Missione nella città perduta è il secondo romanzo della seconda fase dell’Alta Repubblica, successivo a Il sentiero dell’inganno. Nel tentativo di unire la galassia, i Cancellieri della Repubblica, lavorando accanto ai Cavalieri Jedi, hanno inviato dozzine di squadre di Apripista negli angoli più remoti dell’Orlo Esterno. Ma è anche un momento di grande incertezza. Le comunicazioni sono inaffidabili e si raccontano innumerevoli storie di pianeti misteriosi e creature mostruose. Prospettori e pirati vagano per la frontiera, mentre i pianeti di Eiram ed E’ronoh sono impegnati in una guerra eterna, che ha causato diversi stravolgimenti in tutto il settore: corridoi iperspaziali chiusi, cibo e provviste razionati e detriti di terribili battaglie spaziali alla deriva tra le stelle. Nel frattempo, sul lontano pianeta di Dalna, una nuova minaccia per la galassia sta per emergere come abbiamo appreso nel primo romanzo di questa seconda fase dell’Alta Repubblica.
Audaci piloti tracciano nuove rotte attraverso l’iperspazio, mentre le squadre degli Apripista, che sono vestiti con uniformi bianche e blu e che fondamentalmente sono dei prospettori arruolati dalla Repubblica, entrano in contatto con i mondi di frontiera per invitarli a unirsi alla Repubblica. Il lavoro assegnato agli Apripista è piuttosto semplice: loro devono avviare le comunicazioni con specie senzienti precedentemente sconosciute e assisterle in caso di bisogno. Poi, tramite dei droidi di comunicazione EX, richiedere il lancio di boe di ancoraggio per le comunicazioni e il tracciamento di nuove rotte iperspaziali prima sconosciute. Missione nella città perduta ci fa toccare con mano come funziona questo momento di esplorazione e conquista, così come le difficoltà nelle comunicazioni e negli spostamenti che sussistono, segnando una profonda differenza rispetto alla galassia per come siamo abituati a conoscerla.
Quando il droide di comunicazione di una squadra di Apripista viene trovato alla deriva nello spazio, danneggiato e con un messaggio criptico, il Cavaliere Jedi Silandra Sho e la sua Padawan, Rooper Nitani, originaria del pianeta agricolo di Rohm, vengono inviate alla ricerca della squadra scomparsa. La loro indagine li porta sul pianeta Gloam, un mondo devastato dalle tempeste e dallo smog soffocante che si dice sia infestato da mostri mitici.
Silandra è una donna umana alta e snella, con lunghi capelli castani legati dietro le spalle. Cosa insolita per un Jedi, porta un grande scudo a forma di disco legato a un’imbracatura sulla schiena. Rooper, invece, è irrequieta e apprensiva, un carattere che si contrappone alla rilassatezza e concentrazione del suo Maestro. Lei percepisce la Forza come un insieme di colori, che si mescolano e interagiscono tra di loro mentre, tramite i colori, la Forza parla a Rooper e la guida verso il passo successivo, il che la rende una Jedi molto potente. Le due Jedi viaggiano a bordo della Umberfall.
La squadra con il droide EX-8C è caduta vittima di un’imboscata sul pianeta di Aubadas, mentre i Jedi che la accompagnavano, Rok Buran, uno dei Mestri più esperti dell’Orlo Esterno, e il suo Padawan Maliq risultano dispersi. Questa squadra è stata inviata su Aubadas, pianeta gemello di Gloam ma abitabile, in attesa dell’arrivo di una squadra di ricognitori della Repubblica, dopo che i Katikoot, simili a pipistrelli con bellissime ali che ormai non possono più usare per volare – ma con le quali volavano in antichità – li hanno contattati per risolvere una crisi energetica. Loro sono artefici di una civiltà prospera e tecnologicamente avanzata, basata sulla grande città di Diurna. Questa squadra di Jedi e Apripista, nello specifico, è stata mandata su Aubadas perché il Maestro Creighton Sun e la sua squadra sono stati trattenuti a causa del conflitto tra Eiram ed E’ronoh, e la squadra del Maestro Rok era la più vicina.
Aubadas ha costruito la propria prosperità alle spese di Gloam, che pura è il pianeta da cui sono originari i Katikoot, sottraendo risorse e minerali che ne arricchivano il suolo per millenni, fino alla distruzione del pianeta e all’estinzione di tutte le forme di vita. Questa situazione ha danneggiato anche Aubadas e la sua capitale, Diurna, ora inquinata a causa del carburante utilizzato per alimentarla. Diurna, infatti, è un’enorme città sotterranea che richiede una potenza impressionante per poter funzionare. In questa situazione, la Repubblica può inviare degli ingegneri e contribuire a installare delle dotazioni per ottenere energia dal sole ma, nell’attesa che i lavori vengano fatti, bisognerà ripristinare momentaneamente le operazioni minerarie su Gloam. Questo, a sua volta, è un problema, perché sembrano impedite da non meglio identificati mostri. Il Maestro Rok e la sua squadra, dopo il loro arrivo su Aubadas, sono stati inviati su Gloam proprio per indagare sui mostri.
