Impatto

L’ufficiale in plancia Kasva Jhoff è originario di Abridon ed è stato arruolato d’emergenza sulla Executor insieme a oltre un milione di ufficiali dopo la distruzione della prima Morte Nera. Un anno prima dell’impatto della Executor, i nazionalisti hanno preso il controllo di Abridon e il pianeta e le sue strutture navali critiche sono di nuovo sotto il pieno controllo Imperiale. E, ora, a poche ore prima della Battaglia di Endor riceve da sua nonna Amnen un messaggio con cui gli comunica che a breve riceverà un regalo da suo padre, Harclew, che è scomparso da 32 anni. Si parla da tempo di un nuovo leader ribelle e della libertà riconquistata su Abridon. Di fonderie che producono caccia stellari Ala-A per l’Alleanza Ribelle invece che per l’Impero. La Executor si trova in orbita con due navi più piccole vicino alla Morte Nera incompleta, quando una navetta di classe Lambda, la Tyridium, emerge dall’iperspazio, chiedendo di atterrare su Endor. Vader è vicino a Jhoff e, quando quest’ultimo gli chiede se vuole che li fermi, il braccio destro dell’Imperatore risponde: “No. Lasciali a me. Me ne occuperò personalmente”. Nei combattimenti successivi, mentre i ribelli intensificano l’attacco contro la Executor, con navi e colpi di cannone da tutte le parti, sullo schermo della sua postazione di comando Jhoff intravvede il simbolo di Abridon impresso su uno degli Ala-A ribelli. La Executor perde lo scudo deflettore e l’Ammiraglio Firmus Piett ordina di intensificare al massimo il fuoco di prua. Jhoff alza le braccia per proteggersi il viso: un gesto inutile perché l’energia esplosiva dell’Ala-A RZ-1 ribelle pilotato da Arvel Crynyd avrebbe bruciato la sua carne con la stessa facilità dell’aria. Con lui muore anche l’Ammiraglio Piett. Il suono non si trasmette nel vuoto, ma si trasmette molto bene nel duracciaio. L’onda d’urto dell’impatto della stazione di fuoco anteriore della Executor contro il rivestimento in quadranio della seconda Morte Nera attraversa lo scafo del super Star Destroyer a una velocità quindici volte superiore a quella dell’aria.
Grane da soldato
TK-423 è al primo giorno di lavoro a bordo della stazione di battaglia MN-II, che sarà pienamente operativa tra trenta giorni. Si è arruolato perché era l’ultima opzione disponibile. TK-534, un membro dell’unità di TK-423 chiaramente goffo e desideroso di piacere oltre che incline agli svenimenti per ipoglicemia, si lamenta che la base si addestranento ha esaurito le celle di potenza E-11, ma viene rapidamente zittito. “Spara e fatti sparare” gli dice l’ufficiale. Inoltre, gli stipendi, previsti su base settimanale, arrivano in ritardo, e TK-848 sta per scatenare un putiferio per questo. Dice che nel suo pianeta natale sono state incendiate delle navi per molto meno. R2-Q9 è l’astromeccanico di duracciaio e rancore corazzato assegnato al piano di quella unità, mentre TK-293 è contrario alle scommesse, oltre che a qualsiasi altra azione contro il protocollo. Il gruppo viene chiamato principalmente a stare in piedi quando arriva qualcuno di importante e a spegnere gli incendi quando è necessario. E c’è carenza di personale anche perché i soldati che si lamentano dei malfunzionamenti a bordo della stazione, si dice, vengono sparati fuori dalla camera stagna. Lord Vader punisce il Moff Jerjerrod per aver chiesto più personale e subito dopo arriva l’Imperatore a bordo di una navetta di classe Lambda T4, accompagnato da una fanfara senza precendenti a bordo della stazione. “L’Impero ci compra con i benefici, e poi non si preoccupa nemmeno di cercare di ottenere la nostra collaborazione, visto che non mantiene nessuna delle sue promesse. Io dico che è arrivato il momento” dice agli altri TK-848, che ora vuole organizzare una rivoluzione. Cercano di coordinarsi con gli altri tramite messaggi perché non si può farlo di persona: la stazione è stata costruita solo per essere “pienamente operativa”, il che significa che contiene un raggio della morte ma non ci sono Turbo ascensori nei punti più logici per permettere a tutti di muoversi all’interno di questo labirinto di dimensioni planetarie. L’attuazione del piano viene, comunque, rimandata perché proprio quel giorno la Ribellione ha deciso di attaccare la Morte Nera. Molte unità vengono chiamate per l’assalto a terra, compresa quella di TK-423, con gli ufficiali che hanno dimenticato che non hanno ancora fatto le esercitazioni di tiro.
