L’Impero è morto. Quasi vent’anni dopo la Battaglia di Endor, il poco che rimaneva delle forze di Palpatine è fuggito nei più remoti angoli della galassia. Ma per gli eroi della Nuova Repubbliea pericolo e perdita sono compagni onnipresenti, persino in questa nuova era di pace.
Il Maestro Jedi Luke Skywalker, mentre addestra una nuova generazione di apprendisti nel suo tempio su Ossus tra cui il nipote sedicenne Ben Solo, è tormentato da visioni del lato oscuro, che predicono uno sconvolgente segreto celato da qualche parte parte nelle profondità dello spazio. È Lor San Tekka, seguace della Chiesa della Forza, ad aiutare Luke a ristabilire l’Ordine dei Jedi cercando cimeli e manufatti legati alla Forza in giro per la galassia. Insieme hanno seguito la bussola stellare che Luke ha scoperto su Pilio, disegnando una rete di templi Jedi sparsi per tutta la galassia, una buona metà dei quali dimenticata dopo che l’Impero ha distrutto l’Ordine 40 anni prima. I due hanno ritrovato tomi, libri, carteggi e data card, ma anche utensili rituali, rune e simboli di potere così come strumenti tecnologici che includono spade laser, la stessa bussola stellare, gli holocron Jedi che una volta si trovavano nel tempio di Coruscant e altro ancora. Lor possiede una profonda conoscenza dell’Ordine dei Jedi preziosa per Luke.
La perturbazione nella Forza è innegabile e i peggiori timori di Luke si concretizzano quando il suo vecchio amico Lando Calrissian, ex generale dell’Alleanza Ribelle, si presenta da lui con la conferma di una nuova minaccia Sith. Dopo che gli è stata rapita la figlia Kadara dalle braccia quando aveva solo 2 anni, Lando ha cercato tra le stelle qualsiasi traccia della sua bambina perduta ormai da 6 anni. Ma ogni nuovo indizio porta solo a vicoli ciechi e speranze svanite, finché non incontra Ochi di Bestoon, un assassino dei Sith.
Su una luna-discarica, Ochi sogna di tornare su Exegol, sui cui è già stato una volta, attraversando la Zona Rossa, una micidiale distesa di caos vermiglio che protegge il pianeta dei Sith. Era insieme a Darth Vader mentre il Signore Oscuro dei Sith indagava sui segreti dell’Imperatore. E là, su un pianeta nascosto al resto della galassia, avevano scoperto l’immensa flotta di seguaci e di schiavi impegnati a costruire lentamente centinaia di Star Destroyer, ciascuno mille volte più potente di quelli in dotazione alla flotta imperiale. Astronavi armate di enormi cannoni potenti quanto quello della Morte Nera, in grado di canalizzare e concentrare l’energia attraverso schegge di cristalli kyber ricavati dall’enorme montagna su cui si erge la fortezza del culto. È stata quella montagna a deturpare Ochi. Mentre guardava i cristalli che venivano estratti dalle formazioni rocciose, essi avevano gridato di dolore, generando una scarica di energia che gli aveva sciolto la pelle del cranio e gli occhi nelle loro orbite. Il Sith Eterno lo ha poi riparato, sostituendo i suoi occhi e impiantando un’unità cibernetica a compensare le parti danneggiate del suo cervello. Poi ha lasciato Exegol e ha lavorato per più padroni, ancora Vader ma anche Lady Qi’ra e l’Alba Cremisi. Ora vuole tornare su Exegol, perché sente che il pianeta può guarirlo, ripararlo e farlo sentire di nuovo potente. Ma per attraversare la Zona Rossa serve un puntatore Sith da collegare al navigatore, che lui ha visto usare da Vader. Ochi ha a lungo raccolto informazioni su come raggiungere Exegol, che ha immagazzinato nella banca dati di D-O, un droide di recupero e immagazzinamento appartenuto a un erudito che lui stesso ha assassinato a Primus Cabru durante un’incursione nella biblioteca del posto, ma raggiungere il pianeta segreto con solo queste informazioni senza puntatore è rischioso. Sulla luna-discarica alcuni seguaci del Sith Eterno, guidati da una leader con un’antica maschera e una spada laser con lama rossa, gli fanno visita e, mentre Ochi prova a fuggire, gli sottopongono una visione. È il defunto Imperatore Palpatine a parlare: lo guiderà su Exegol se lui gli consegnerà una bambina. I seguaci consegnano a Ochi un pugnale che sembra appartenere a un’epoca completamente diversa, proprio come i puntatori Sith e la strana maschera che indossa la leader. Mentre i seguaci porgono il pugnale a Ochi, lo feriscono con lo stesso. La lama pare assorbire la luce della spada laser della leader mentre il sangue di Ochi scompare, assimilato dallo stesso metallo, incidendo una scia di simboli fitti, complessi e delicati sulla sua superficie dall’impugnatura alla punta della lama. La scritta è in ur-Kittât, l’antica lingua Sith proibita sin dai tempi della Vecchia Repubblica e scritta nello speciale alfabeto runico che Ochi ha visto anche sui muri della Cittadella Sith a Exegol. I seguaci dicono a Ochi di trovare la bambina e portarla su Exegol, il pugnale sarà la chiave per raggiungere il pianeta.
