tronco. Gli ricorda Kneesa. La ragazza le offre uno spuntino e lui decide di fidarsi.

Intervento divino (?)

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Logray

Quando il numero di solcavento che scendono dal cielo aumenta a dismisura, viene convocato il Consiglio degli Anziani, con l’invio di messaggeri alle tribù vicine. Tutti gli occhi seguono Teebo, l’apprendista dello sciamano Logray, mentre si muove verso la Pietra Sacra, la sfera d’ambra incandescente donata loro dal Dorato in persona. Logray e Teebo si dividono, il primo crede sia meglio lasciare il villaggio e mettersi in salvo, mentre il secondo vuole restare e combattere. Il Dorato non verrà, dice, se non faranno nulla. Gli Ewok credono che il patto che la loro divinità ha stretto con le Tenebre, ovvero condividere Endor in modo equo, è stato infranto. L’Avversario ha allungato le mani, con le sue dita umide e adunche, per corrompere il loro mondo. I solcavento, infatti, sono scesi dal cielo per portare invasori che stanno devastando le loro case, spazzando via intere tribù per costruire le loro strutture lucenti. Un giorno è apparsa una sottilissima mezzaluna, appena visibile, ma da allora è cresciuta costantemente, continua Teebo, che ha molti sostenitori tra cui Asha Fahn. Quando Logray si ritira per riflettere, si imbatte in un solcavento che atterra improvvisamente e dal quale scendono una dozzina di persone. Una di loro parla con una creatura gigantesca coperta di pelliccia marrone di “volare con disinvoltura”, mentre sembra rimproverare la creatura. Logray osserva stupito una figura uscire dal solcavento a passo rigido. L’essere brilla d’oro alla luce del sole, con riflessi e aureole che baluginano in ogni parte del corpo. Logray lo fissa stupito. Il Dorato. È esattamente come viene descritto nelle storie che il capo Buzza raccontava ai wokling intorno al fuoco. La figura del Dorato è fusa in un oro splendente ricavato dal bagliore stesso del sole. Dagli occhi irradia luce, uno sguardo che può sconfiggere le Tenebre. Logray pensa che portando il Dorato al villaggio può convincere i Treeta Dobra che volevano appoggiare Teebo, gli Anziani del Consiglio, così come il Capo Chirpa. Ma quando colui che lui pensa essere il Dorato inciampa un paio di volte, parla con voce patetica e affannosa, e il pellemolle che prima parlava con la creatura gigantesca minaccia di lasciarlo lì, Logray capisce che non può essere il Dorato. Torna al villaggio e organizza un gruppo di caccia, di cui fanno parte anche Teebo, Asha e Lonta Kay, mentre i pellemolle si avvicinano a una serie di trappole realizzate con carne di verkle dagli stessi Ewok in passato. Quando finiscono in una delle trappole, il gruppo di cacciatori confisca le loro armi. Logray lascia che i suoi compagni credano che sia veramente il Dorato, e loro iniziano a cantilenare la propria devozione. Dato che lo sciamano è da sempre stato l’unico in grado di comunicare con il Dorato, Logray avrebbe lasciato credere che le sue disposizioni fossero quelle di lasciare il villaggio e nascondersi nei sistemi di grotte sotterranee a nord, portando a vincere la sua istanza al Consiglio.