Fino all’ultimo

Firmus Piett è stato promosso ad ammiraglio della flotta da Vader in persona, a bordo della Executor, l’ammiraglia personale di Lord Vader: un Dreadnought affilato come il ghiaccio, con uno scafo rinforzato in titanio e il sistema di turbolaser più sofisticato della galassia. Si mormora che l’improvvisa promozione di Piett lo avesse reso il più giovane ammiraglio della storia Imperiale. Se l’Impero non fosse stato in guerra, ci sarebbe stato tempo per una cerimonia di promozione e sua madre sarebbe arrivata da Axxila, il pianeta con tre lune dove Piett è nato. Ma è stata una promozione sul campo di battaglia, vocale da parte di Lord Vader. Il precedente Ammiraglio Kendal Ozzel ha commesso un errore fatale e Vader lo ha punito, uccidendolo tramite uno schermo da una dozzina di parsec di distanza. Piett lo aveva avvertito che la loro manovra su Hoth sarebbe stata rischiosa, che c’era la possibilità che i ribelli potessero erigere uno scudo di difesa, se gli Imperiali fossero usciti dall’iperspazio troppo tardi. E ora lui è pronto a spazzare via la Ribellione su Endor. I ribelli sono fuggiti e quella è la loro ultima possibilità: una mossa disperata per disattivare lo scudo energetico della Morte Nera. Ma l’Imperatore è stato più furbo di loro. Ad aspettarli c’è adesso l’intera forza della Marina Imperiale e la seconda Morte Nera. L’assegnazione della Executor è stata comunicata dal Moff Jerjerrod il giorno precedente, quando il suo ologramma è apparso in plancia per la prima volta da quando Piett è diventato ammiraglio. Il precedente Moff è stato Tarkin, sotto il quale Piett ha servito per due anni con ottimi risultati. Tra le altre cose, ha compilato i rapporti sui possibili dissidenti su Ferrix con un giorno di anticipo. Quanto all’assegnazione, la Executor non avrebbe dovuto eseguire alcuna manovra offensiva, perché i Dreadnought sono lì come dimostrazione di forza. Devono solo tenere occupati i ribelli abbastanza a lungo da far breccia nei loro scudi, mentre la Morte Nera avrebbe fatto il resto con il conseguente rigonfiamento della luna boscosa, e poi ci sarebbe stata solo polvere che scompare. Il padre di Firmus Piett, Pollus, ha lavorato nelle miniere di minerali a nord di Axxila, mentre la madre gestiva l’unica locanda del pianeta, ed entrambi consideravano Firmus un ospite scomodo, non voluto. A 12 anni, dopo la morte del padre, Piett cade mentre sta cercando di scalare una parete rocciosa a strapiombo. Nessuno va a salvarlo se non un ufficiale Imperiale che frequenta la locanda della madre, che lo riporta da quest’ultima. A 16 anni Piett decide che si sarebbe arruolato nella Marina Imperiale. Ora, su Endor, Piett, così come il suo ufficiale Romodi, sono fermamente convinti che sarà una missione facile e che quelle dei ribelli sono manovre suicide. Nei secondi immediatamente successivi all’istante in cui il caccia stellare ribelle Ala-A si schianta contro il ponte della nave che comanda, l’Ammiraglio Piett è ancora convinto di aver fatto tutto bene, perché ha ascoltato gli ordini di Vader, ovvero di non attaccare, fino all’ultimo.
