Con la quinta parte, Star Wars: Ahsoka sta raggiungendo vette qualitative altissime, avvicinandosi alla serie che, a mio parere, rimane al primo posto per qualità, Star Wars: Andor. La serie funziona da molti punti di vista: è scritta ottimamente ed è basata su un principio, a mio modo di vedere, fondamentale per la riuscita di una serie televisiva del genere: ovvero la storia viene diluita su tutti gli episodi, in modo da evitare il più possibile i “filler”, e la struttura narrativa si focalizza sull’intera serie. L’ultimo episodio racchiude molteplici significati e riferimenti per ogni singolo fotogramma, al punto che è pressoché impossibile riassumerli tutti. Ma, cosa più importante, quali sono i valori che vuole trasmettere allo spettatore? E come si ricollega agli altri contenuti di Star Wars?

L’insegnamento che Ahsoka trae da Anakin nel Mondo tra i Mondi non è chiarissimo. Ciò che è evidente è che, dopo questo confronto con il suo Maestro, Ahsoka cambia di abbigliamento e indossa una tunica bianca, segno che ha – finalmente – concluso l’addestramento, ed è una Jedi a tutti gli effetti. È anche la migliore Jedi di sempre? Adesso può padroneggiare varie abilità, come la psicometria (percepisce i pensieri degli utilizzatori di un oggetto maneggiando quell’oggetto) e la capacità di entrare in comunicazione con gli animali.

Ahsoka era vestita di bianco anche nell’epilogo della quarta stagione di Rebels. Poi, quello stesso momento – apparentemente – è stato riproposto in Ahsoka (precisamente nella seconda parte). In questo caso il confronto tra Ahsoka e Sabine su Lothal ha visto la Togruta vestita di grigio, ovvero nella versione in cui non ha ancora completato l’addestramento. Abbiamo concluso che la sequenza di Rebels e quella di Ahsoka si riferiscono allo stesso momento nel Canone (perché c’è un indizio che fa pensare questo), ma la nuova Ahsoka “bianca” fa rimergere qualche dubbio. Può esserci qualcosa che non cogliamo nelle due sequenze? Possono effettivamente riferirsi a due momenti diversi diversi nel Canone? In questo caso, Ahsoka tornerebbe a rivedere Sabine su Lothal una seconda volta in un momento che evidentemente verrà raccontato in una delle prossime parti della serie.
Quale Anakin Ahsoka ha incontrato nel Mondo tra i Mondi? Indubbiamente, nella prima fase è l’Anakin delle Guerre dei Cloni, che la chiama ancora “furbetta”. Ahsoka lo assiste nella Battaglia di Ryloth e durante l’Assedio di Mandalore. Ma non si tratta di veri ricordi, né Anakin si è presentato ad Ahsoka sotto forma di Fantasma della Forza. È più una vergenza nella Forza, una sorta di visione (come quelle di Qui-Gon?) facilitata dal Mondo tra i Mondi che, ancora una volta, aiuta Ahsoka non solo a sopravvivere ma anche a completare il suo addestramento.