Il buy-in

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A bordo di un’Ala-Y, Norra Wexley si allena con la Squadriglia Oro comandata da Lando Calrissian a distruggere rottami spaziali in vista della battaglia dell’indomani. Per l’Alleanza negli ultimi tre anni ha pilotato un ingombrante mercantile, la Violet, occupandosi solo delle manovre mentre qualcun altro sparava con i cannoni, quindi le sensazioni che prova ora sono molto diverse, perché ha il pieno controllo della nave. Quando scende dalla nave alla fine dell’addestramento su Casa Uno a congratularsi con lei trova il Capitano Wedge Antilles, un sopravvissuto alla prima Morte Nera, insieme a molti altri formidabili piloti come il Tenente Wesford Janson, Jake Farrell, Nien Numb, Sila Kott e Zyrka Tuhn. Mentre Calrissian si avvicina spavaldo a Norra nel tentativo di farsi offrire da bere, Wedge interviene così: “Non ti farai pagare da bere da una mamma, Lando”. Norra, infatti, rivela al Generale che ha lasciato suo figlio Temmin, che ora ha 15 anni, a casa con le sue sorelle, su Akiva. Si sente in colpa per aver anteposto gli interessi della Ribellione (è stata convinta dallo stesso Antilles a farvi parte) al suo stesso figlio. Anche il marito Brentin è entrato nell’Alleanza, ma lei non ha notizie di lui da molto tempo, sa solo che lavora rinchiuso in una stanza per ore a trasmettere messaggi, immerso in codici da decifrare. Con la Battaglia di Endor da combattere tra poche ore, Calrissian invita tutti a una partita di sabacc, le reclute ormai indistinguibili dai veterani. Norra detesta il sabacc per via del caos dovuto alle sue regole, oltre che per la propria totale incapacità di mantenere una faccia impassibile. A un certo punto, Lando tira fuori una bottiglia di Calamari Xinphar: “da parte dell’ammiraglio” dice, accennando all’altro lato dell’atrio, dove Ackbar è seduto con Mon Mothma e il Generale Madine, davanti a un diagramma tattico ben visibile sul tavolo. “Chi non ha crediti può puntare tutto ciò che ha addosso. Tranne i vestiti. Se ci tenete, ho sentito dire che Santage sta organizzando uno spettacolo alternativo nella sala tattica”, dice ancora Calrissian. E Norra scommette tutto quello che ha, in quella strana “ultima” serata con i membri dell’Alleanza.

L’uomo che catturò Luke Skywalker

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Il Comandante Altadan Igar guida la Squadra Gamma alla ricerca della Squadra Theta in quei boschi fitti, dove intere squadre spariscono senza lasciare traccia. Ai tempi delle Guerre dei Cloni, quando i Separatisti invasero la sua terra natale, Igar si era unito alla milizia locale. Ha combattuto al fianco di una Jedi, su Celes IV, per difendere la sua casa. “È una notte meravigliosa” dice improvvisamente qualcuno che non appartiene alla Squadra Gamma, è vestito in nero. Dice di essere lì per consegnarsi a Lord Vader e Igar ordina a Dooze, un membro della squadra, di perquisirlo. Dooze trova una spada laser, che consegna al suo superiore. L’uomo in nero aggiunge che gli uomini che stanno cercando sono tutti morti e ribadisce: “Devo vedere Lord Vader. Devo aiutarlo”. Quando Igar gli racconta delle sue precedenti esperienze con i Jedi, l’uomo in nero dice: “La volontà della Forza è il potere della scelta, di tutte le nostre scelte, le scelte dei vivi e dei morti”. E mostra loro i corpi dei soldati morti della Squadra Theta. Dooze inizia a colpirlo, ma Igar gli ordina di fermarsi, poi tutta la squadra fa rientro alla base nella quiete che precede l’alba. Qui incontrano Vader e gli consegnano l’uomo in nero. Poco prima che le porte dell’ascensore si chiudano con un sibilo, sente Vader dire: “L’Imperatore ti stava aspettando”. E sente l’uomo in nero rispondere: “Lo so, padre”.

Ackbar

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L’ammiraglio Ackbar riflette sul fatto che ognuna delle astronavi che si avvicinano alla Morte Nera rappresenta un’intera comunità su un pianeta lontano, prima di gridare “È una trappola!”

Il volo impossible degli angeli di cenere

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Arvel Crynyd si trova nel sistema di Sullust circondato da una flotta di incrociatori stellari, cannoniere, Ala-A e Ala-B, tutti pronti a saltare nell’iperspazio. Dopo essere decollato dalla Casa Uno, è lì con gli altri, pronti ad attaccare la nuova stazione di battaglia dell’Imperatore, in orbita attorno alla luna boscosa di Endor. Quasi quattro anni prima, mentre è a bordo del suo Z-95 Headhunter e lavora per il Cartello Bacta, Arvel ha intercettato un gruppo di ribelli che si addestra a bordo dei propri velivoli nelle prossimità di un vecchio molo spaziale abbandonato ai margini delle Distese Occidentali. Si imbatte in Raf, Pieter, il responsabile della flotta di caccia e altri piloti, tutti dell’Accademia Skystrike, e inizia a compiere un avvitamento spericolato, mostrando la sua abilità nel pilotare. Stupito dalle condizioni precarie dei velivoli con i quali i ribelli combattono, lui che è un appassionato di aggiornamenti dei caccia stellari e di bruciature saldate, si offre di insegnare loro qualche avvitamento. Un anno dopo, insieme a Demms Ryx (Volpai), barista della Stazione Koda, fuori dalla taverna Fine del Mondo, Arvel deve incontrare una rappresentante della Libera Fazione Virgilliana, una donna che si è presentata con il nome di Dagger. Lei gli comunica che Raf è morta. Qualche tempo dopo, Demms, che prova qualcosa per lui, lo raggiunge al molo spaziale per unirsi alla Ribellione. Insieme si trovano su Hoth, dove Arvel ha incontrato per la prima volta l’Alto Comando dell’Alleanza e dove è caduta la Base Eco. Insieme si trovano su Cerea, dove hanno costruito la loro casa al sicuro della flotta ribelle, e dove abita anche la loro bambina, Starr. E ora è in orbita su Sullust, con gli occhi puntati sul pianeta brullo e vulcanico sottostante, popolato da quelli che i locali chiamano angeli di cenere, dei volatili che compiono voli impossibili vicino alla lava. Assomigliano ai ribelli, che ora Arvel vede apparire dall’iperspazio, ora che ha Endor davanti a sé. E una Morte Nera. “Tutti i caccia, riferire”, è la voce di Lando Calrissian.