Le Guardie Rosse dell’Imperatore

Mentre l’Imperatore cerca di portare il ribelle verso il lato oscuro, un rombo cresce sotto i piedi delle due Guardie Rosse dell’Imperatore. L’Impero sta per mostrare i muscoli, far vedere al giovane ribelle cosa può fare la potente Morte Nera. Loro hanno affrontato la prova finale per poter diventare una Guardia Rossa dell’Imperatore: un combattimento all’ultimo sangue nello Squall davanti all’Imperatore Palpatine, dove hanno dovuto uccidere uno dei loro più cari amici. Prima hanno fatto parte del seguito dell’Imperatore e poi sono diventati sue guardie personali. Le due Guardie cercano di indovinare se l’Imperatore spingerà il ribelle ad attaccare Darth Vader o se lo incoraggerà ad attaccare lui stesso, quando uno schianto arriva dalla sala del trono e si sentono gemiti di angoscia. L’Imperatore ha detto loro di lasciarli da soli e di non tornare per nessun motivo, e per questo le Guardie non entrano, pensando che il ribelle stia soffrendo. Il volume dei fulmini e delle urla aumenta di livello. All’improvviso un “No”, seguito da altre urla, che non sembrano di Skywalker. Le Guardie non possono negare ciò che le loro orecchie sentono, affilate, addestrate e concentrate sulla voce dell’Imperatore come quelle di un segugio alla voce del suo padrone. Finalmente, le Guardie entrano nella sala del trono e vedono il giovane ribelle trascinare un Darth Vader zoppicante. “Lasciateci” rantola Vader, che sembra sull’orlo del baratro. Mentre i soffitti crollano e fuori tutti corrono all’impazzata, una delle Guardie indaga sul condotto del reattore: ci sono delle bruciature e del fumo di alza dall’apertura e la Guardia capisce. Quando si avvicinano al ribelle e a Vader, il primo, con le lacrime agli occhi, dice alle Guardie di mettersi in salvo perché la stazione di battaglia sta andando in pezzi. Una Guardia realizza che l’Imperatore ha fallito ma l’altra, Tauk, rimane fedele come un droide, e quando la prima si muove per fuggire la affronta in un combattimento con le picche. Tauk con il blaster colpisce una nave e una gigantesca lastra d’acciaio cade rapidamente e schiaccia le gambe dell’altra Guardia con il suo peso. Skywalker si avvicina alla Guardia e usa la Forza per sollevare la lastra, e la Guardia, impossessandosi di una navetta, può fuggire.
La trappola del lupo

Lo scout Imperiale Hoyel ha già visto un comandante Imperiale essere inghiottito a testa in giù da un fungo carnivoro mimetizzato, quando cade nella trappola costruita con un cavo di fibre intrecciate che distrugge la sua speeder bike e danneggia la sua armatura. Hoyel guadagna pochissimo e spedisce ogni credito residuo a casa, su Kavith III, un mondo piatto e ghiacciato dell’Orlo Esterno, e ora avrà ancora più debiti. Un Ewok inizia a rovistare tra i rottami, prende il suo elmetto da scout Imperiale e lo sbatte contro una roccia vicina per testarlo. L’Ewok lo colpisce con una clava e, insieme ad altri Ewok, lo trascina in un avamposto d’esplorazione con una serie di piattaforme costruite tra le cime degli alberi, collegate da ponti sospesi. Qui Hoyel vede tanti elmetti da soldati Imperiali impalati su lance, una visione nauseante. Legato a un palo, Hoyel, TK-814, si ritrova circondato da altri soldati Imperiali legati, TK-830, TK-121, TK-246 e TK-093. Loro raccontano che, quando il loro comandante ha notato delle navi che entravano e uscivano, vicino al bunker dello scudo della Morte Nera, li ha mandati a raccogliere informazioni, ma gli Ewok hanno teso loro un’imboscata. La loro squadra era inizialmente composta da 10 soldati, mentre quelli che non ci sono più sono stati mangiati dagli Ewok. In gioventù, insieme all’amico Caya, mentre i due erano alla ricerca di selvaggina, si imbattono in un lupo di Kavith, alto fino ad arrivargli alle spalle, con due code, una delle due zampe posteriori impigliata nelle ganasce metalliche di una trappola. Hoyel ascolta il suggerimento di Caya e si avvicina per uccidere il lupo, in modo che non soffra più. Quando si avvicina, però, il lupo si morde una zampa fino a spezzarsi un osso e liberarsi, per poi fuggire via. Qualche anno dopo non segue i consigli di colui che è diventato più di un amico e si arruola nell’Impero. Dice che così otterrà informazioni preziose che poi consegnerà ai ribelli. Ma ora, nell’avamposto Ewok legato al palo vede gli altri soldati venire presi l’uno dopo l’altro. Si ritrova però un frammento di corazza tagliente tra le mani. E poi vede Caya e il lupo avvicinarsi verso di lui, in un’allucinazione. In quel momento la Morte Nera, in cielo, si frantuma ed esplode in una palla di fuoco così luminosa che il mondo intero diventa bianco. E allora Hoyel sa cosa fare: si squarcia un mignolo fino a farlo cadere e la mano, ora più piccola, scivola fuori dalla corda. Ora può fuggire nella foresta, con Caya e il lupo.
