L’ottavo e ultimo episodio della prima stagione di Star Wars: Ahsoka, intitolato La Jedi, la Strega e il Signore della Guerra, è diretto da Rick Famuyiwa e scritto da Dave Filoni.
Thrawn colpisce ancora

Tutto procede secondo i piani del Grande Ammiraglio Thrawn, e mentre due caccia TIE vengono inviati ad intercettare la T-6 di Ahsoka Tano, Morgan Elsbeth viene ‘battezzata’ come una vera Sorella della Notte. Le Grandi Madri infatti recitano un giuramento che tira in ballo anche la ‘majiks‘ (tradotto in ‘magia’), che nella mitologia starwarsiana è conosciuta anche come magia dell’ombra, magia della Forza o stregoneria della Forza, ed è un potere tipicamente esercitato dalle Sorelle della Notte e indissolubilmente legato al lato oscuro della Forza.
Il potere della magia oscura, che muta la carne di Morgan stessa, non è l’unico dono delle Grandi Madri. Le tre Sorelle della Notte infatti evocano la Lama di Talzin, un potente manufatto magico che abbiamo visto per la prima volta nella serie animata The Clone Wars. Si tratta di un’arma imbevuta di magia oscura e capace di resistere alla lama delle spade laser. Prende il nome da Madre Talzin, potente strega di Dathomir nonché madre di Darth Maul, che la utilizzò per affrontare Mace Windu durante le Guerre dei Cloni.

Intanto sulla T-6, che viaggia insieme al clan di Noti con cui Ezra ha vissuto negli ultimi 9 anni, il jedi bokken sta costruendo una nuova spada laser, sotto l’occhio attento di Huyang che – ricordiamo – per millenni ha assistito i giovani jedi dell’ordine nella realizzazione delle loro spade laser. Quando il droide chiede ad Ezra chi gli abbia insegnato a costruire una spada, interviene Sabine, rispondendo che è stato Kanan Jarrus. Kanan è stato un jedi scampato all’ordine 66 che, anni più tardi, incontrò e addestrò Ezra nelle vie della Forza. Huyang rivela di averlo conosciuto, e lo chiama Caleb. Il nome di battesimo di Kanan è infatti Caleb Dume, ma dopo la purga fu costretto a cambiarlo per non essere riconosciuto dagli Inquisitori.
Successivamente Huyang dona ad Ezra un emettitore gemello di quello di Kanan, permettendogli così di completare la sua nuova spada laser. La lama, questa volta azzurra (probabilmente il jedi ha utilizzato un kyber trovato nella scorta di Huyang) è leggermente più sottile rispetto alle classiche. Si tratta di un chiaro riferimento alle spade laser della serie animata Star Wars Rebels, rese molto più sottili del solito per omaggiare – a loro volta – i primi concept art di Ralph McQuarrie.
In questa sequenza scopriamo che dopo la Grande Purga di Mandalore (il bombardamento a tappeto ad opera di Moff Gideon che nel 5BBY devastò il pianeta) Ahsoka iniziò a temere che Sabine si addestrasse come Jedi per i motivi sbagliati, e percepì che se la mandaloriana avesse sbloccato tutto il suo potenziale sarebbe diventata pericolosa.

Parlando a Sabine, Ahsoka le dice di come Anakin fosse sempre dalla sua parte. Si tratta di un riferimento allo stretto legame tra i due, il cui apice è stato sicuramente quando Ahsoka Tano, ancora nell’Ordine Jedi, fu accusata di aver ordito un attentato ai danni del Tempio, in realtà progettato dalla disillusa Barriss Offee. Nonostante le pesanti accuse Anakin rimase sempre al fianco della sua apprendista, anche se Ahsoka decise in seguito di lasciare l’Ordine, nonostante fosse stata prosciolta da ogni accusa.
Sì, provo. Anzi, faccio: altra citazione che non sarà sfuggita ai fan di Star Wars. È infatti il sempiterno insegnamento di Yoda: fare o non fare, non c’è provare.
L’attacco dei caccia TIE, però, guasta il momento tra maestro e apprendista. La T-6 perde gli stabilizzatori, rischiando di precipitare sulla carovana dei Noti. Così Ahsoka ed Ezra si precipitano sotto il ventre della nave mantenendola sollevata con la Forza, fin quando Sabine non riesce a farla scattare in avanti, abbattendo i caccia ma rovinando al suolo.

