Stranger Things: Tales from ’85 debutta su Netflix e divide già il pubblico

Stranger Things: Tales from ’85 debutta su Netflix con un buon punteggio della critica, ma dovrà convincere anche il pubblico dopo le reazioni divisive alla quinta stagione.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

L’universo di Stranger Things è tornato su Netflix con il suo primo spin-off animato, arrivato a pochi mesi dalla conclusione della serie principale. Dopo la fine della quinta stagione, andata in scena come grande evento il 31 dicembre 2025, la piattaforma ha accelerato sull’espansione del franchise, e Stranger Things: Tales from ’85 rappresenta il primo passo concreto in questa nuova fase. L’esordio sembra incoraggiante sul fronte della critica, anche se il confronto con la serie madre resta inevitabile. E proprio per questo, i primi numeri raccontano già una situazione interessante.

Un debutto solido, ma il confronto con la serie resta pesante

Su Rotten Tomatoes, Stranger Things: Tales from ’85 ha esordito con un 83% di recensioni positive da parte della critica, calcolato su 6 recensioni al momento della rilevazione. È un risultato buono, soprattutto per uno spin-off che arriva dopo la chiusura di una delle produzioni più importanti di Netflix dell’ultimo decennio. Allo stesso tempo, il dato finisce quasi per allinearsi alla stagione meno apprezzata della serie originale, e questo dice molto sul livello medio con cui Stranger Things è sempre stata accolta.

La stagione con il punteggio più basso tra quelle della serie principale è infatti la quinta, che si ferma all’82% su 161 recensioni. Un dato che, messo accanto all’83% dello spin-off animato, ridimensiona in parte l’ottimo esordio di Tales from ’85: il risultato è positivo, ma non abbastanza da staccarsi davvero dal capitolo meno forte della serie madre.

Resta comunque un punto importante. Stranger Things ha costruito negli anni una reputazione critica molto solida, e anche uno spin-off che si muove poco sopra l’80% si inserisce in un contesto dove il margine di errore è minimo.

I voti delle stagioni precedenti confermano la forza del franchise

Per capire meglio il peso di questo debutto, basta guardare i punteggi delle stagioni precedenti. La prima stagione resta la più apprezzata dell’intero franchise, con un 97% di gradimento critico. La seconda si attesta al 94%, mentre la terza e la quarta si fermano entrambe all’89%.

Alla luce di questi numeri, il debutto di Stranger Things: Tales from ’85 si colloca nella parte bassa della classifica interna al franchise, ma senza trasformarsi in un vero passo falso. Va anche considerato che la serie animata ha debuttato su Netflix il 23 aprile, quindi il suo punteggio potrebbe ancora oscillare nei giorni successivi, man mano che verranno aggiunte nuove recensioni. Per ora, il dato va letto come una prima indicazione, non come un giudizio definitivo.

La vera prova sarà il pubblico dopo il caso della quinta stagione

Se il fronte critico offre un inizio discreto, la vera incognita riguarda però la reazione degli spettatori. Al momento, Stranger Things: Tales from ’85 non ha ancora un punteggio pubblico su Rotten Tomatoes, e questo rende impossibile capire se lo spin-off riuscirà davvero a conquistare i fan storici.

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Il confronto più delicato è con la quinta stagione della serie principale, che ha chiuso il suo percorso con un 52% di gradimento del pubblico su Rotten Tomatoes. Si tratta del dato peggiore tra tutte le stagioni di Stranger Things ed è anche l’unico punteggio negativo assegnato dagli spettatori all’intera serie. Per questo lo spin-off si trova davanti a una sfida precisa: ottenere una risposta più calorosa e più compatta rispetto a quella ricevuta dal finale del racconto principale.

Di cosa parla Tales from ’85

Tutti i 10 episodi di Stranger Things: Tales from ’85 sono già disponibili su Netflix. La serie segue gli stessi personaggi che il pubblico ha imparato a conoscere nella produzione originale, ma li colloca in una nuova avventura ambientata tra la seconda e la terza stagione di Stranger Things.

Lo scenario è una Hawkins innevata, che fa da sfondo all’arrivo di nuovi mostri e nuovi misteri. Al gruppo formato da Undici, Mike, Dustin, Lucas, Max e Will si aggiunge anche un nuovo personaggio, Nikki Baxter, doppiata da Odessa A’zion. Nella serie compaiono anche altri volti noti come Hopper e Steve, ma c’è un elemento destinato a far discutere: tutti i personaggi di ritorno sono stati ricalcolati con nuove voci.

La scelta è legata soprattutto alla collocazione temporale dello spin-off. Essendo ambientato tra la seconda e la terza stagione, il progetto richiedeva versioni più giovani dei protagonisti, mentre molti degli interpreti originali sono ormai andati oltre quell’età scenica.

Un’idea interessante, ma con un problema di fondo

Tra le prime valutazioni emerse c’è anche quella di Kara Hedash per ScreenRant, che ha assegnato alla serie un 5 su 10. Il giudizio evidenzia una contraddizione centrale del progetto: Tales from ’85 viene presentata come una versione più accessibile di Stranger Things, pensata anche per spettatori più giovani, ma la sua storia sembra richiedere comunque una conoscenza degli eventi raccontati nelle prime due stagioni.

È proprio questo il nodo più delicato dello spin-off. L’idea di ampliare il mondo di Stranger Things con un formato animato può funzionare, ma rischia di restare sospesa a metà strada: troppo legata al passato per essere davvero introduttiva, e forse troppo semplificata per chi conosce già molto bene la serie originale.

Per il momento, Netflix non ha ancora confermato una seconda stagione di Stranger Things: Tales from ’85. Il debutto, però, basta già a mostrare una cosa: dopo la fine della serie principale, il franchise non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Fonte: Screen Rant

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