Ma non è sempre l’Anakin delle Guerre dei Cloni. A tratti lo vediamo trasformarsi in Darth Vader, mentre la cicatrice sul volto appare e scompare a seconda dell’interazione con Ahsoka. Anakin ha iniziato a cedere al lato oscuro quando lui, come gli altri Jedi, hanno iniziato a cedere al tranello di Darth Sidious, ovvero quando si sono trasformati da guardiani di pace e giustizia, come i Jedi dovrebbero sempre essere, a Generali da combattimento.
Ahsoka non ha seguito il suo Maestro perché spaventata proprio da questo destino, dalla strada che hanno intrapreso i Jedi. E non ha lasciato l’Ordine solo perché è rimasta delusa per come è stata trattata nel caso Bariss Offee (il Consiglio dei Jedi l’ha incolpata di essere la responsabile di un attacco terroristico al Tempio dei Jedi su Coruscant che invece aveva commesso l’altra Padawan) ma anche, e soprattutto, perché non ha voluto seguire la scia di morte che i Jedi stavano provocando con le Guerre dei Cloni.
Quello che impara da Anakin nell’ultimo addestramento è che la pace è il valore più importante, così come il non cedere alla violenza e al combattere. Quell’Anakin, infatti, è anche l’Anakin post-Endor che ha incontrato, morente, il figlio Luke ed è morto tra le sue braccia. Che ha appreso che si può vincere anche senza reagire e senza combattere. E quando Ahsoka lo guarda dicendo di aver scelto la vita, Anakin la capisce dallo sguardo e le sorride, come aveva sorriso a Luke in punto di morte. Lo stesso titolo di questa parte di Ahsoka, Guerriera Ombra, sembra fare riferimento proprio al concetto del vincere senza combattere.
In realtà ne conosciamo il significato perché noi sappiamo come va a finire questa storia. Non quella della ricerca di Ezra e di Thrawn, propria della serie, ma quella del destino dei Jedi. Lo sappiamo dalle parole che Luke pronuncia durante l’addestramento di Rey su Ahch-To. Luke si è chiuso alla Forza, ha preferito non combattere perché ha ritenuto che questa strada fosse la migliore per evitare che il male dilagasse ulteriormente. Quando ha visto che comunque il lato oscuro è sempre destinato a riaffiorare, quando ha capito che sforzandosi nella direzione opposta non faceva altro che alimentare l’oscurità, ha desistito. Ormai solo, si è chiuso alla Forza. E a Rey racconta infatti del fallimento dei Jedi, diventato tale quando hanno scelto la strada della guerra piuttosto che quella della pace.

La pace è il traguardo per cui dobbiamo lottare, è ciò che ferma la guerra, tutte le guerre, anche quelle stellari. Non dobbiamo cedere all’oscurità durante il percorso, anche in un mondo che ci pone di fronte a tante sfide, spesso insormontabili, rispetto alle quali tendiamo a nasconderci, a eclissarci, perché non abbiamo più le risorse per affrontarle.
Chi ha trasmesso a Luke questa visione della Forza, se non la stessa Ahsoka. Dallo splendido sesto capitolo di The Book of Boba Fett, diretto sempre da Dave Filoni, sappiamo che Ahsoka e Luke hanno uno stretto rapporto. Loro si sono incontrati e hanno parlato molto, probabilmente hanno vissuto un’avventura insieme. E Luke ha percepito l’intimo legame tra Ahsoka e suo padre e, probabilmente, vuole conoscerlo a fondo.
I riferimenti alla trilogia sequel nella quinta parte di Ahsoka non si fermano a questo. Anakin, durante i combattimenti, in certi momenti si muove come Kylo Ren, è il simbolo di come trasmetterà il lato oscuro ancora nella famiglia Skywalker. Mentre Ahsoka è in grado di padroneggiare molte abilità della Forza come farà Rey (vediamo psicometria e interazione con gli animali anche in Episodio IX). Sappiamo che Rey ha appreso queste abilità da Luke ma, ancora, da chi le ha apprese Luke?

E anche il momento in cui Jacen ed Hera percepiscono Ahsoka nel mare di Seatos, secondo me in assoluto il più emozionante dell’episodio (non che abbia pochi momenti emozionanti) con il tema musicale della Forza, è legato alla trilogia sequel. Anzi, punta a spiegare in maniera molto precisa questo “nuovo” concetto che tutti sono in un modo o nell’altro immersi nella Forza. Jacen percepisce il combattimento tra Ahsoka e Vader in maniera molto veemente: è figlio di Kanan Jarrus ed è molto potente nella Forza (sarà il nuovo apprendista di Ahsoka? O di Luke?) Ma riesce a trasmettere questa consapevolezza anche alla madre, non sensibile alla Forza. Certo deve fare uno sforzo, deve guidare con mano Hera che non ha le sue stesse capacità, ma alla fine anche la Twi’lek ha un presentimento, e grazie a questo avvia le indagini per la ricerca di Ahsoka.