In sella agli ululatori, Ezra, Sabine e Ahsoka – ora senza più la loro nave – raggiungono a fortezza delle Grandi Madri, dove trovano l’Occhio di Sion in procinto di agganciarsi alla Chimaera di Thrawn. Qui Ezra rivela che Thrawn ha trovato questo posto dopo essere arrivati insieme ai Purrgil. In qualche modo è riuscito a risvegliare le Grandi Madri e con loro ha stretto un patto: l’aiuto a tornare nella Galassia ordinaria in cambio di qualcosa. Ma cosa, con esattezza?

Schivati i colpi delle torri ventrali della Chimaera, il nostro trio riesce ad entrare nella fortezza, salvo ritrovarsi di fronte ad una guarnigione di Assaltatori della Notte (night troopers). I tre riescono a metterli fuori combattimento senza grandi problemi, fin quando almeno la sinistra magia della Grandi Madri non riesce a farli tornare in vita, proprio come fatto con Marrok.
Non è la prima volta che vediamo degli assaltatori-zombie. Per quanto riguarda il legends infatti, li troviamo nel romanzo Death Troopers di Joe Schreiber, mentre nel canone compaiono nel gioco mobile Star Wars: Commander. In entrambi i casi, però, il loro status di non-morti è dovuto ad un virus, mentre qui sono tornati in vita grazie alla stregoneria.
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]Per l’Impero.[/perfectpullquote]Mentre Thrawn, le sue truppe e le tra Grandi Madri salgono sulla nave, pronti a partire, Morgan Elsbeth è costretta a restare per rallentare l’avanzata dei jedi.

La Sorella della Notte ingaggia quindi Ahsoka Tano, in un dinamico duello che permette a Sabine ed Ezra di proseguire. I due si ritrovano faccia a faccia con due Death Trooper (militari imperiali d’elite il cui esordio risale a Rogue One) in versione non-morta, che danno filo da torcere alla coppia.
La mandaloriana, in difficoltà, riesce finalmente ad utilizzare la Forza per attrarre a sé la sua spada laser e uccidere l’assaltatore.
I due raggiungono quindi la piattaforma di atterraggio e, con non poca titubanza, Sabine aiuta Ezra a saltare sulla nave, decidendo però di restare per aiutare Ahsoka Tano, sopraggiunta insieme a Morgan Elsbeth.
Durante lo scontro Ahsoka perde una delle sue spade laser, ma l’intervento di Sabine l’aiuta ad avere la meglio: dopo aver disarmato Morgan Elsbeth la uccide, con un duplice fendente al ventre.

Poco prima che la fortezza venga distrutta da Thrawn, Ahsoka e Sabine riescono a saltare sulla T-6 che Huyang è riuscito fortuitamente a riparare.
La Chimaera, agganciata all’Occhio di Sion, è pronta a compiere il salto che porterà il Grande Ammiraglio nella Galassia Ordinaria. Thrawn tuttavia apres un canale con la T-6 e rivela di conoscere Anakin Skywalker, maestro di Ahsoka, come già saprà chi ha letto il romanzo Thrawn: Alleanze di Timothy Zahn.
Durante le Guerre dei Cloni e l’uscita di Ahsoka Tano dall’Ordine dei Jedi, infatti, Thrawn e Anakin Skywalker si incontrarono su Batuu. Thrawn, capitano dei Chiss, si avventurò nella galassia conosciuta per cercare alleati e tecnologie. Insieme, Anakin e Thrawn, uniti dalla loro natura tattica non convenzionale, compirono una missione non autorizzata per salvare Padmé Amidala. Anni dopo, Thrawn ritornò e fu accolto nell’Impero e salì di grado fino a diventare Grande Ammiraglio. In una missione con Darth Vader su Batuu, Thrawn capì che Anakin e Vader erano la stessa persona, mantenendo però il segreto per evitare l’ira del sith.
Thrawn, inoltre, chiama Ahsoka con l’appellativo di Ronin. Nella cultura giapponese un ronin è un samurai decaduto. Nella serie animata Star Wars: Visions (non canonica), Ronin è il soprannome di un ex sith, divenuto un vagabondo dopo la ribellione dei Sith.
Risvolti inaspettati

