Il bellissimo Capitolo 18 di The Mandalorian ci ha fornito preziosissime informazioni sulla storia di Mandalore e su tutta la mitologia di Star Wars, riagganciandosi al Capitolo 5 di The Book of Boba Fett, per stile narrativo oltre che per la capacità di dare risalto agli aspetti dell’immaginario legati alla tradizione mandaloriana. Bo-Katan fornisce a Din diversi dettagli interessanti sulla sua Casata, della quale avevamo già appreso qualcosa in The Clone Wars. Già nel Capitolo precedente avevamo visto la sede della Casata Kryze, posta sul pianeta di Kalevala, che si trova all’interno del sistema di Mandalore come la Luna Concordia, su cui è invece nato Din e dove aveva sede la fazione della Ronda della Morte, progenitrice dei Figli della Ronda, di cui il Mandaloriano ora fa parte, a patto di espiare le sue colpe nelle Acque Viventi che si trovano nelle Miniere di Mandalore.

Bo-Katan e Din, quindi, appartengono a due visioni contrapposte di Mandalore e dei Mandaloriani. Bo-Katan promuove un approccio più pacifista, sostenendo che proprio la conflittualità interna ai Mandaloriani ha contribuito alla distruzione del pianeta, mentre i Figli della Ronda sono intransigenti e tradizionalisti, per loro Mandalore deve avere sempre lo splendore cavalleresco e militare che gli è stato riconosciuto per migliaia di anni. Il rapporto che si sta instaurando tra Bo-Katan e Din sembra condurre a una sorta di mediazione tra le due parti.
Anche perché la Spada Oscura, in possesso ora di Din, sembra non stringere un legame con il Mandaloriano, legame che sembra invece avere con Bo-Katan, come se fosse la legittima proprietaria. Bo-Katan ha brevemente governato Mandalore fino alla Purga del pianeta per opera dell’Impero, quando la Spada Oscura le è stata sottratta dal Moff Gideon. Secondo la tradizione di Mandalore, chi brandisce la Spada Oscura dopo averla conquistata in combattimento, può legittimamente ambire al trono del pianeta su Sundari. Successivamente, Din ha conquistato la Spada Oscura dopo aver sconfitto Gideon in combattimento, ma sembra che la Spada voglia in qualche modo ritornare da colei che ritiene esserne la legittima proprietaria, ovvero la discendente della Casata Kryze.

“Facevo parte della famiglia reale, ho seguito il Credo e sono stata sommersa di doni”
Queste sono le parole che Bo-Katan usa per raccontare a Din il passato della sua Casata. Ci mostra come anche i Kryze, che hanno da sempre perseguito un approccio pacifista, seguissero il Credo, esattamente come fanno ora i Figli della Ronda. “Ma i rituali erano solo teatro per i nostri sudditi, adoravano guardare la Principessa recitare la dottrina Mandaloriana mentre suo padre assisteva orgoglioso”. Con queste parole Bo-Katan sembra provare un qualche tipo di disprezzo, o forse di stanchezza, verso le tradizioni Mandaloriane più ossequiose rispetto al passato remoto del pianeta, il che forse giustifica le sue scelte future.
Bo-Katan ha visitato le Miniere di Mandalore quando era molto piccola: è il posto dove si trovano le Acque Viventi, al centro del mito di Mandalore secondo il Credo. Dice che suo padre era un grande uomo e che è morto difendendo Mandalore. Quello che sapevamo fino a questo momento sulla Casata Kryze era riconducibile alla sorella di Bo-Katan, la famosa Duchessa Satine Kryze di Mandalore. Lei è stata reggente del pianeta per il periodo delle Guerre dei Cloni assurgendo al trono, ancor prima dello scoppio della guerra, alla fine della Prima Guerra Civile Mandaloriana (42 BBY), quando ha acquisito il potere con l’aiuto dei Jedi (qui dettagli).