Il cinque per cento in più

Karie Neth, Giallo Nove, si è unita all’Alleanza decimata subito dopo la Battaglia di Mako-Ta e nei tre anni successivi ha viaggiato per una mezza dozzina di mondi, lasciandosi dietro basi distrutte e compagni morti. Insieme alla sua migliore amica Lanna è di stanza sulla Casa Uno, dopo che si sono arruolate insieme, due diciannovenni di Baraan-Fa in cerca di vendetta e di gloria come piloti da caccia. Ora, per la prima volta dopo aver supportato le squadriglie durante la campagna dell’Offensiva dell’Orlo Intermedio, aver mandato via i trasporti da Hoth e rimesso insieme i caccia malfuzionanti, Karie fa parte di una squadriglia, sospesa sopra l’area di sosta di Sullust in attesa di partecipare alla Battaglia di Endor. Karie incontra membri della propria squadriglia e della squadriglia gemella, il Gruppo Verde, alcuni sono tranquilli, impegnati nei propri rituali personali di mortalità o a proiettare lo stesso tipo di contegno intenso e concentrato per cui il Comandante Crynyd è così famoso. Nuovo compagno di volo di Karie è Rowe Jascott, soprannominato “Torp”, mentre Ribeiro è il Capitano della squadriglia Gialla. Karie trova Lanna intenta a mettere a punto l’Ala-X con cui avrebbe partecipato alla battaglia. È riuscita a spremere un cinque per cento in più dai propulsori, dice a Karie. Le due si abbracciano, e Karie seppellisce il volto nel collo di Lanna assorbendo l’odore del grasso di motore e di casa. Nella battaglia, Torp muore dopo pochi minuti, colpito dal turbolaser di una delle navi capitali. Il Generale Calrissian e il Comandante Antilles sono all’interno della Morte Nera, in corsa per piazzare un siluro dritto nel suo cuore e, una volta fatto, sarebbero potuti tornare a casa. Dopo che Karie distrugge un caccia TIE, dalla Casa Uno arriva l’ordine di allontanarsi il più possibile dalla Morte Nera che sta per esplodere. Il punto d’uscita nella struttura della Morte Nera inizia a brillare di un minaccioso rosso-arancio, mentre i TIE costringono Karie ad avvicinarsi sempre di più, mentre è rimasta sola e gli altri si sono messi in salvo. Mentre il Millennium Falcon si libera dalla Morte Nera in una palla di fuoco a diversi chilometri di distanza, l’onda d’urto insegue Karie e guadagna terreno. Karie sposta tutta l’energia rimanente dagli scudi e dal supporto vitale ai propulsori. Il suo Ala-X si allontana dalle macerie seguendo il Falcon. Karie attiva il comunicatore sul canale privato con Lanna e le dice di farsi trovare sulla luna boscosa, ha una cosa da dirle.
