Young Jedi Adventures: come unire una serie animata per ragazzini a una sequenza di complessi romanzi

Ransolm Casterfo
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Questo articolo è un editoriale. Significa che contiene un’opinione, un parere o un’interpretazione personale dell’autore che può – eventualmente – essere diversa o discordante dalle opinioni del resto della redazione di Star Wars Addicted.

Young Jedi Adventures è solo apparentemente l’ennesima serie animata per ragazzini. Realizza, infatti, complessi collegamenti crossmediali con altre opere dell’Alta Repubblica, spesso rivolte a un pubblico ben più adulto. Si tratta di un incrocio di significati diverso dal solito proprio perché il pubblico della serie differisce di molto rispetto a quello, ad esempio, dei lunghissimi romanzi dell’Alta Repubblica.

Nella giornata di ieri, la prima stagione di Young Jedi Adventures è giunta a conclusione su Disney+ con l’arrivo degli ultimi 6 episodi. Si tratta di una stagione molto lunga, di ben 25 episodi, dove ciascuno di essi è oltretutto suddiviso in 2 parti (ricordando, in questo, la vecchia serie dedicata agli Ewok degli anni ’80). Young Jedi Adventures, peraltro, è ottimamente realizzata sul piano tecnico, con una resa visiva accattivante, sequenze d’azione interessanti e un ottimo comparto sonoro (al di là della localizzazione in italiano, purtroppo non impeccabile).

Young Jedi Adventures: come unire una serie animata per ragazzini a una sequenza di complessi romanzi

La serie, prodotta dalla Lucasfilm Animation con Michael Olson come showrunner ed Elliot Bour come supervisore all’animazione, tra le altre cose è interessante perché ripropone spunti tipici dell’immaginario di Star Wars: ambientata poco prima degli avvenimenti della Fase 1 dell’Alta Repubblica, tra le altre cose, si sofferma sui benefici che i vari pianeti avrebbero a unirsi sulla Repubblica. Ma al tempo stesso droidi, creature, mondi, così come gli affascinanti Vector Jedi, tornano da altre opere di Star Wars, in modo tale che il pubblico più giovane possa orientarsi nel sempre più vasto immaginario ideato da George Lucas e stabilire dei collegamenti tra i contenuti.

Questo finale di stagione è più focalizzato rispetto ai precedenti episodi, molti dei quali si dedicavano a trasmettere la “quotidianità” del gruppo dei protagonisti, dei giovani Iniziati Jedi, sul remoto pianeta di Tenoo. Questo vuol dire che in alcuni punti di questo finale di stagione abbiamo un’epicità paragonabile a quella di certe puntate di The Clone Wars, del quale vengono ripresi anche concetti narrativi e contenutistici.

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Ad esempio, abbiamo luoghi speciali potenti nella Forza, come la caverna su Baatu dove Kai Brightstar percepisce delle visioni della Forza che lo indirizzano verso la giusta strada. A tal proposito, Young Jedi Adventures, essendo indirizzato a un pubblico molto giovane, veicola un messaggio ecologista e quasi ogni episodio permette di imparare una lezione.

Da altre opere di Star Wars, invece, tornano aspetti iconici, come il pianeta più ambito dai rottamatori, Bracca, introdotto dal videogioco Jedi Fallen Order e già visto in The Bad Batch. Qui ogni rottamatore fa a gara per avere i pezzi migliori a ogni nuovo scarico.

Oltre a Kai, gli altri due protagonisti rimangono la Pantorana Lys Solay e il Pooba Nubs, anche loro Iniziati Jedi. Il gruppo è accompagnato dall’eccellente pilota Nash Durango, la quale vola a bordo della velocissima Firehawk, e lavora con le sue due mamme nel garage su Tenoo. Il loro rivale è il pirata Taborr Val Dorn, anch’egli un ragazzino.

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Senza rivelare troppo (perché comunque Young Jedi Adventures merita di essere visto dal primo al venticinquesimo episodio), le vicende ruotano anche intorno alla famiglia regnante del pianeta di Vuundalla composta dal Re Pychor, dalla Regina Dafne e dal loro figlio, l’indisciplinato Principe Cyrus, che presto diventerà amico dei tre protagonisti.

Non mancano i personaggi completamente nuovi introdotti da questi 6 episodi finali (la serie è stata rilasciata a tranche di vari episodi, e ognuna di esse ha quasi costituito una serie a parte, introducendo propri contenuti e propri personaggi), come il Maestro Jedi Carver Drow e la sua Padawan, Celesta Kami, ferventi sostenitori di un Baatu libero da ogni tentativo di deturpazione delle sue risorse naturali.

Young Jedi Adventures: come unire una serie animata per ragazzini a una sequenza di complessi romanzi

A tal proposito va fatto un appunto sulla localizzazione italiana, ancora una volta imperfetta. Mentre nei precedenti episodi il Faro Starlight veniva erroneamente indicato come Starlight Beacon (mentre nei romanzi e fumetti dell’Alta Repubblica ha sempre la prima denominazione), adesso finalmente i protagonisti vi si riferiscono con la dicitura corretta. Ma, evidentemente, questo ha indotto i traduttori ad altri errori: il celebre Avamposto Black Spire è diventato, infatti, Avamposto Guglia Nera.

Tradurre Star Wars è sempre stata una sfida: se non si conosce bene l’immaginario è praticamente impossibile avventurarsi. Ma l’Avamposto Black Spire sarebbe stato meglio non toccarlo visto che, oltre a essere stato al centro delle vicende di diversi romanzi (come Thrawn Alleanze), è una delle attrazioni del parco a tema dedicato a Star Wars a Orlando, il Galaxy Edge.

Ma l’aspetto in assoluto più significativo di questo climax finale di stagione riguarda il fatto che Young Jedi Adventures incrocia le vicende raccontante nel romanzo La luce dei Jedi, il quale ha dato il via alla narrazione dell’Alta Repubblica, che fino a Young Jedi Adventures è stata esclusivamente cartacea. La serie, infatti, ci porta all’interno del Faro Starlight, la stazione che la Repubblica ha eretto nell’Orlo Esterno che finora abbiamo solo potuto immaginare dalla descrizione fatta nei romanzi.

Young Jedi Adventures: come unire una serie animata per ragazzini a una sequenza di complessi romanzi

Anche alcuni personaggi iconici di romanzi e fumetti tornano nella serie animata, come Estala Maru, il Maestro Jedi Kessuriano a capo delle operazioni Jedi a bordo del Faro Starlight, Loden Greatstorm e Bell Zettifar, la cancelliera Lina Soh e Yoda, che già in quest’epoca è Gran Maestro dell’Alto Consiglio dei Jedi. Il tutto senza dimenticare gli aspetti più classici dell’immaginario, visto che tornano i più storici temi musicali, come quello della Forza e quello dello stesso Yoda, capaci sempre di strappare una lacrimuccia all’appassionato.

In questo modo, Young Jedi Adventures partecipa al continuo processo di revisione dei precedenti contenuti di Star Wars, con l’obiettivo di dar loro maggiore spessore contestualizzandoli in un quadro più ampio. Non mancando di sottolineare alcuni dei concetti più radicati dell’immaginario, ovvero che il vero potere deriva dal lavoro di squadra. E non è forse questo il vero significato della Forza, intesa come energia che, connettendo i vari protagonisti, li rende insieme più potenti?

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Kinguin

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