Ora, la situazione su Gloam è più complicata e pericolosa di quanto sembri. Un esploratore iperspaziale di nome Spence Leffbruk e suo figlio, Dass, di 12 anni, i quali sono slegati dalla squadra del Maestro Rok, sono bloccati sul pianeta e hanno appreso che i mostri sono reali e pericolosi. Dass e suo padre hanno vissuto in giro per la galassia con la loro vecchia nave da prospezione, la Silverstreak, mentre la madre di Dass è morta in un incidente con una navetta. Loro sono venuti a conoscenza dell’esistenza di un mondo speciale il cui corridoio iperspaziale non è mai stato mappato. Hanno lavorato insieme all’altro prospettore Sunshine Dobbs (il viscido informatore del Sentiero della Mano Aperta, che abbiamo conosciuto in Il sentiero dell’inganno). Quando hanno raggiunto questo mondo, però, hanno avuto un incidente provocato dal velo, uno strato di acqua viva che avvolge l’atmosfera del pianeta fungendo da bolla protettiva ed elettrificata. Spence e Dass hanno dovuto lasciare il pianeta (che definiscono “paradisiaco” senza rivelare ulteriori dettagli, che possa trattarsi di Tanalorr? – ma è solo una nostra supposizione) lasciando lì la loro nave e, accompagnati da Dobbs, hanno dovuto fare un atterraggio di fortuna su Gloam, dove sono rimasti bloccati a causa dei mostri, mentre il prospettore li abbandonava lì, senza possibilità di andarsene.
Spence riesce ad attivare un radiofaro per chiedere aiuto ma teme che il tempo stia per scadere, con quegli esseri sempre più vicini. I Jedi Silandra Sho e Rooper Nitani, nel frattempo, insieme alla loro squadra di ricognizione e un paio di Katikoot, Rillik e Mittik, si recano su Gloam per indagare su ciò che è successo all’altra squadra composta da Rok, Maliq, i due Apripista di nome Joneth e Branda e il droide EX-8C, la quale viaggiava sulla nave di nome Foundling, trovatello. La squadra di Silandra, invece, si compone della pilota Dietrix Jango, del medico Mirialano Obik Dennisol, del droide EX-9B, detto Colibrì, dell’altro droide GT-11, ed è supportata dagli ingegneri delle comunicazioni Amos Tillian, un Theelin, e Kam, un Twi’lek. Durante le operazioni, casualmente si imbattono in Spence e Dass.
Quanto ai mostri di Gloam, loro assomigliano ai Katikoot, e sono come delle versioni mostruose di loro che vengono dal passato. Un minerale su Gloam, molto tempo prima di queste vicende, ha iniziato a infettare i Katikoot adibiti alle operazioni minerarie e li ha trasformati in mostri, in creature nate dall’oscurità, mentre il loro corpo è ormai un mero guscio per i minerali per quella che i Katikoot chiamano la maledizione del minatore. I superstiti hanno confinato i mostri nelle miniere e hanno abbandonato la città mineraria su Gloam, per fuggire su Aubadas, ma il ritorno dei Katikoot su Gloam per riprendere le estrazioni ha nuovamente liberato i vecchi Katikoot trasformati. Quando Silandra e Rooper ritrovano Rok nel Tempio dei Jedi su Gloam, lui è l’unico sopravvissuto della sua squadra a un’imboscata ordita da uno dei Katikoot con cui i Jedi sono arrivati sulla luna, Rillik, un ex minatore contaminato dai minerali di Gloam. In combutta con i fabbricatori di armi impegnati nella guerra tra Eiram ed E’ronoh, Rillik ha promesso loro i minerali di Gloam in cambio di crediti. Dopo aver scoperto come stanno le cose, i Jedi si recano nell’antica città perduta su Gloam, enorme e vecchia di più di mille anni, dove salvano Dietrix, Mittik, Spence e Dass (erano stati attirati lì da Rillik) dai mostri e distruggono la città perduta per imprigionare di nuovo i vecchi Katikoot trasformati in minerali. Contemporaneamente a questa avventura, inoltre, arriva la notizia della fine della guerra tra Eiram ed E’ronoh, anche se ci saranno ancora vicissitudini da raccontare su questo.
Missione nella città perduta è l’ennesimo romanzo dell’Alta Repubblica con personaggi protagonisti molto giovani. George Mann riesce a caratterizzarli molto bene, seguendo uno schema che i lettori dell’Alta Repubblica conoscono bene, perché affascinante e impregnato di mistero e rivelazioni, così come di avventure entusiasmanti. Il romanzo funziona per il suo ottimo ritmo narrativo, oltre che per una buona storia e il suo importante messaggio ecologista, e ha il merito di dare all’appassionato di Star Wars un’idea chiara su questa fase dove i voli nell’iperspazio non erano affatto scontati. I Jedi e gli Apripista, che peraltro sono uniti in squadre che in qualche modo ricordano quelli di Jedi e Cloni nelle Guerre dei Cloni, fanno un lavoro paziente e determinato, per quanto lungo, per mappare tutta la galassia, in opposizione alle scorciatoie che perseguono altri (sappiamo che i Nihil utilizzeranno un Oracolo per individuare le rotte iperspaziali sconosciute).






