Abbiamo più volte detto di quanto sia per certi versi criptico Episodio IX: L’ascesa di Skywalker, ma credo sia necessaria un’ulteriore sottolineatura proprio sul destino del giovane Ben Solo, trasformatosi in Kylo Ren. Una buona parte parte del fandom sottovaluta l’importanza di interpretare nella maniera corretta lo script del film di J.J. Abrams, al punto che continuo ad avere il sospetto che molti dei detrattori critichino il film semplicemente perché non hanno chiari certi passaggi.
Uno di questi riguarda il destino di Kylo Ren. Lui è stato trapassato con la sua stessa spada laser su Endor (precisamente su Kef Bir, luna acquatica di Endor) da Rey e, naturalmente, è difficile, se non impossibile, sopravvivere a una ferita del genere. In realtà, infatti, questo andrebbe considerato come il momento dell’effettiva morte del giovane Solo. Successivamente lo vediamo ancora in vita, ad esempio combattere contro i Cavalieri di Ren su Exegol, ma questo è possibile solo attraverso il “sacrificio” della madre Leia.

Il punto è che, per poter comprendere fino in fondo Episodio IX, si deve entrare nell’ottica di idee secondo cui la Forza, per quanto invisibile, sia uno dei protagonisti della storia: anzi, è il protagonista principale. Leia, tramite la Forza e tramite Rey, ridà in qualche modo vita al figlio. Dal punto di vista narrativo e del montaggio del film, questo è evidente dalla sequenza in cui i corpi di Ben e Leia si dissolvono contemporaneamente: questa scena vuole sottolineare proprio come Leia abbia sacrificato la propria stessa vita per redimere il figlio passato al Lato Oscuro. Criptico? Forse. Poetico? Assolutamente si!
Leia ha attinto alla Forza per salvare la vita a Ben, un po’ come ha fatto Luke in Episodio VIII per mostrarsi allo stesso Kylo, pur essendo in un’altra parte della galassia. Aver attinto così tanto alla Forza comporta un sacrificio enorme ai due fratelli Skywalker, che pagano con la loro stessa vita.

La Forza è protagonista in molti altri modi nel finale di L’ascesa di Skywalker. Rey e lo stesso Ben stanno soccombendo all’Imperatore su Exegol, mentre la Resistenza e Finn hanno praticamente perso il combattimento spaziale in orbita sul pianeta. Finn, improvvisamente, risce a capovolgere l’esito dello scontro con un’intuizione dettata da nulla se non dalla Forza, che gli permette di localizzare il punto debole dell’armata di Star Destroyer comandata dal Generale Alleante Enric Pryde. Allo stesso tempo, i Jedi del passato vengono in soccorso di Rey.
Ci troviamo di fronte a un momento cruciale e senza precedenti nel continuum di Star Wars. L’efferato piano di Darth Sidious, infatti, comprende in sé così tanta malvagità da aver sollecitato la Forza in un modo che non ha alcun precedente conosciuto. Il fatto, poi, che siano sopravvissuti pochissimi Jedi, e pochissimi esseri sensibili alla Forza, fa in modo che tutto il potere della Forza stessa sia concentrato in pochissimi individui, fondamentalmente nello stesso Sidious e nella Diade della Forza. In particolare, Rey può controllare tutte le abilità della Forza, che prima erano distribuite su tanti Cavalieri Jedi. Approfondimenti qui, qui e qui.

Ripeto, si può criticare il fatto che L’ascesa di Skywalker sia troppo difficilmente interpretabile. È una posizione legittima ma, da parte nostra, ci teniamo a sottolineare come, sin dagli albori, Star Wars abbia lasciato irrisolti alcuni snodi, anche cruciali, della storia, per poi meglio definirli con opere successive. Dallo stesso misterioso passato di Boba Fett, che pure era uno dei personaggi più affascinanti della trilogia originale, alla stessa magnifica scena iniziale di Una nuova speranza, dove veniamo subito catapultati nel fulcro dell’azione con un signore oscuro imprigionato in una voluminosa armatura nera e una giovane principessa che tenta di sfuggirgli. Solamente molti anni dopo scopriremo come quell’uomo sarebbe finito in quell’armatura e che la principessa era addirittura sua figlia.