Una giovane famiglia è in fuga per la vita. Sono Dathan, 33 anni, Miramir, 27 anni, e Rey, che ha 6 anni, dopo che i primi due sono riusciti a procurarsi un mezzo dalla discarica di Unkar Plutt nell’avamposto di Niima su Jakku e indirizzarsi verso lo Spazio Selvaggio. Miramir, originaria della Foresta dell’alba di Hyperkarn, sa pilotare qualunque cosa ed è un’ingegnera e un’inventrice autodidatta, ma anche per merito di ciò che ha appreso da sua nonna Baba. Sono passati 17 anni da quando la seconda Morte Nera è stata distrutta sopra Endor, e 16 dalla Battaglia di Jakku: la Nuova Repubblica si è insediata ma non controlla tutti gli spazi, ad esempio non ha alcuna autorità nello Spazio Selvaggio. Con il trasporto malandato, i tre vengono attaccati da tre navi nello Spazio Selvaggio e si salvano solo con l’intervento degli Ala-X della Nuova Repubblica, mentre vengono condotti all’interno di una nave da battaglia con il raggio traente. Si tratta della Starheart, la nave ammiraglia della squadriglia Halo. Dathan e Miramir chiedono aiuto agli ufficiali della Nuova Repubblica e Miramir mostra loro l’amuleto di Dathan, dicendo che i Sith gli danno la caccia. Gli ufficiali li indirizzano verso un posto vicino dove si trova qualcuno che ha collaborato con l’Alleanza Ribelle.
Dathan è un fallimento, nient’altro che materia scartata dallo scalpello della creazione, frutto di replicazione artificiale e ingegneria biologica. È inutile, debole, un reietto genetico, un modello dei filamenti che non ha ereditato niente da suo padre. Un abominio, che è stato lasciato in vita solo perché è il solo modello dei filamenti a essere sopravvissuto e a essere cresciuto normalmente. Un modello dei filamenti non è un clone diretto del donatore, ma è ugualmente creato a partire da un modello ingegnerizzato. Anni prima, imprigionato nella Cittadella Sith su Exegol, dove ha sentito i seguaci nominare vecchi grandi Sith del passato come Plagueis, Revan, Noctyss, Sanguis, Kakon, Voord e Shaa, Dathan si è imbattuto in Vader e Ochi. Dathan ha solo un amico nella Cittadella, un Symeong, un amministratore che gode di una discreta autonomia pur essendo uno schiavo egli stesso e che, quando Dathan era più giovane, lo ha collegato a delle macchine di apprendimento per riempirgli la testa di conoscenze ed esperienze che non avrebbe mai potuto provare su Exegol. Il suo amico lo ha condotto alla nave che ha portato Vader e Ochi sul pianeta, lo ha segretamente nascosto in uno scompartimento e gli ha donato una catenina con un amuleto. Dathan arriva così sullo spazioporto che si chiama Koke Frost e trova un lavoro. Quando gli viene chiesto di scrivere il suo nome non sa cosa fare, lui non ha mai avuto un nome. Alla fine scrive il nome del suo amico Symeong, l’unico essere che abbia mai riconosciuto la sua esistenza. Qualche tempo dopo pianta in asso l’equipaggio a Volta, prendendo poi un passaggio per l’Orlo Esterno con una banda di Twi’lek, sono loro a parlargli di un lavoro con gli agridroidi su Hyperkarn. La sua buona parlantina e il suo sorriso affascinante lo aiutano a farsi assumere. Dopo conosce Miramir su Hyperkarn, la quale vive con la nonna Baba, 7 anni prima degli eventi attuali. Il suo droide si era rotto e Miramir è molto abile a ripararlo: è così che si sono conosciuti. Lei sa chi è Dathan e per questo i due decidono di lasciare il pianeta in modo che il pianeta stesso possa rimanere al sicuro. Rey è nata su Hyperkarn ed è rimasta nascosta nella foresta del crepuscolo, con l’aiuto di Baba, prima che la famiglia si trasferisca su Jakku, dove rimane per 5 anni. Si stabiliscono in un territorio controllato da uno dei boss delle discariche che governano il pianeta, Unkar Plutt, un Crolute. Miramir costruisce droidi con i rottami che abbondano sul pianeta, mentre Dathan coltiva umidità nel deserto. Pochi giorni prima degli eventi attuali, i cacciatori di taglie trovano la famiglia su Jakku, e loro devono scappare con un mercantile difettoso.