Quando i fuochi marchiarono il cielo

Stressato a poche ore dalla battaglia, il Comandante Wedge Antilles si confronta con gli altri. Lui ha sviluppato un tic abituale quando si parla del Generale Calrissian, il risultato di un ricordo profondamente radicato del Generale Syndulla che intrattiene la mensa di una fregata con numerosi racconti dei primi tentativi di Lando “pensa-di-essere-molto-furbo” Calrissian di truffare il suo vecchio equipaggio. Sila Kott e Keyser Salm, invece, sono impegnati in una discussione su chi gioca meglio a sabacc, mentre Shara Bey e Kes Dameron sussurrano tra di loro e Grizz Frix riflette da solo mentre fissa l’acqua e probabilmente ha bisogno di una pacca sulla spalla. Wes Janson è l’ufficiale esecutivo di Wedge e il suo braccio destro, ma prima di tutto è un suo amico e ora cerca di distoglierlo dai tanti pensieri dai tanti preparativi in corso. Dal momento in cui la luna boscosa di Endor si affaccia, tutto ciò che può andare storto va storto. Sila Kott attira due TIE che inseguono Wedge; la uccidono in fretta. Keyser Salm elimina quella minaccia prima di rendersi conto che lei non c’è più. Il primo incrociatore ribelle cade, e perdono Grizz Frix, Will Scotian, Cinda Tarhell e Tomer Darpen. Lo scudo finalmente cede e Calrissian dà l’ordine di immergersi nei terrificanti meandri della Morte Nera. Nulla era stato così cristallino come quel momento in cui Calrissian indirizza Wedge verso il regolatore di energia, lui spara un solo colpo. Una volta a terra, Wedge si rifugia nell’ufficio che gli è stato assegnato dopo che ha assunto il comando ufficiale della Squadriglia Rossa, lì Janson lo raggiunge e gli dice di vestirsi bene per la licenza a terra. Wedge non lo fa e indossa la sua tuta di volo completa, ancora con tanti pensieri di morte nella testa. Poi alcune strisce di luci e suoni squarciano l’atmosfera: tre caccia attraversano il cielo e, sulla loro scia, fuochi crepitano e rimbombano. Sono fuochi d’artificio, che marchiano il cielo.
La cronista
Dora Mar è stata nominata cronista e archivista della Ribellione da Mon Mothma. Ma non è l’unica cronista sulla Casa Uno, ci sono anche Garan di Coruscant e Lignu di Daiyu, Mothma vuole che le operazioni della Ribellione si conoscano e che tutti coloro che sono coinvolti nella missione, ovvero attaccare la seconda Morte Nera, vengano intervistati. Dora, che ha una memoria di ferro, ha fatto parte dell’Accademia Imperiale fin quando non ha incontrato Mon Mothma mentre faceva un tour del Senato junior nell’Aula del Senato Galattico, per esplorare una potenziale carriera in politica. Molto più tardi, dopo la distruzione di Alderaan, Dora viene richiamata a casa e lì ritrova Mon Mothma, allora latitante. La invita ad entrare nella Ribellione, rinunciando alla sua carriera nell’Impero. Quel giorno, la prima intervista che Dora deve fare è con Han Solo, il quale si rivela distaccato e sfuggente, ma ammette che si è offerto volontario per guidare la missione su Endor per Leia. Dopo tocca a Lando Calrissian, ma sorprendentemente entra nella stanza Luke Skywalker. Le racconta i dettagli della sua infanzia con Beru e Owen Lars, sono stati loro a trasmettergli un forte senso del bene e del male. Quando il suo vecchio amico Biggs gli disse di voler lasciare l’Accademia di volo per unirsi all’Alleanza, rimase sorpreso. Solo molto tempo dopo avrebbe iniziato a capire, e Leia sarebbe stata come una luce guida in quello. “Ho trovato qualcosa che non sapevo di avere” dice ancora Luke, ma non vuole continuare, “Non prima di averlo detto a qualcun altro”. Poi le racconta di come Jabba ha tentato di giustiziare Han e Lando gettandoli nel Pozzo di Carkoon, di come sono sfuggiti alla morte per un pelo e di Leia che si è liberata di Jabba usando la stessa catena che la teneva prigioniera. Quando entra Lando le bacia subito la mano. Lei le chiede della voce secondo cui ha consegnato Han a Jabba come pagamento dei suoi debiti di gioco, ma Lando non risponde. E poi tocca a Leia, la preferita di Dora. Da principessa di Alderaan che si accompagna con le alte sfere della società a ribelle che vive gomito a gomito con furfanti e gente comune, ma Leia sembra amare quella sua nuova vita. Su Tatooine nel palazzo di Jabba lei si è spacciata per Boushh, un cacciatore di taglie Ubese. E si dice furiosa per ciò che Jabba faceva alle altre donne costrette a vivere nel palazzo, a cominciare da Jess, colei che l’ha aiutata a vestirsi, e da Oola. La catena che aveva al collo che la legava a Jabba era stata di Oola fino a poche ore prima. Oola è stata portata lì con l’inganno e il suo ultimo momento, la sua ultima danza, è stata una sfida. Si voleva allontanare da Jabba e lui l’ha punita dandola in pasto al suo rancor. Jess e Oola non hanno fatto parte della Ribellione, ma Leia ha voluto concentrarsi su di loro. Dopo, Dora guarda l’Alleanza Ribelle salire a bordo delle navi, la ritirata perché gli scudi sono ancora alzati, gli scudi abbassarsi appena in tempo, la distruzione della Morte Nera e, infine, l’Alleanza Ribelle passare da una marmaglia raffazzonata a un’eccellenza dell’Impero Galattico. Alla fine, Dora scrive tre storie: una su Oola, una su Leia e una su Jess.
