Quel Boba non era sporco e cattivo come questo Andor

Fabio M. Cesaroni
Fabio M. Cesaroni
Appassionato del fumetto occidentale e della saga della galassia "lontana lontana" sin dalla tenera infanzia.

Non è più un segreto. Andor è un contenuto inedito nel panorama delle Guerre Stellari, sia per motivi tecnici (come le scelte di regia) che per motivi inerenti alla trama. Del resto, ve ne abbiamo già parlato anche in questo e in questo articolo. Se la serie dovesse riuscire a mantenere costante la sua qualità, allora sarà probabilmente qualcosa che gli appassionati ricorderanno a lungo.

Quel Boba non era sporco e cattivo come questo Andor

Può capitare, mentre si vedono le puntate di settimana in settimana, di mettere a confronto questa serie con altri prodotti simili di Star Wars. Il confronto di cui vi voglio parlare oggi tira in ballo “The Book Of Boba Fett” (TBOBF): purtroppo, la serie sul cacciatore di taglie non ne esce rivalutata. Ma è un gran peccato: a pensarci bene, la sua trama si sarebbe prestata benissimo a una trattazione matura come quella di Andor. La serie di Boba, infatti, si dedicava all’ascesa del cacciatore di taglie nel sottobosco criminale di Mos Espa, fra intrighi di strada e guerre di fazioni rivali. Sembra quindi di essere su lunghezze d’onda simili a quelle della narrazione di una Ribellione violenta e precaria. Eppure, quel Boba non era sporco e cattivo come questo Andor.

Quel Boba non era sporco e cattivo come questo Andor

Se state pensando che il Boba Fett di Disney+ debba la sua perdita di fascino all’assenza dell’elmo, ho già spiegato in quest’articolo come (secondo me) un ragionamento del genere fatichi a stare in piedi. La maturità di Andor ci dimostra semmai che il punto debole di TBOBF sia da rintracciare su più livelli: non è infatti una questione solo di personaggi e del loro carisma, ma anche di trama. Pensate al primo episodio di Andor: il protagonista entra in quello che sembrerebbe un bordello, per poi uccidere due guardie della sicurezza. In TBOBF abbiamo mai visto scene simili? No, anzi. Osserviamo sequenze che sono solo una pallida imitazione di quel mondo criminale della strada che gli autori volevano (almeno in teoria) riproporre: penso alla scena degli inseguimenti sugli scooter nel centro di Mos Espa, o addirittura allo stesso Boba che – nel bel mezzo della missione di recupero della sua nave – trova il tempo di rincorrere con un piccolo droide, per poi sussurrargli: “sono Boba Fett!”.

Ben diversa è la musica che suona in Andor. La Ribellione ha rami differenti, e ognuno di questi pianta le sue radici prendendo il tempo che gli serve. Abbiamo la lotta di guerriglia sui monti freddi di Aldhani, la tessitura della rete logistica da parte di Luthen Rael, la tensione politica nella vita quotidiana di Mon Mothma. In TBOBF, d’altro canto, la lotta al mondo criminale non sembra affatto strutturarsi secondo modalità dello stesso calibro. Se infatti escludiamo l’arco dei flashback con i Tusken, lo sviluppo di Boba e della sua missione resta vago. L’apparizione di Cad Bane nel finale diventa allora l’unico modo per dare un corpo visibile alle tensioni antagoniste, e scioglierle in un modo chiaro.

Quel Boba non era sporco e cattivo come questo Andor

In definitiva, il tenore narrativo di Andor punta il dito con maggiore chiarezza sulle incertezze di TBOBF, che pure poteva essere tematicamente affine: una serie, quest’ultima, dai toni troppo puliti e levigati per rappresentare il soggetto che si era imposta di narrare. Ma c’è forse anche di più. L’ingombrante presenza del mandaloriano (che già di per sé potrebbe essere indice dell’insicurezza degli autori verso il prodotto che avevano essi stessi creato) ha tutta l’aria di una mossa che serva a portare avanti il brand “Star Wars”, sacrificando un’idea promettente come quella di approfondire il mondo criminale di Mos Espa. Se Andor, dal canto suo, dovesse invece chiudere almeno la prima stagione senza sentire il bisogno di ancorare le sue trame a personaggi pesanti e famosi, allora sarebbe la dimostrazione che è possibile continuare a raccontare le Guerre Stellari per amore esclusivo delle stesse, costruendo mondi concreti e personaggi coerenti.

Quel Boba non era sporco e cattivo come questo Andor
Kinguin

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