Bo-Katan non cita direttamente Satine in questo Capitolo, limitandosi al riferimento del padre, anche per via, probabilmente, del suo cattivo rapporto con la sorella. Bo-Katan, a differenza di Satine, in un primo momento è stata più orientata verso la tradizione guerriera di Mandalore, piuttosto che abbracciare l’incarnazione più recente pacifista. Bo-Katan ha spalleggiato la Ronda della Morte e ha sostenuto che i Mandaloriani non dovessero rinnegare il loro passato di guerrieri. Lei era anche leader dei Gufi della Notte, un gruppo di guerriere scelte di cui fa parte anche Ursa Wren, madre di Sabine Wren. L’effigie che riporta sul suo elmo, difatti, si rifà proprio ai Gufi della Notte. In una prima fase i Gufi della Notte si sono schierati al fianco della Ronda della Morte ma, dopo l’uccisione di Pre Vizsla da parte di Maul, il gruppo si divide in due e Bo-Katan si schiera dalla parte della resistenza mandaloriana contro il Collettivo Ombra di Maul.
Tutto questo, in qualche modo, accomuna Bo-Katan con Din: quest’ultimo seguirà il percorso di redenzione che già Bo-Katan ha avuto prima di lui?
“Queste miniere risalgono all’epoca del primo Mandalore. Secondo le antiche leggende le miniere erano la tana di un Mitosauro. Mandalore il Grande si dice abbia domato la mitica bestia. È da queste leggende che il Sigillo del Teschio fu adottato e divenne il simbolo del nostro pianeta”.
Anche questo passaggio è molto interessante, perché ribadisce la figura di Mandalore il Grande, il quale era già stato menzionato dal Fabbro nel Capitolo 8 dello stesso The Mandalorian. Mandalore il Grande era un individuo mandaloriano che deteneva il titolo di Mand’alor e che ha guidato i Mandaloriani in una serie di conflitti contro l’Ordine dei Jedi, migliaia di anni prima degli avvenimenti raccontati da The Mandalorian. Al tempo della Nuova Repubblica, i Jedi si sono estinti e sono diventati un mito, ma le battaglie tra Mandalore il Grande e i Jedi continuano a essere note ad alcuni Mandaloriani attraverso antiche canzoni. Inoltre Mandalore il Grande è riuscito a domare e cavalcare un esemplare di Mitosauro, motivo per cui è proprio un teschio di questa creatura a rappresentare il popolo di Mandalore.

Questo è tutto quello che sappiamo dalle opere canoniche, ma il conflitto tra Mandalore e i Jedi sembra riecheggiare il Legends, e Mandalore il Grande sembra un titolo assimilabile a quello di alcuni grandi condottieri Mandaloriani del passato. Tra questi, Mandalore il Supremo, colui che ha guidato i Mandaloriani nel corso delle antiche Guerre Mandaloriane nella continuity Legends. Fu uno degli ultimi Taung, una specie di umanoidi senzienti, a reclamare il titolo di Mandalore e cercò di sollevare il suo popolo dal baratro del tradimento e dell’umiliazione che affliggeva i Mandaloriani sin dalla Grande Guerra Sith, avvenuta circa 40 anni prima.
Mandalore il Supremo ha guidato il suo popolo per riconquistare i mondi che prima erano affini a Mandalore e che sono stati abbandonati dopo la Grande Guerra Sith. A questo tentativo di riconquista si è però opposta la Repubblica Galattica, che mandò delle forze per contrastare l’aggressione voluta da Mandalore il Supremo. Sotto il comando di quest’ultimo, i Mandaloriani quasi sconfissero la Repubblica durante le Guerre Mandaloriane, e fu solo attraverso la guida dei Cavalieri Jedi Revan e Malak che le sorti della guerra furono infine risolte contro Mandalore. La guerra di fatto finisce quando Revan uccide Mandalore il Supremo in duello. Questi eventi vengono narrati soprattutto nei due videogiochi della saga di Knights of the Old Republic e nel romanzo Revan.
Ma il riferimento a Mandalore il Grande sembra ancora più ancestrale, forse corrispondere a quello che nel Legends è conosciuto come Mandalore il Primo. Lui, infatti, fu il primo leader mandaloriano dopo aver sterminato i Mitosauri. Faceva parte di un gruppo di Taung di Coruscant che si erano stabiliti su Roon, un pianeta a cui successivamente fu dato il nome di Mandalore. Secondo le leggende ha anche formato i Crociati Mandaloriani vissuti tra il 24000 e il 7000 BBY, 3 mila anni circa prima delle vicende di Mandalore il Supremo.






