Perché il finale di The Bad Batch è uno snodo fondamentale in questa fase di Star Wars

Ransolm Casterfo
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La seconda stagione di The Bad Batch ha vissuto il suo finale, super emozionante e pieno di significati come la stragrande maggioranza dei fan di Star Wars riconoscerà. Un non lieto fine, oltretutto, che ha riportato in auge alcuni dei topos di Star Wars, come il distacco e la perdita di una figura di riferimento, la sofferenza, ma anche la speranza che non deve mai morire. Allo stesso tempo è un finale che va oltre la stessa serie di The Bad Batch: è a essa legato semanticamente come è legato semanticamente a Star Wars inteso come opera cross-mediale.

Questo perché pone in primo piano l’aspetto della clonazione. Come, peraltro, sta facendo in maniera sempre più evidente anche The Mandalorian. Omega e Grogu, in altri termini, sono ormai quasi sicuramente parte dei piani di clonazione dell’Imperatore, ovvero del suo progetto per tornare in vita dopo la morte su Endor, in qualche modo da lui stesso propiziata o, comunque, prevista. Tutto si ricollega (anche con i romanzi), con i due giovani protagonisti di queste serie vivranno un qualche tipo di confronto con il progetto degli abomini genetici (strandcast) dell’Imperatore, di cui fanno parte lo stesso figlio dell’Imperatore (e papà di Rey) e Lord Snoke.

Perché il finale di The Bad Batch è uno snodo fondamentale in questa fase di Star Wars

Qualche articolo (di approfondimento?) che si legge in giro per la rete sta iniziando a dire che The Bad Batch e The Mandalorian stanno correggendo i vuoti della trilogia sequel, accusata di riportare troppo superficialmente in vita Sidious. Chi conosce bene il Canone di Star Wars sa che non è così. Principalmente, perché anche la trilogia sequel metteva la clonazione in primo piano, ispirandosi alla teoria del mondo Legends e in particolare alla serie di fumetti degli anni ’90 Dark Empire, che vedeva la resurrezione di Sidious sempre tramite tecnologie di clonazione, oltre che attraverso antichi rituali Sith.

E poi perché già i romanzi avevano cucito tra di loro diversi passaggi fondamentali della strategia dell’Imperatore, a cui mancano solo pochi tasselli che le nuove serie stanno, lentamente, mettendo a posto. L’Impero si sta progressivamente appropriando (con la violenza) della tecnologia di clonazione kaminoana e The Bad Batch, già con la prima stagione, ci ha mostrato come abbia provveduto alla distruzione di Tipoca City per mettere Kamino in posizione sfavorevole e poterne abusarne come meglio crede. Se nella prima stagione di The Mandalorian potevamo rimanere sorpresi di vedere il Dottor Penn Pershing al fianco del Cliente con i simboli dei kaminoani sulla propria uniforme – invece di un kaminoano vero e proprio – oggi, grazie a The Bad Batch, sappiamo perché un umano e non un alieno ricopre quel ruolo, e perché l’Impero – o forse faremmo meglio a dire il Primo Ordine? – è diventato così potente nella clonazione. Al di là del fatto che Pershing a il Dottor Royce Hemlock potrebbero avere qualcosa in comune…

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In realtà, quel che è vero è che il Canone è più coeso che mai. Certo, rimangono certi strafalcioni legati ad alcune opere sotto la giurisdizione di Dave Filoni, e principalmente alcuni passaggi della settima stagione di The Clone Wars, della prima di The Bad Batch e alcuni episodi di Tales of the Jedi. Ma è doveroso dare a Filoni ciò che è di Filoni: lui come pochi altri autori di Star Wars riesce a scuotere fino in fondo le corde dei cuori degli appassionati di più vecchia data, perché sa meglio di chiunque altro cosa piace di Star Wars e cosa lo rende memorabile. È l’erede di George Lucas, ha capito come il “creatore” emozionava il suo pubblico e amplia quelle modalità di narrazione sfruttando le prerogative dei nuovi strumenti di intrattenimento a sua disposizione.