Lando e Ochi si incrociano sulla stazione Boxer Point, un gigantesco impianto polivalente nell’orbita alta del gigante gassoso Janx II. Piena di viaggiatori spaziali, Lando, che è un uomo meno spavaldo rispetto al passato colpito dalla sparizione della figlia, è ancora alla ricerca di informazioni sul rapimento. Qui sente parlare Ochi con degli amici del rapimento di una bambina, della squadriglia Halo, di Exegol e di Sith. A bordo del suo lussuoso panfilo stellare Lady Luck, Lando contatta Shriv Suurgav, un Duros addentro ai meccanismi della Nuova Repubblica, per chiedere conferme su ciò che ha appena sentito. Shriv comunica a Lando di essere venuto a conoscenza del fatto che quelli che la Nuova Repubblica considera pirati hanno attaccato una famiglia nello Spazio Selvaggio, prima dell’intervento della squadriglia Halo. Nel rapporto che gli ha consegnato Shriv vede, con un oloproiettore, l’amuleto che la donna ha mostrato agli ufficiali della Nuova Repubblica. Lando pensa che se riesce a salvare quella famiglia, e la loro bambina, forse potrebbe trovare sua figlia. Apprende anche che la Nuova Repubblica ha diretto la famiglia verso un potenziale rifugio, ma l’ubicazione di quest’ultimo è secretata nel rapporto.
Beaumont Kin, un assistente ricercatore il cui mentore è Re-Bec Arclarka (un Hoopaloo), mentre fa parte di una spedizione archeologica dell’istituto storico di Lerct su Yoturba, viene raggiunto da Lor San Tekka, grande conoscitore di antiche leggende, culture, società e manufatti appartenenti al passato, e dal Maestro Skywalker. I due hanno ricevuto un rapporto dell’istituto che suggerisce che quell’insediamento sarebbe potuto essere un tempio Jedi. Nel sito vengono ritrovati un Holocron Sith distrutto e una scheggia di cristallo kyber, ritrovata da un archeologo di nome Mico Haswell. Costui sembra posseduto e, quando Luke lo affronta, rientra in una delle sue visioni con il pianeta degli incubi. Quando la visione svanisce, Luke trattiene l’archeologo fuori controllo a mezz’aria con la stretta della Forza e scopre che la scheggia gli ha ferito una mano. Scopre che la scheggia non è stata ritrovata in un edificio ma nel relitto di metallo di un’astronave. Trova altre schegge e si rende conto che hanno fatto parte di un unico cristallo rosso. Chiunque abbia posseduto il cristallo originale ha rivolto il potere della Forza contro di esso, rincorrendo a un rito arcano per corromperlo e farlo sanguinare. L’holocron infranto, l’astronave e le schegge di cristallo: Luke ha tante domande le cui risposte possono essere solo in un posto, sul pianeta Tython. Qui si trovano il Sacrario delle Lacrime Ghiacciate nella gelida calotta meridionale e, in una regione più mite, il tempio Jedi con la pietra veggente. Aiutandosi con la pietra veggente e ricorrendo a un antico tomo che cataloga una collezione Eeshaypher, ovvero una galleria proibita di manufatti, cimeli e oggetti da collezionismo appartenenti al lato oscuro della Forza, Luke si rende conto che l’holocron condivide parzialmente la forma e le caratteristiche con un puntatore Sith. Secondo le ricerche di Luke, esistono sempre e solo due puntatori, poiché la rotta memorizzata è troppo importante perché possa essere conosciuta da chiunque altro all’infuori del Signore dei Sith e del suo apprendista. Il puntatore, scopre Luke dai suoi tomi, conduce a Exegol, un pianeta che potrebbe trovarsi nelle Regioni Ignote, dato che quella parte della galassia non è mai stata completamente mappata, possibilmente nascosto da una sorta di barriera, visto che è richiesto un puntatore per arrivarci. Se Luke vuole scoprire chi ha portato l’holocron dei Sith in un viaggio pericoloso che si è concluso con la disfatta