Protocollo finale

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Gli assaltatori GR-792 (Gir), RZ-440 (Riz) e NE-034 (Neo) sono sulla luna boscosa sulle tracce di una donna che sembra sapere qualcosa su Luke Skywalker. Neo guida la missione dopo che l’effettivo Capitano è stato richiamato all’ultimo momento per un incarico speciale sulla Città delle Nuvole. Neo è la più alta di grado e sotto la sua guida hanno già fatto una missione su Nar Shaddaa per una ricognizione. Il gruppo di assaltatori è alla ricerca di ribelli, più bravi a mimetizzarsi nell’ambiente circostante di quanto non lo fossero mai stati i soldati Imperiali. Quanto a Riz, lei si è unita all’Impero perché orfana, senza un posto sicuro dove dormire e senza sapere dove procacciarsi il pasto successivo. Trovano la donna che stanno cercando in un rifugio sotto un ponte sospeso, dove il duracciaio ha creato una porta di fortuna nell’oscurità, tenuta lontana dal bagliore dell’espansione urbana. Riz, indagando nel magazzino, si rende conto che l’anziana donna è una trafficante d’armi e collezionista di spade laser, ne ha due. Ma quando sta per comunicarlo a Neo, la donna anziana inizia a spare all’impazzata con il blaster e uccide Neo. Ora, tutti i membri del suo contingente vengono inviati a sorvegliare il generatore dello scudo che protegge la nuova e migliorata Morte Nera. Non c’è stato tempo per il lutto. Ben presto, blaster, Ewok e camminatori bipedi iniziano a sparare saette di luce tra gli alberi. I prigionieri sono fuggiti e il bunker è sotto attacco, devono recarsi lì. Riz vede due droidi, uno umanoide e dorato e l’altro un’unità R2 bianca e blu. Ci sono anche due umani, uno sta sistemando dei fili scoperti nella parete del bunker. L’altra, con indosso un mantello verde, ha i capelli intrecciati in una corona scura, accovacciata in un angolo con il blaster teso. Riz riconosce Han Solo e Leia Organa, i prigionieri fuggiti. Mentre Gir prende la mira per colpire Organa, Riz lo colpisce con un calcio. La Principessa viene colpita, ma solo alla spalla. Il suo poncho verde emette delle scintille, mentre lei cade all’indietro. Intorno a loro, i soldati Imperiali cadono l’uno dopo l’altro, abbattuti dai colpi di blaster, dagli Ewok e da un camminatore bipede che sembra essere stato requisito. “Ti amo” dice Solo, “Lo so” risponde la principessa. Gir li interrompe e Leia lo colpisce con il blaster, mentre una scintilla raggiunge Riz. Dopo un po’ di tempo, un rumore sopra la sua testa, un’esplosione ovattata, un’aurora rossa, arancione e gialla sboccia nel cielo, brillante contro il blu. Alla fine, sente cantare, vede il tremolio di un falò e delle figure che vi danzano intorno, Ewok e umani e ogni sorta di specie nel mezzo. Riz si costituisce e al campo viene condotta dalla Principessa Leia, i capelli sciolti e lunghi, invece che intrecciati, mentre indossa un vestito al posto del poncho militare. La Principessa non lo sa ma Riz, quel giorno, l’ha salvata.

