Star Wars ha sperimentato più volte con la sua arma più iconica, ma Star Wars: Visions Presents – The Ninth Jedi porta il concetto della spada laser in una direzione decisamente diversa. Nella serie animata, infatti, alcune lame possono cambiare colore in base alla persona che le impugna e al suo rapporto con la Forza. Una soluzione narrativa che modifica profondamente le regole tradizionali dei cristalli kyber, senza però riscrivere il canone principale della saga.
Le spade laser hanno continuato a evolversi fin dal primo Star Wars del 1977. Nel corso dei decenni sono comparsi nuovi colori, impugnature differenti e varianti come la celebre doppia lama di Darth Maul. Allo stesso tempo, la mitologia della saga ha progressivamente approfondito il ruolo dei cristalli kyber, diventati una componente fondamentale nella costruzione e nell’identità dell’arma.
The Ninth Jedi introduce spade laser che cambiano colore
La grande particolarità di The Ninth Jedi riguarda le spade costruite da Lah Zhima, padre di Kara e fabbro specializzato nella creazione di queste armi. I cristalli utilizzati nelle sue spade riescono a entrare in sintonia con chi le impugna, modificando il colore della lama per rifletterne il rapporto con la Forza.
Non si tratta quindi semplicemente di una scelta estetica. Il colore diventa una sorta di riflesso dello stato interiore del personaggio.
L’idea era già al centro del cortometraggio originale di Star Wars: Visions. Quando Kara consegnava le nuove spade ai presunti Jedi convocati da Juro, diverse lame diventavano improvvisamente rosse, rivelando la vera natura dei loro utilizzatori. La stessa Kara impugnava inizialmente una lama priva di colore, che diventava verde con il rafforzarsi della sua connessione con la Forza.
La serie sviluppa ulteriormente questo principio. Il colore può cambiare anche durante il percorso di uno stesso personaggio, mostrando in maniera immediata la sua vicinanza al lato luminoso, al lato oscuro o a una condizione più difficile da definire.
Uno degli esempi più evidenti riguarda Homen: inizialmente la sua lama è rossa, ma quando riesce a liberarsi dall’influenza degli altri Sith assume una tonalità viola chiaro. Anche il Generale Nawaam rappresenta un caso particolare, perché utilizza una spada blu nonostante il suo ruolo di antagonista.
Anche l’argento assume un significato particolare
The Ninth Jedi introduce inoltre lame argentate, utilizzate per rappresentare una condizione che non rientra facilmente nella tradizionale contrapposizione tra luce e oscurità.
Kara stessa attraversa diverse fasi nel proprio rapporto con la Forza e il colore della sua arma contribuisce a rendere visibile questa evoluzione. La spada diventa quindi uno strumento narrativo vero e proprio: invece di limitarsi a indicare l’appartenenza a Jedi o Sith, mostra direttamente ciò che sta accadendo dentro chi la impugna.
La scelta nasce da un’idea di Kenji Kamiyama. Quando vide per la prima volta la trilogia originale, il regista pensò inizialmente che le spade laser cambiassero automaticamente colore in base al loro proprietario. Una volta scoperto che non funzionavano realmente in quel modo, decise comunque di recuperare il concetto per la particolare interpretazione di Star Wars proposta da The Ninth Jedi.
Nel canone principale le regole sono diverse
Il funzionamento delle spade laser nel canone tradizionale rimane differente. Un cristallo kyber entra in sintonia con un utilizzatore della Forza e, una volta stabilita questa connessione, mantiene normalmente il proprio colore. Blu e verde sono le tonalità più comuni, anche se esistono diverse eccezioni.
Il passaggio al rosso richiede invece la corruzione del cristallo attraverso il lato oscuro, procedimento conosciuto come “bleeding”, cioè “sanguinamento”. Non è necessario versare letteralmente del sangue: l’utilizzatore impone la propria volontà e il lato oscuro sul kyber, alterandolo fino a renderlo rosso.
Il procedimento opposto permette invece di purificare un cristallo corrotto, come avviene con le lame bianche. Si tratta comunque di trasformazioni deliberate, molto diverse dal cambiamento quasi immediato mostrato in The Ninth Jedi.
Anche The Acolyte ha mostrato direttamente sullo schermo il sanguinamento di un cristallo, con la lama che passa progressivamente al rosso mentre il kyber viene corrotto.
The Ninth Jedi non riscrive il canone di Star Wars
Questa differenza non crea però una contraddizione con il resto della saga. Le produzioni di Star Wars: Visions sono state concepite per permettere agli autori di reinterpretare liberamente elementi, temi e regole dell’universo di Star Wars, senza dover necessariamente collegare le loro storie alla continuità principale.
Le spade di Lah Zhima vanno quindi considerate una caratteristica specifica dell’universo narrativo di The Ninth Jedi, non una nuova regola applicabile automaticamente a Luke Skywalker, Darth Vader, Rey o agli altri protagonisti della saga.
Anche i videogiochi hanno sperimentato con i colori
Un precedente parzialmente simile si trova in Star Wars Jedi: Fallen Order e Star Wars Jedi: Survivor. I due videogiochi consentono infatti ai giocatori di personalizzare il colore della spada laser di Cal Kestis, insieme a molti altri dettagli dell’arma.
In Survivor esistono persino opzioni puramente ludiche che permettono alla lama di alternare diverse colorazioni. Queste possibilità, però, appartengono principalmente alla personalizzazione offerta al giocatore: la storia non presenta Cal come un Jedi capace di modificare volontariamente e continuamente il colore del proprio cristallo kyber.
È proprio questa la grande differenza di The Ninth Jedi. Qui il cambiamento cromatico non è un semplice elemento personalizzabile, ma una parte essenziale della narrazione. Il colore della spada può smascherare un Sith, raccontare la crescita di un Jedi o mostrare in pochi istanti quanto un personaggio si sia avvicinato all’oscurità.
Le lame cangianti diventano così uno degli esperimenti più interessanti realizzati da Star Wars: Visions: una reinterpretazione delle regole delle spade laser che non modifica il canone tradizionale, ma sfrutta la libertà della serie per trasformare l’arma dei Jedi in un vero specchio dell’animo di chi la impugna.
HUB Star WarsQuesto articolo fa parte della categoria Star Wars. Per leggere tutti i nostri articoli su Star Wars clicca qui.