su Yoturba e a chi è appartenuto il cristallo kyber – e chi lo ha creato distorcendo i naturali condotti della Forza al suo interno per farlo sanguinare e colorare di rosso – deve ricorrere al potere della pietra veggente, costruita dai Jedi molto tempo prima per comunicare direttamente con la Forza. Luke si ritrova nel pianeta della sua visione, ma in una versione realistica. Lo circondano 9 spettri con spade laser bianche e nere che Luke non riesce a sentire nella Forza; estrae la sua spada con lama verde e inizia a combattere. Uno spirito della Forza sopraggiunge ad aiutarlo, armato di una lama azzurra e intensa. Luke riconosce il volto di Anakin Skywalker, giovane e con una cicatrice verticale sulla fronte, che gli dice: “Non importa quanto la notte si faccia buia. Tu non sei mai solo”. Poi, Luke torna su Tython mentre arriva Lando con la sua Lady Luck.
È passato moltissimo tempo dal loro ultimo incontro: è stato Lor San Tekka a dire a Lando dove trovare Luke. Calrissian racconta a Luke cosa ha sentito a Boxer Point e tutto quello che ha scoperto sulla famiglia in fuga e sul piano di Ochi di rapire la bambina, mostrandogli con l’oloproiettore l’amuleto fatto vedere dalla donna alla Nuova Repubblica. Luke dice a Lando che l’amuleto è un manufatto Sith con una scritta in Aurabesh a rovescio che recita: “La ruota del destino gira insieme al flusso e al riflusso della marea”. I due non conoscono le motivazioni di Ochi e perché sia sulle tracce della famiglia e, sapendo che l’assassino vuole andare sul pianeta segreto dei Sith, dopo che Luke parla a Lando delle sue scoperte presumono che la famiglia sia in possesso di un puntatore per raggiungere Exegol. Luke sa della figlia di Lando: in una prima fase delle ricerche lo ha aiutato, come tutti del resto. Lando e Luke incontrano Shriv nell’area di sosta della Nuova Repubblica in orbita sopra Adelphi e il Duros comunica loro di essere entrato in possesso della parte secretata del rapporto. Il Sergente Dina Dipurl e il Tenente Zaycker Asheron della Nuova Repubblica hanno trovato i pirati che inseguivano la famiglia ma sono stati uccisi dopo essersi imbattuti in un gruppo più numeroso rispetto al primo incontro. Dina Dipurl ha anche mandato la famiglia verso l’operazione di estrazione mineraria Nightside negli anelli del sistema Therezar, un enorme gigante gassoso.
Quando Dathan, Miramir e Rey arrivano su Nightside si rendono conto che il contatto di Dipurl ha intenzioni diverse da quelle credute dal Sergente della Nuova Repubblica. Si tratta di Zargo Anaximander, uno Zeltron capitano-reggente della città stato di Nightside, una colonia mineraria che genera immense risorse economiche, a conoscenza del fatto, grazie a delle bioscansioni eseguite da suoi droidi, che Dathan è un costrutto genetico. Lui risponde a una taglia di Ochi e ha avvertito il cacciatore di taglie che la famiglia è a Nightside. Ma ora che sa che la bambina è la progenie biologica di un costrutto genetico valuta delle alternative. Lando è amico di Zargo fin dai tempi in cui Nightside riforniva l’Alleanza Ribelle e, con i codici di autorizzazione che lo Zeltron gli ha passato molti anni prima, attracca sulla stazione di estrazione insieme a Luke e a R2-D2. Quest’ultimo, collegandosi con il suo scomp link a un terminale, scopre che la famiglia di trova sul panfilo stellare privato di Zargo, la Goldstone. Le stesse navi che hanno attaccato la famiglia nello Spazio Selvaggio e poi annientato la squadriglia Halo piombano sul pianeta. Luke ritiene che devono aver intercettato la trasmissione di Dipurl e seguito la famiglia fin lì, mentre percepisce una forte presenza nel lato oscuro, come un’ombra. Dalle astronavi scendono a bordo