Chi è Porter Engle, la lama di Bardotta – Guida al Canon

Ransolm Casterfo
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Quando lo incontriamo per la prima volta in La luce dei Jedi, Porter Engle lavora principalmente come cuoco in uno sperduto avamposto Jedi sul pianeta dell’Orlo Esterno Elphrona. Non impugna la sua spada laser da molto tempo ma, quando gli eventi precipitano, è costretto a tornare in azione. È allora che vediamo di cosa è capace veramente: è essenzialmente un “pistolero” con la spada laser, capace di imprese straordinarie con l’arma ancestrale dei Jedi.

Chi è Porter Engle, la lama di Bardotta – Guida al Canon

Però, Engle ha un passato lungo e complesso. Ma come è diventato uno dei più temuti Jedi della galassia, nonché uno spadaccino insuperabile conosciuto come la lama di Bardotta? Lo scopriamo nella raccolta a fumetti La Lama, scritta dallo stesso Charles Soule che ha anche scritto La luce dei Jedi, la primissima storia del progetto editoriale dell’Alta Repubblica.

In questa storia, ambientata durante i fatti della seconda fase dell’Alta Repubblica nel 382 BBY (stesso anno di Il Sentiero dell’inganno e un secolo e mezzo prima della caduta del Faro Starlight), è accompagnato da un altro personaggio iconico, anch’esso menzionato in una storia di Charles Soule, la Jedi Barash Silvain. Durante il suo acclamato ciclo di Darth Vader, infatti, Soule ha già raccontato del Voto di Barash, precisamente in occasione dell’incontro tra Vader e il Maestro Kirak Infil’a. Il Signore Oscuro, infatti, deve trovare un Jedi ancora vivo e sottrarre il cristallo kyber della sua spada laser per forgiare la sua spada personale.

Il Voto di Barash è un giuramento pronunciato dai Jedi che decidevano di estraniarsi del tutto dalle attività dell’Ordine, scegliendo l’eremitaggio come forma di penitenza e come mezzo per concentrarsi esclusivamente sulla Forza. Alcuni pensano che anche l’esilio di Luke Skywalker su Ahch-To sia un Voto di Barash.

Chi è Porter Engle, la lama di Bardotta – Guida al Canon

Insieme a colei che considera sua sorella, Porter viaggia per la galassia come guardiano di pace e giustizia. Nessuno nella galassia ha più intuito e acume di Barash Silvain e nessuno combatte come Porter Engle. Nessun guerriero può opporsi a Porter, che è già molto famoso nella galassia per quello che riesce a fare con la spada laser. Lui la usa nei modi più creativi ed efficaci, per opporsi al nemico e infliggergli quanti più danni possibile. Ma le convinzioni dei due Jedi stanno per cadere.

Succede quando i due Jedi si recano su un pianeta lontano al confine della Repubblica in risposta a una disperata richiesta d’aiuto. I due, infatti, rispondono a una richiesta di aiuto all’Ufficio della Frontiera che li conduce sul pianeta di Gansevor, nella capitale Horatio.

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Quello della seconda fase dell’Alta Repubblica è un momento di grandi esplorazioni. Coraggiose squadre di Apripista della Repubblica battono le regioni inesplorate dello spazio per costruire nuove reti di comunicazione e individuare vie iperspaziali ancora nascoste. Il misterio è ovunque, come il pericolo. L’Ordine dei Jedi ha offerto il suo aiuto alla Repubblica, inviando in aiuto i suoi Cavalieri ovunque sia necessario. Ma Gansevor non è ancora coperto dalla rete di comunicazione, e bisogna recarvisi di persona per constatare come stanno effettivamente le cose.

Porter e Barash non solo non sono veramente fratelli, ma appartengono a due mondi e due specie molto distanti tra di loro. Porter è un ikkrukkiano (loro vivono per centinaia di anni), mentre Barash è una Kage. Loro si conoscono fin da ragazzini, quando erano solamente iniziati Jedi, e hanno stretto un intenso rapporto di amicizia, che li ha resi, fino a questo momento, inseparabili.

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Su Gansevor, devono consegnare dei rifornimenti alla città assediata di Firevale, al confine con le Pianure Nomadi. Firevale è nata come città mineraria alcuni secoli prima, edificata in un canalone chiuso dopo la scoperta in quella zona di un minerale estremamente raro, la Baudraxite. Questo minerale si trova solamente a Firevale ed è fondamentale per l’infrastruttura energetica di Gansevor. Gli abitanti di Firevale commerciano Baudraxite per procurarsi tutto il resto, dal cibo alla tecnologia.

Alcuni mesi prima, un esercito della regione rivale di Bethune ha cinto d’assedio Firevale bloccando le comunicazioni e impedendo qualunque traffico in entrata o uscita. Bethune non ha spiegato il motivo dell’aggressione, e Porter e Barash sono stati ingaggiati per scoprirlo. L’assalto è guidato dal feldmaresciallo Tozen di Bethune, che ha ingaggiato un gruppo di mercenari guidato da una Mirialana assassina di Jedi, il Generale Viess, con lo scopo di liberare la propria Principessa, apparentemente rapita da Firevale.

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Quest’ultima è governata dalla Regina Keraan, che ha un erede, il Principe Colden. Mentre Barash indaga a Firevale, manda Porter a combattere da solo i mercenari che assediano la città, senza però capire, inizialmente, cosa c’è dietro l’intricato scenario che mette in contrapposizione le due fazioni. Solo in un secondo momento si rende conto che il Principe Colden e la Principessa di Bethune Sicatra hanno inscenato una relazione sentimentale, e addirittura una presunta gravidanza, per forzare la mano alla regina Keraan e farla abdicare. A quel punto Colden sarebbe intervenuto per negoziare proponendo una tregua con Bethune, i cui termini erano già stati stabiliti. Sarebbe salito al trono e avrebbe coinvolto Bethune nel commercio e nella distribuzione del minerale, la Baudraxite. Non si aspettavano che l’emissario Seleen facesse una richiesta all’Ufficio della Frontiera per coinvolgere i Jedi. Una volta che Porter e Barash si sono trovati sul pianeta, i cospiratori sono stati presi dal panico e la situazione è precipitata oltre il loro controllo.

Nel frattempo, infatti, i mercenari di Viess hanno preso il sopravvento e, contravvenendo agli ordini del feldmaresciallo Tozen, attaccano violentemente Firevale. Porter Engle è rimasto solo a combattere Viess e i suoi mercenari, provenienti da ogni angolo della galassia. Solamente grazie alle sue proverbiali abilità con la spada laser, Porter riesce a respingere l’attacco e mettere Viess in fuga.

Ma questo non solleva Barash dalle proprie responsabilità. “È stata colpa mia” dice Barash a Porter. “Per questo in tanti sono morti. E tu, fratello mio, sei stato coinvolto. Io ti ho spinto a farlo. Non posso più fidarmi di me stessa, né posso lasciare che tu o un altro Jedi vi fidiate di me, non finché non sarò certa di sentire di nuovo la voce della Forza. Me ne vado”.

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“Sono una Jedi e sempre lo sarò, ma finché non riacquisterò certezza…devo restare in ascolto e non intraprenderò azioni in ome dell’Ordine”. È così che Porter perde colei che è stata compagna per una vita. Dopo questa missione, inoltre, il Consiglio dei Jedi e il Gran Maestro Yoda affidano a Porter Engle una nuova missione, sul pianeta di Bardotta.

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