L’ultimo volo

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Sila Kott vola con la Squadriglia Rossa sotto il comando di Wedge Antilles quando la flotta ribelle salta nell’iperspazio da Sullust a Endor. Sila non sa cosa aspettarsi ma, quando riemergono nel sistema di Endor, si ritrae quasi d’istinto. Sciami di caccia TIE ovunque, Dreadnought, incrociatori da battaglia, Star Destroyer, siluri ai protoni pronti a colpire. Soprattutto, c’è la Morte Nera, con le sue enormi dimensioni. Sila è cresciuta su Toprawa City insieme a Lante, la ragazza con cui tutti la mettono sempre a confronto e che a 17 anni è stata reclutata nella Stazione di Ricerca Imperiale in orbita intorno al pianeta. Ora, che sua zia si era trasferita a Otor’s Hub, Lante è rimasta sola al mondo e per questo ha accettato la proposta dell’Impero. Nell’Orlo Esterno, Toprawa era rimasto isolato quando era esplosa la guerra civile e, con tutti i contrabbandieri che infestano la Hydian Way, l’attività della famiglia di Sila inizia ad andare male. Lei è sempre stata più interessata al volo che alla gestione finanziaria e, quando Lante le propone di fare un collaudo per l’Impero, Sila accetta. Ora Sila vede Lante da una prospettiva molto diversa, e scopre di nutrire dei sentimenti per lei. Ma, dopo qualche giorno, riceve la notizia di un grave incidente alla Stazione di Ricerca Imperiale, mentre si lavorava a un laser per aiutare l’estrazione mineraria. Viene coinvolto il mercantile su cui si trovavano i membri della sua famiglia, i tre fratelli e il padre, ora tutti morti. Sila lascia l’Impero e Lante, e si unisce ai ribelli. Dopo due anni nell’Alleanza, riceve un oloproiettore, è un messaggio di Lante che le dice che aveva ragione e di essersi pentita per aver scelto la strada dell’Impero. Due giorni dopo, la Stazione di Ricerca Imperiale di Toprawa viene manomessa da un sabotaggio interno, tra le vittime c’è anche Lante. Ora, Sila è su Endor, le sembra evidente che quella è un’imboscata. L’Alleanza è stata attirata lì da informazioni fuorvianti e la Morte Nera è almeno parzialmente operativa e schermata. Quando Antilles ordina a Rosso Tre e Rosso Due di stare il più possibile vicini perché vuole che siano al sicuro, Sila disobbedisce e crea un diversivo separandosi dal gruppo. Il resto della Squadriglia riesce a fuggire, ma i laser Imperiali colpiscono il caccia di Sila, facendolo esplodere in un milione di atomi.

Vent’anni e poi fuori

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Corr Lerrann è un artigliere della Morte Nera, la cui divisa prevede uno scintillante elmetto a forma di scarabeo, e, dopo vent’anni nella Marina Imperiale, è all’ultima settimana sulla piattaforma prima del pensionamento. L’intero emisfero è in fermento per l’arrivo dell’Imperatore Palpatine, che per molti è solo un volto fluttuante in un ologramma. Corr è assegnato al cannone laser numero cinque della stazione. È il condotto cinque di otto, tutti distribuiti intorno al nodo di amplificazione centrale, al centro della schiera di superlaser della Morte Nera, il nucleo responsabile dell’invio di un raggio concentrato di energia apocalittica verso chiunque osasse sfidare l’Impero. Quanto ai condotti, sono dei tunnel che partono da diversi piccoli generatori di raggi alimentati da cristalli Kyber e che arrivano fino all’esterno della base, protetti da un campo di forza. Giovialmente, Corr racconta agli altri addetti ai cannoni laser, tra cui Tay Kando e il tecnico Pog Degor, i suoi piani dopo la pensione: produrre ringhiere di sicurezza per ridurre il numero di morti tra i soldati sulle strutture e le navi Imperiali. E poi di comprare una casa a Coruscant, nel distretto di Urscru, al che Kando risponde che al massimo lui potrà comprarla a CoCo Town. Ma proprio in quel momento l’intera struttura viene abilitata per l’uso di otto raggi contemporaneamente, quando non è mai stata testata neanche un’esplosione a sei. Avevano già fatto delle esercitazioni a fuoco secco in cui erano arrivati fino all’accensione, prima che lo scenario fosse annullato, ma ora è diverso, tutto è reale. Corr e Kando, al segnale di emergenza, scattano sull’attenti, senza fare domande.  Prima che Corr e Kando possono opporsi, il raggio spara. Una lancia verde di luce densa con degli impulsi ambrati al centro. Ma, preso dal panico, Kando rischia di cadere nel condotto, prima che Corr ripieghi all’indietro e li tragga entrambi in salvo. Forse le ringhiere di sicurezza non sono un’idea così malsana. Ancora sette giorni e Corr sarà fuori.