di Nightside i Droidi pirati assassini di Bestoon, tutti diversi tra di loro dato che non appartengono a un’armata costruita in serie, e attaccano i droidi da guardia di Nightside. Lando e R2-D2, dopo essersi separati da Luke, si recano alla Goldstone e ne sbloccano i fermi a infrazione rinforzati. Con una console da controllore di volo, Lando comunica con la famiglia a bordo e, dicendo di essere stato un Generale dell’alleanza, di essere venuto con un Cavaliere Jedi e rendendo noto il suo nome, convince i tre a lasciare Nightside, ora che la Goldstone non è più bloccata, e dà loro appuntamento su un vettore nei pressi di Therezar. Luke, intanto, affronta la donna con la maschera rituale Sith (è questa che ha causato la perturbazione) e lunghi capelli e carnagione azzurri, Pantorana, giunta a bordo di un TIE Defender personalizzato con insegne Sith. La maschera esercita su di lei un potere simile a quello che l’elmo esercitava sul Signore dei Sith chiamato Momin: ma mentre quest’ultimo ne era posseduto, lei viene istruita dalla maschera. Inoltre, lei impugna la spada laser di Darth Noctyss (secondo le leggende una donna, morta da un pezzo) ricurva come una scimitarra. Anni prima, Luke e Lor San Tekka hanno provato a rintracciare i cimeli di Noctyss seguendo gli Accoliti dell’Aldilà, una banda che ha accumulato i manufatti Sith nel vano tentativo di reclamare il loro potere oscuro. Tutti sanno che i Sith sono estinti ma, da qualche parte nelle Regioni Ignote il loro pianeta nascosto continua a girare, e ora Luke deve venire a patti con l’idea che il loro potere esiste ancora. La donna intima a Luke di restituirle i cristalli che ha trovato su Yoturba, con una voce che riecheggia come due in una, di un uomo e di una donna. Intanto la battaglia su Nightside raggiunge i due e Luke salva la donna da una pioggia di lamiere con un balzo nella Forza. Lei ne approfitta per fuggire con il suo TIE.
Giunto a Nightside, con il pugnale Sith Ochi uccide Anaximander, il droide capitano dei Droidi pirati assassini e uno dei suoi scagnozzi, e il pugnale si scalda per ogni uccisione. Lo scagnozzo, Stiper, un Balosar, è accusato di aver suggerito l’armata di droidi, che ha palesemente interpretato la missione a modo suo. Ora Ochi ha i dati di tracciamento della nave di Anaximander e li consegna ai suoi uomini. Grazie ai dati questi arrivano alla Goldstone prima della Lady Luck di Lando. Impauriti, Dathan e Miramir fanno il salto nell’iperspazio lasciando alla Lady Luck delle coordinate che guidano Lando, Luke e R2-D2 verso il sistema di Torrenoteer. Giunti su Torrenoteer Minor, Luke e Lando si ritrovano coinvolti in combattimenti a bordo di speeder bike e ad affrontare un camminatore monoposto CAP-2 pilotato dai cacciatori di taglie, mentre la Goldstone fugge via. Miramir trova il transponder a bordo e lo disattiva, ora non è più possibile rintracciarli. Intanto, il Sith Etherno dice a Ochi di incontrare un contatto che può aiutarlo su Basta Core. È Enric Pryde, colui che è stato Capitano ai tempi della Battaglia di Jakku e che ora è Gran Colonnello dell’Autorità del Settore Corporativo, che per il momento costituisce la riserva segreta dei residui Imperiali. Pryde ha ricevuto l’ordine di entrare in contatto con il cacciatore di taglie dai rifugi Imperiali disseminati per le Regioni Ignote. Pryde concede a Ochi i soldati del CSA, che su Basta Core hanno appena sedato una rivolta degli insorti.
La donna con la maschera ha le altre schegge del cristallo kyber rosso che può portarla su Exegol. Le inserisce nei droidi in suo possesso collegandole a complessi grovigli elettronici dentro i droidi stessi: ora possono andare alla ricerca delle schegge in mano a Luke.