L’occhio di Sion, insieme alla Chimaera, compie il salto lasciando di fatto Ahsoka, Huyang e Sabine bloccate in questa Galassia. I tre tornano su Peridea, ricongiungendosi con i Noti. Proprio qui Ahsoka intravede Morai.
Morai è un convor (un volatile nativo di Wasskah), con un profondo legame spirituale con la Figlia, entità quasi divina parte del trittico di Mortis, insieme al Padre e al Figlio. Morai è considerata una manifestazione della Figlia stessa, e dopo aver incontrato Ahsoka Tano diventa una sorta di spirito guida per la jedi.

Shin Hati, ormai sola e senza il suo maestro, trova invece rifugio tra i predoni di Peridea.

Sorte molto più intrigante è quella invece di Baylan Skoll. Già dallo scorso episodio infatti è stato chiaro come Baylan abbia accettato di prestare i suoi servizi a Morgan Elsbeth soltanto per raggiungere Peridea, ed inseguire un potere inimmaginabile, capace di spezzare il ciclo che da sempre alterna il bene al male.
Non è un caso, infatti, se il guerriero ha trovato su Peridea le incredibili raffigurazioni del trittico di Mortis, scolpite direttamente nella roccia.
Stiamo parlando degli esseri più potenti apparsi finora nella Galassia Lontana Lontana, al punto da essere considerati degli dei. Il Padre, la Figlia e il Figlio (nelle statue apparse in questo episodio, la testa della Figlia è mancante, ma è individuabile il profilo del suo corpo) sono la manifestazione fisica dei tre aspetti della Forza: l’equilibrio, il lato chiaro e il lato oscuro.
Questi tre individui erano in grado di manipolare la Forza come nessun altro. Tanto erano potenti da non avere una forma definita, ma da assumerne di diverse, così riflettendo la Forza vivente intorno a loro. Erano capaci, comunque, di alterare il loro aspetto a piacimento. Il Figlio e la Figlia potevano trasformarsi in un gargoyle e in un grifone, spesso impiegati come simbolo dei due lati della Forza. Hanno tutti dimostrato di essere sostanzialmente invulnerabili, al punto da poter addirittura stringere fra le mani la lama di una spada laser, senza subire alcun danno.
Il Padre, la figura centrale, sembra stia indicando un luogo preciso. Sulla cima della montagna infatti è visibile un flebile luccichio. Che sia il luogo che Baylan sta disperatamente cercando?

Intanto, nella Galassia Ordinaria, la Chimaera raggiunge Dathomir, pianeta delle Sorelle della Notte, sterminate dal Generale Grievous durante le Guerre dei Cloni. Le truppe si preparano a sbarcare il prezioso carico, recuperato dalle catacombe della fortezza di Peridea. È probabile infatti che sia proprio questo il motivo per cui le Grandi Madri hanno deciso di aiutare Thrawn: i sarcofaghi potrebbero contenere le spoglie di antiche sorelle della notte cadute, e l’intenzione delle Madri potrebbe essere quella di ripopolare Dathomir servendosi della loro potente negromanzia.

Intanto una navetta lambda viene scortata presso l’hangar della Home One, nave ammiraglia della Ribellione ora al servizio della Nuova Repubblica. Dalla nave, piuttosto mal ridotto, vediamo scendere un Night Trooper, che scopriamo essere Ezra Bridger. Il jedi infatti deve essere riuscito a sottrarre la navetta dalla Chimaera, facendo perdere le tracce di sé.
Prima ancora di rimuovere l’elmo è Chopper a riconoscerlo: i due, infatti, sono grandi amici avendo condiviso decine di avventure nella serie animata Star Wars Rebels. Proprio nella serie Ezra si è ritrovato spesso a dover vestire i panni degli assaltatori, motivo per cui sembra piuttosto a suo agio in queste vesti.

Ezra è di nuovo a casa, ma anche Thrawn e le pericolose sorelle della notte. La Nuova Repubblica dovrà presto affrontare una sfida davvero difficile, considerando che Ahsoka Tano e Sabine Wren – per ora – resteranno fuori dai giochi. Ma nonostante l’esilio forzato, le due non sono sole: il fantasma di Forza di Anakin Skywalker veglia su di loro.
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