Perché Star Wars ha bisogno di sceneggiatori come Dario Scardapane

Ransolm Casterfo
Ransolm Casterfo
Approfondimenti e editoriali su Star Wars. Tutto quello che vuoi sapere sulla Galassia Lontana Lontana.
Questo articolo è un editoriale. Significa che contiene un’opinione, un parere o un’interpretazione personale dell’autore che può – eventualmente – essere diversa o discordante dalle opinioni del resto della redazione di Star Wars Addicted.

La serialità di Star Wars ha preso molte direzioni, alcune più riuscite di altre. L’universo creato da George Lucas si presta naturalmente a racconti interconnessi, ma troppo spesso la scrittura ha oscillato tra il linguaggio cinematografico e quello televisivo, senza trovare una vera identità. Dario Scardapane, con il suo lavoro su The Punisher e Daredevil, ha dimostrato di saper bilanciare una narrazione frammentata in più stagioni mantenendo un’unità tematica forte.

Uno dei tratti distintivi delle serie Marvel-Netflix è il modo in cui gli eroi vengono presentati: non solo superpoteri, ma anche debolezze, traumi e dilemmi morali. Daredevil non è solo un vigilante mascherato, ma un avvocato cattolico dilaniato dai sensi di colpa. Frank Castle non è solo The Punisher, ma un uomo che ha perso la propria famiglia e cerca vendetta in un mondo corrotto.

Dario Scardapane è uno sceneggiatore di Hollywood famoso soprattutto per il suo lavoro nella serie televisiva del 2017 The Punisher. Ha creato un personaggio così interessante ed è riuscito a incastrare queste vicende in maniera talmente funzionale rispetto all’altra serie televisiva Daredevil del 2015 che nel 2023 è stato scelto come showrunner per la serie Daredevil – Rinascita dei Marvel Studios, che sta debuttando su Disney+ in questo periodo. Non è stato lui a portare Daredevil su Netflix per conto della Marvel ma Drew Goddard inizialmente, e Steven S. DeKnight successivamente, ma c’è un motivo se Disney ha scelto Scardapane per questo ritorno di Daredevil.

Perché Star Wars ha bisogno di sceneggiatori come Dario Scardapane

Questo lavoro di riportare gli eroi Marvel sul piccolo schermo in chiave realistica iniziato da Netflix ha molto da insegnare a Star Wars e alla sua struttura a incastri. Si contraddistingue almeno per tre fattori chiave: il realismo, dato che gli eroi Marvel vengono calati in contesti credibili, non sfoggiano solamente super poteri e sono soggetti a limiti fisici e psicologici. L’ambientazione: ciascuno di loro è in qualche modo radicato e collegato a un quartiere di New York. Daredevil e Jessica Jones sono indissolubilmente legati a Hell’s Kitchen, Luke Cage ad Harlem e Iron Fist alla Manhattan più ricca.

E, infine, una scrittura egregia, che celebra gli incastri e li sfrutta al meglio per portare emozione nello spettatore. I personaggi di Daredevil e di Jessica Jones sono esemplari da questo punto di vista: sfaccettati, contraddittori e incredibilmente profondi al punto che il loro primo incontro nella seconda puntata della serie crossover Defenders è un pugno in faccia per lo spettatore. Matt Murdock, alias Daredevil, così in bilico tra bene e male, tra giustizia e violenza, tra Karen ed Elektra. E Jessica Jones, che ha completamente perso la parte ingenua di lei bambina, per essere sempre in contrasto con tutto e tutti, totalmente avversa quanto profondamente convinta a perseguire gli ideali di giustizia.

Una profondità della scrittura che emerge a ogni (lungo) dialogo e a ogni confronto fra i personaggi, che non sono solamente quelli protagonisti ma che sono anche le loro spalle. È per questo che il dualismo di Matt emerge solo dopo aver conosciuto Karen e Foggy, così come Jessica la conosci in fondo solo attraverso Trish o Malcolm. E quando arriva il crossover Defenders, non si tratta solo di un incontro tra i protagonisti ma anche, e soprattutto, tra le loro spalle.

Perché Star Wars ha bisogno di sceneggiatori come Dario Scardapane

E poi arriva la veemenza di The Punisher, scritto da Dario Scardapane. È interessante per Star Wars per il modo di incastrarsi di questa storia con i fatti di Daredevil. Mentre in quest’ultimo Frank Castle (The Punisher) era più un terrorista che pensa solamente a uccidere quante più persone per vendicare la propria famiglia, sterminata da governativi corrotti per nascondere le tracce del loro coinvolgimento in un complotto durante la guerra in Afghanistan, nella serie a lui dedicata comprendiamo l’intimità e le vere ragioni che muovono le azioni di un personaggio che è “cattivo” solo in apparenza. Come la stessa Karen aveva capito già durante gli eventi di Daredevil, senza la compartecipazione emotiva dello spettatore.

Che arriverà solo con la serie di Scardapane, quando scoprirà che Castle è solo l’ennesima vittima della guerra, portandolo quasi a giustificare le sue azioni, dopo che in Daredevil aveva ucciso – apparentemente irrazionalmente – circa 40 persone, e si era anche alleato con Kingpin, senza mai perdere l’appoggio di Karen.

Queste serie sono solamente apparentemente separate, in realtà è un’unica enorme serie di 14 stagioni (4 di Daredevil, compresa quella che sta debuttando su Disney+, 3 di Jessica Jones, 2 di Luke Cage, di Iron Fist e di The Punisher e la già citata Defenders, tutte ora disponibili su Disney+). Insomma, non è esattamente quello che Lucasfilm sta cercando di perseguire ora con Star Wars?

Perché Star Wars ha bisogno di sceneggiatori come Dario Scardapane

Quell’incontro tra Murdock e Jones in Defenders assomiglia molto al ritorno di Han Solo sul Millennium Falcon al cospetto di Rey: una scena, quella di Il Risveglio della Forza, che considero come l’apertura di una nuova era per la narrazione in senso lato, ma che è in qualche modo stata anticipata dalle serie televisive di cui Scardapane è uno degli autori. E con tutte le difficoltà a cui Star Wars sta andando incontro, quando non è chiaro se serie come The Mandalorian o Ahsoka debbano perseguire un linguaggio di comunicazione da film o proprio da serie TV, un autore come Scardapane potrebbe rappresentare un deus ex machina capace di risolvere molti problemi.

In fin dei conti, si tratta di un percorso già intrapreso da Andor, che persegue lo stile realistico imboccato dalla narrazione di Daredevil da molteplici punti di vista, come abbiamo già esaminato qui.

Perché Star Wars ha bisogno di sceneggiatori come Dario Scardapane
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