Filoni, con quando fatto con The Bad Batch, può essere perdonato? A voi la risposta, noi possiamo solamente concentrarci sul fatto che anche i suoi contenuti siano diventati più coerenti recentemente. Il Lucasfilm Story Group gli ha affiancato degli autori per garantire la coerenza della seconda stagione di The Bad Batch e questo ha completamente evitato violazioni canoniche per quanto riguarda la stagione appena conclusa. E qualcosa del genere lo si può dire anche per The Mandalorian…

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Due i momenti che più mi hanno preoccupato per quanto riguarda la terza stagione a cui stiamo assistendo in queste settimane. Nel terzo episodio, vedendo tutto quel movimento politico su Coruscant, quando sappiamo che la capitale della Nuova Repubblica in quella fase è su Chandrila, ho temuto per il peggio. In particolare, i quasi assenti riferimenti ai fatti della trilogia di romanzi Aftermath mi hanno fatto storcere il naso. Sono avvenuti solamente 4 anni prima delle vicende raccontate in The Mandalorian e sono stati determinanti per la nascita della Nuova Repubblica, oltre che del Primo Ordine.

Nell’ultimo episodio, il quinto, invece mi hanno preoccupato certe dichiarazioni del Capitano Carson Teva, in riferimento a una presunta incombente minaccia riconducibile all’Impero e, per riflesso, allo stesso Primo Ordine. Sappiamo che, stando ai romanzi, è troppo presto per il Primo Ordine, ancora nel 9 ABY (anno in cui è ambientato The Mandalorian) non se ne parlava nella galassia. Teva non può sapere certe cose e avere certe preoccupazioni, a meno che quei romanzi non contino più nulla…

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Mi sbagliavo su entrambi i punti. In realtà Teva è perfettamente allineato con il tono della trilogia sequel, e di quei romanzi che da introduzione a Il Risveglio della Forza e a Gli Ultimi Jedi fungevano. La trilogia sequel ci vuole trasmettere il fatto che la Nuova Repubblica sta pagando le conseguenze di alcune infelici scelte prese durante le fasi della sua stessa creazione, in particolare la decisione della Cancelliera Mon Mothma di procedere a un disarmo pressoché totale rispetto a un esercito di partenza, quello dell’Alleanza Ribelle, che era diventato enorme.

Nella trilogia sequel la Nuova Repubblica è per questo debole e ha poche armate, rispetto al Primo Ordine. Quest’ultimo, nel frattempo, aveva vertiginosamente rimpolpato i suoi ranghi nelle Regioni Ignote, su imbeccata del Grand’Ammiraglio Thrawn, originario di questa parte della galassia. La debolezza militare della Nuova Repubblica le ha impedito di presidiare l’Orlo Esterno e, ancora di più, le Regioni Ignote, ancora più remote rispetto ai mondi del Nucleo. Ed è proprio questo che Carson Teva vuole evidenziare: quanto sia pericoloso non monitorare cosa succede laggiù, il che è in perfetta sintonia con la trilogia sequel.

Proprio in quegli anni presumibilmente il Primo Ordine sta ammassando truppe nelle Regioni Ignote, tra l’altro conquistando anche alcuni sistemi di questa parte della galassia, cosa che non deve essere stata facile conoscendo i regni che la popolano dai romanzi di Timothy Zahn con lo stesso Thrawn protagonista (probabilmente serviranno ulteriori approfondimenti su queste fasi di conquista). È probabile che nel frattempo abbia dismesso le figure che ne avevano decretato i natali, come Gallius Rax, Brendol Hux e Rae Sloane, e le abbia velocemente dimenticate perché si tratta pur sempre di una giunta militare di tipo fascista, che tende a soppiantare subito ciò che è successo prima con ciò che sta succedendo nell’ansia di espandersi il più rapidamente possibile. E magari è per questo che i protagonisti della prima fase dell’organizzazione come appreso da Aftermath non siano più ricordati già ai tempi di The Mandalorian.

Il punto è che spesso critichiamo – e anche ferocemente – quando Star Wars compie violazioni al suo Canone, ma non sottolineiamo mai abbastanza la grandezza del progetto che Disney sta portando avanti, e non elogiamo a sufficienza la complessità dei riferimenti cross-mediali e della struttura che sta emergendo. Con ogni probabilità la terza stagione di The Mandalorian avrà ancora tempo per chiarire alcuni aspetti su questa fase aurorale dell’organizzazione che poi sarà diretta da Snoke. Sappiamo che Moff Gideon è interessato alla clonazione e, a questo punto, è difficile che stia portando avanti questi interessi in maniera indipendente da Sidious. Vedremo già il Primo Ordine prima della fine della terza stagione? Ci avvicineremo agli avvenimenti della serie su Ahsoka magari con una prima apparizione di Thrawn? Insomma, se i presupposti del finale di stagione di The Bad Batch verranno riconfermati anche per questo finale di stagione di The Mandalorian ne vedremo sicuramente delle belle!

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Kinguin

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