Lasciati la Lady Luck e l’Ala X di Luke in un hangar della Nuova Repubblica su Adelphi, Luke si fa prestare la Star Herald da Lina Graf, comandante ai tempi dell’Alleanza Ribelle e ora ufficiale anziana dell’Intelligence della Nuova Repubblica. Con la Star Herald, Lina Graf ha già viaggiato insieme a Luke e a Lor San Tekka alla ricerca degli antichi manufatti Jedi che li ha condotti ai quattro angoli del Nucleo Galattico. Ora, Luke e Lando si recano su Polaar alla ricerca di un contatto di Luke, Komat. Verso la fine della Guerra Civile Galattica un incrociatore da battaglia Mon Calamari con il motore a iperluce danneggiato è sbucato dall’iperspazio troppo vicino a Polaar. L’equipaggio ha mantenuto l’integrità della super struttura ma non ha fermato la reazione a catena che ha fuso il nucleo. Il nucleo ancora in fusione diffonde radiazioni distroniche che hanno avvelenato il pianeta e che disturbano qualsiasi trasmissione. Komat è in esilio su questo pianeta e commercia le radiazioni in cambio di provviste con l’aiuto dei suoi droidi e della sua targon. Prima membro degli Accoliti dell’Aldilà, Komat è in grado di localizzare qualsiasi nave della galassia a partire da pochi dati. Localizzare una nave nell’iperspazio è possibile tramite una tecnologia su cui l’Impero stava lavorando prima della Battaglia di Yavin, anche se la ricerca era in un vicolo cieco. Quello che Komat ha scoperto nelle banche dati degli Accoliti deriva dallo stesso progetto, ma funziona in modo diverso. L’intercettazione di un segnale a super onda comporta una mappatura delle firme energetiche che le astronavi lasciano ogni volta che entrano ed escono dall’iperspazio. L’Impero ha installato un’intera rete di fari in tutta la galassia. Molti sono ancora operativi, benché non si usino più per la navigazione, e quindi continuano a svolgere una routine di monitoraggio, incluso il misuramento delle radiazioni cosmiche di sottofondo. Conoscendo il tasso di ionizzazione e la frequenza ciclica del motivatore dell’iperguida, si possono filtrare i dati a super onda raccolti dai fari e confrontarli con la firma della nave. Mentre l’Impero non è mai riuscito a risolvere l’algoritmo filtrante necessario, Komat ci è riuscita. Tuttavia, resta necessaria la rete di fari Imperiale, che non è stata costruita per durare, quindi difficilmente in futuro la Nuova Repubblica potrà usare questo metodo per tracciare le navi nell’iperspazio.
Komat rivela anche a Lando e Luke che la donna con la maschera è Kiza di Corellia, colei che un tempo guidava gli Accoliti dell’Aldilà ma che ora dovrebbe essere morta. Quanto alla maschera, è appartenuta a un antico Signore dei Sith, Exim Panshard, che secondo le leggende è stato Viceré di un pianeta dimenticato, governandolo come un tiranno. È stato Yupe Tashu, uno dei consiglieri dell’Imperatore, a offrire in regalo la maschera a Kiza su Devaron quindici anni prima di questi eventi. Tashu era il vero signore degli Accoliti dell’Aldilà, che intendeva utilizzare per ripristinare il potere oscuro nella galassia. È stato lui a reclutare molti di loro, inclusa Kiza. Con Palpatine morto e l’Impero a pezzi, Yupe Tashu ha colto la sua occasione. Ambiva al potere del Viceré Exim Panshard, ma sapeva di non avere la forza per brandirlo. Perciò aveva bisogno di un tramite, qualcuno che avrebbe potuto controllare senza consegnare la propria volontà al Signore dei Sith. Komat, che condivideva con Kiza un legame di sorellanza, preoccupata dal fatto che Kiza fosse sempre meno presente e avesse compiuto una serie di uccisioni tra cui quella del suo primo amore Remi, ha tentato di prenderle la maschera e l’ha affrontata in duello. Yupe Tashu tornò proprio in quel frangente, ma Kiza lo uccise. Essendo rimasta gravemente ferita nel loro duello, Komat pensava fosse morta.