La ballata di Nanta

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Mentre Logray, lo sciamano capo del Villaggio dell’Albero Lucente, tiene un’importante lezione ai wokling della tribù sulle proprietà curative delle piante, Nanta inciampa e si fa male, e finisce alla Capanna della Guarigione. Nanta vaga vicino alla Capanna quando si imbatte in un albero, non il Grande Albero, il maestoso gigante della foresta da cui discendono tutti gli Ewok e che accoglie tutti gli spiriti che si ricongiungono alla natura dopo la morte, ma un normale albero con un ramo solo. Con la Nefasta Pietra del Male, il cui bordo frastagliato scintilla nella luce dorata e che è la causa dell’infortunio di Nanta, lui incide la sua storia sulla superficie ruvida dell’albero. Quando torna da Logray, lo sciamano gli racconta del Custode delle Storie, colui che custodisce le più grandi leggende degli Ewok, sia vere che inventate, e a volte un po’ di tutte e due. Ora, ogni volta che accade qualcosa di interessante, Nanta la incide sull’albero, a lui, a un membro della tribù o all’intero Villaggio dell’Albero Lucente. A volte, Nanta mette le sue storie anche in musica, creando ballate da cantare intorno al fuoco. Una dedicata al saccheggio del villaggio da parte dei Teschi, un’altra alla venuta del Dorato, che avrebbe dovuto essere eseguita durante il banchetto celebrativo. Ma, quando il banchetto viene interrotto perché il Dorato si lamenta del menù a base di creature di carne, riesce a perfezionare “La ballata del Glorioso Dorato” per una successiva celebrazione. Quella sera, quando il Dorato racconta la storia completa del suo popolo e del suo viaggio, Nanta ne rimane affascinato. E quando corre all’albero per inciderla, incontra un altro Ewok, Romba, uno dei pochi sopravvissuti all’invasione dei Teschi, ovvero gli assaltatori Imperiali. Romba gli propone di combattere insieme la battaglia che ci sarebbe stata l’indomani, e dopo di inciderla sull’albero, e a quel punto Nanta sarebbe diventato il nuovo Custode delle Storie. Quando lui e Romba abbattono le loro lance sulle teste dei Teschi e li vedono cadere, una sensazione di trionfo attraversa Nanta. Ma subito dopo il terreno inizia a tremare mentre i Camminatori si avvicinano, con le loro zampe ingombranti che si fanno largo nella foresta. Altri Camminatori si uniscono all’attacco e uno di loro colpisce Nanta, uccidendolo. Il giorno dopo, mentre tutti festeggiano la sconfitta dei Teschi, Romba incide la storia di Nanta sull’albero. Gli abitanti del Villaggio dell’Albero Lucente avrebbero cantato la sua storia quella notte e per molte stagioni a venire. La sua storia sarebbe diventata una leggenda, una delle storie sul coraggio degli Ewok più durature e celebri, “La ballata di Nanta”.

E allora cadi, Sidious

Il ritorno dello Jedi: Da un certo punto di vista – le storie di Wicket, di Norra Wexley e di Darth Sidious

Prima di lui c’era la tirannia della corruzione, il dispotismo della politica combattuta ai margini, nell’ombra. Lui non ha portato tutto alla luce per soggiogare, ma per governare. È quanto emerge da uno sguardo agghiacciante dentro la mente dell’Imperatote Palpatine, mentre si rivolge ad Anakin Swywalker. È una relazione simbiotica, la loro, la spinta e l’attrazione tra Maestro e apprendista. Lui, Anakin, che fu strappato all’unica sicurezza che conosceva e che gli fu detto di esserne grato. Quando suo figlio non ci sarà più, pensa Sidious, loro continueranno immutati. Un altro cosiddetto Prescelto nascerà e morirà. Un Jedi, dice, come suo padre prima di lui. Un uomo che, però, proprio Sidious ha fatto risorgere dal nulla; che, senza di lui, sarebbe di nuovo nulla. Non è nuovo al dolore, Darth Vader. Fa parte di lui quanto il suo legame con la Forza o il gusto per l’oscurità nelle sue vene. Tra loro due è sempre presente una situazione di stallo, che può essere compromessa solo dalla morte di uno dei due. La corona è pesante, eppure viene indossata solo dall’apprendista che sopravvive al Maestro. La sua fragilità, è ciò che Sidious avrebbe dovuto temere? Può sentirlo in lui, ora, il cambiamento, la bontà che c’è in lui.

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Kinguin

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