I droidi con i cristalli kyber di Kiza sopraggiungono su Polaar, attratti nella Forza dai cristalli in possesso di Luke (tutte queste schegge fanno parte dello stesso cristallo originale). Il gruppo li sconfigge e, con la navetta con cui i droidi sono arrivati, R2-D2 e Luke possono risalire alla posizione di Kiza, mentre Komat e Lando vanno dalla famiglia, ora che sanno dove si trova grazie ai dati sulla Goldstone che Luke ha consegnato a Komat e al sistema di localizzazione di quest’ultima. Dathan e Miramir ora vogliono rubare la nave di Ochi e riattivano gli strumenti di localizzazione della Goldstone mentre si trovano nella stazione di rifornimento Imperiale Taw Provode per farsi deliberatamente intercettare. L’Autorità del Settore Corporativo arriva su Taw Provode, insieme a Ochi. Mentre alcuni soldati del CSA, conosciuti come Espo, indagano sulla Goldstone, Dathan li stordisce e sfila loro le armature. Indossando le armature, e con Rey nascosta nel borsone, Dathan e Miramir si avvicinano alla nave di Ochi, la Bestoon Legacy, mentre gli Espo individuano Lando e Komat, innescando un conflitto a colpi di blaster. Sfruttando la confusione e il diversivo che si viene a creare, la famiglia scappa con la nave di Ochi. Prima avevano programmato la Goldstone per esplodere e questo, insieme alle azioni di Lando e di Komat, decima gli Espo. Lando manda a Luke le coordinate in modo che possa raggiungerli, ma non è sufficiente perché quattro Espo fermano Lando e Komat.
Intanto, Luke si ritrova su un asteroide nelle Regioni Ignote il cui terreno è disseminato di relitti appartenenti a migliaia di navi. Si reca all’interno di un’enorme nave nucleo appartenuta ai Separatisti ai tempi delle Guerre dei Cloni dove si trovano una fucina di droidi e una camera di meditazione, che Kiza ha evidentemente trovato da qualche altra parte e portato lì. Luke si imbatte nella maschera di bronzo brunito piovuto dal cielo del Viceré Exim Panshard. Gridando di rabbia per l’orrore delle visioni, Luke tende la mano e la spada laser gli vola direttamente in pugno. Ancora sconvolto, la accende e taglia in due il piedistallo su cui è riposta la maschera. Arriva Kiza, mentre la maschera galleggia con grazia fino al suo volto. Lei è attratta dalla promessa dell’antico Sith di condurla su Exegol e attacca violentemente Luke. Kiza non è una Sith, ma l’antico potere di Exim Panshard la pervade anche se il Signore dei Sith non è profondamente addestrato nell’arte del combattimento con le spade laser. Una parte dello scafo superiore cede e la super struttura collassa su sé stessa mentre una scheggia metallica trafigge il petto di Kiza, trapassandole il cuore. Con la nave Separatista che progressivamente si distrugge per i danni subiti nel corso del combattimento, l’energia che ne scaturisce riattiva i droidi nella camera di meditazione e conferisce loro una nuova programmazione. Dotano il corpo di Kiza di un nuovo braccio meccanico che sostituisce quello stritolato sotto la piastra dello scafo e rimettono in sesto la maschera. Kiza prende il suo TIE Defender e intercetta la comunicazione con cui Lando manda le coordinate a Luke. Giunto su Taw Provode, Luke salva Lando e Komat, mentre Ochi, grazie a un diversivo innescato facendo esplodere una delle cisterne, fugge con una nave del CSA. Subito dopo arriva Kiza con il suo TIE Defender. Mentre Luke e Comat rimangono ad affrontarla, Lando e R2-D2, a bordo della Star Herald tornano alla caccia della famiglia. Il droide astromeccanico conosce il programma di Komat e quando quest’ultima inserisce in una delle porte di lettura di R2-D2 una data card con i dati dell’astronave di Ochi, il droide a cupola può mettersi all’inseguimento.
A bordo della nave di Komat, la Warglaive, Luke, la droide KB-68 di Komat e la stessa Komat inseguono il caccia di Kiza fino alla luna di Taw Provode e con la Forza Luke riesce a controllare la discesa del TIE e a evitare che si schianti al suolo. La maschera di Kiza è cambiata, invece di essere di bronzo brunito è diventata rossa brillante: Luke capisce che Kiza è morta e che il Viceré Exim Panshard ha preso il controllo totale della sua serva defunta. Panshard chiede a Luke di mostrargli la via per Exegol ma Luke risponde che è ormai perduta. Poi, il fagottino con i cristalli kyber nascosto nella tunica di Luke vola nell’aria in mezzo alle due parti. La sorgente di questi cristalli è a Exegol. Queste schegge, insieme ai frammenti che compongono la nuova maschera riforgiata alla morte di Kiza, appartengono a un cristallo più grande rimasto sul pianeta nascosto. È così che il pilota ha sperato di raggiungere il pianeta dei Sith molti secoli prima, portando con sé le schegge di cristallo su una rotta disperata per Exegol, basata su pochi dati di navigazione custoditi nell’holocron e sulla risonanza dei cristalli nella Forza, nella speranza che ciò bastasse a guidarlo attraverso lo Spazio Rosso. Invece ha fallito e si è schiantato su Yoturba, perché le schegge di cristallo in suo possesso non avevano la massa critica necessaria a interagire con la sorgente di Exegol attraverso la Forza. Con la spada con lama bianca, ora Komat distrugge i cristalli a mezz’aria. È la spada che Luke ha purificato per lei molti anni prima, quando l’ha aiutata a scappare dagli Accoliti dell’Aldilà. Il combattimento prosegue mentre il cristallo carbone nella superficie della luna viene balzato in aria e delle creature serpentine vengono coinvolte nello scontro. Luke usa la Forza per strappare la maschera dal volto di Kiza e la taglia in quattro pezzi con la spada laser verde e con quella rossa caduta a Panshard durante il combattimento con i serpenti. Uno di questi afferra il corpo inerme di Kiza e lo trascina con sé negli abissi della luna. I pensieri di Luke si schiariscono: è stata la malefica presenza dello spirito di Exim Panshard a tormentarlo per settimane, a infondergli le visioni di Exegol, nonché i suoi incubi e le sue insicurezze.
Enric Pryde, che ha fatto mettere un radiofaro sulla Bestoon Legacy, dice a Ochi che la sua nave si trova su Jakku (la famiglia ha disabilitato il transponder principale della nave). La famiglia ora è tornata su Jakku perché si fida di Unkar Plutt, perché lui si fa gli affari suoi e pensa solo al guadagno. Dathan dà a Plutt il suo amuleto mistico di cantacciaio come forma di pagamento per tenere sotto custodia Rey. Lui e Miramir, infatti, vogliono andare via temporaneamente, e lasciare lì la figlia fino alla fine della stagione, per attirare Ochi su di loro e proteggere Rey. Plutt li avverte che, se non torneranno in tempo, Rey finirà in rosso sul suo libro mastro e dovrà lavorare per pagare i debiti. Mentre Dathan e Miramir sono nell’orbita di Jakku con la Bestoon Legacy, Ochi arriva nel sistema con i suoi uomini a bordo della navetta del CSA. Abborda la Legacy con dei ganci magnetici e uccide Dathan e Miramir con il pugnale Sith. Nella mano di Miramir, Ochi trova delle perle di Aki-Aki provenienti da Pasaana, nel sistema di Middian, settore di Ombakond, e pensa che i genitori abbiano nascosto lì la bambina. Come guidato dal pugnale, Ochi uccide anche i suoi due uomini a bordo, dopo aver ordinato loro di mettere i corpi dei genitori in una cassa insieme al tracciatore, e di spararla nello spazio. È quella cassa che Lando e R2-D2 trovano. Dathan e Miramir vengono sepolti su Neftali, un pianeta pieno di grotte sotterranee che Lando conosce bene dai tempi della sua vita criminale in cui faceva affari in quelle grotte. Intanto, su Pasaana Ochi vede in visione sia Dathan che Miramir e, quando tenta di raggiungere la Valle Proibita a bordo dello speeder custodito sulla sua nave, viene risucchiato mortalmente dalle sabbie mobili.
Il potere di Exim Panshard ha proiettato nella Forza un’ombra lunga e scura e, ora che è sparita, la connessione di Luke con la Forza si è fatta più limpida e pura, ma si è anche svuotata. Luke tiene i frammenti della maschera di Exim Panshard in una cassetta di sicurezza. Lando passa qualche giorno di riposo su Polaar, poi riparte con l’armatura di un Incursore del Vento di Taloraan e la nave di Komat. Nikka Xizen, colei che è stata al comando della Guardia Alta di Bespin quando Lando era barone amministratore di Cloud City, gli dice che la nave di Ochi è stata avvistata su Pasaana. Nikka ha aperto un’agenzia di sicurezza privata e un membro del suo equipaggio, durante una missione di scorta a un mercantile, ha notato la nave. Su Pasaana, Lando e Luke trovano un antico tomo sulla nave di Ochi, che conferma loro che il cacciatore di taglie era alla ricerca di un puntatore Sith. Mentre Luke torna al suo tempio su Ossus, Lando resta su Pasaana: sente che continuare a cercare la bambina lo condurrà a sua figlia.