Il veterano

Un canale pirata della holonet, l’ultimo baluardo di una stampa libera nel Centro Imperiale, trasmette a ripetizione la distruzione della seconda Morte Nera. L’Impero è caduto e la Guerra Civile Galattica è finita. Dexter Jettster ha già sentito quella canzone. Quando sono stati sconfitti i Nihil, quando la Repubblica è diventata l’Impero, su innumerevoli mondi per innumerevoli ragioni (i Besalisk vivono a lungo). Lui ricorda la forma del saberdardo di Kamino, l’affilatura dei suoi artigli di duracciaio, il sangue secco che copre l’ago dell’iniettore. Dex sopporta il fardello di ogni vita perduta, ma soprattutto quella del ragazzo che ha conosciuto su Lenahra. Non sa se sia morto al fronte o durante la Purga. Ora vive al Livello 2401 di Coruscant, dopo aver perso la sua tavola calda e il droide Wanda. Sono passati anni da quando ha chiuso le porte della tavola calda per l’ultima volta: pensava sarebbe stata solo una chiusura temporanea, finché non fosse riuscito a sistemare le cose, ma le cose temporanee tendono spesso a diventare permanenti. Lì su Coruscant fervono i festeggiamenti per la caduta dell’Imperatore: Bith, Chadra-Fan e Nazzar vivono in relativa armonia con umani, Twi’lek e Mikkian. Coruscant non è solo un intreccio di canyon e strati di duracciaio. È un alveare, con reti di tunnel che collegano tutto, dal Livello 0 al Livello 5216. Un Nautolano, Kamose, chiede a Dex se ha saputo la notizia e cosa pensa che l’Imperatore stesse facendo sulla stazione al momento dell’esplosione. “Sembra piuttosto stupido, restare in un posto sapendo che i ribelli stanno arrivando”. In passato, Dex ha fatto il minatore, su Nar Shaddaa, Athus Klee e su altri pianeti, e anche il contrabbandiere. Ora, si avvicina ai festeggiamenti sfruttando un passaggio segreto, una volta usato dai contrabbandieri, per raggiungere la sua vecchia tavola calda. Per un momento, Dex sente il desiderio di unirsi pienamente ai festeggiamenti, di gioire insieme a tutti gli altri che si dirigono speranzosi verso Monument Plaza. Incontra un gruppo di rivoltosi mentre minacciano un soldato Imperiale di scaraventarlo giù dalla piattaforma. Ma una giovane ragazza si frappone, e il soldato può fuggire. Dex vede la statua appena abbattuta di Palpatine e, proprio come temeva, le Forze di Sicurezza di Coruscant escono con i blaster spianati, sparando a chiunque. La voce del Gran Visir dell’Imperatore Mas Amedda rimbomba dagli altoparlanti, ricordando ai cittadini il coprifuoco e che l’Impero regna ancora. Dex inizia a urlare e indica CoCo Town, dove i vicoli e i passaggi Inter-livello avrebbero permesso a tutti di sfuggire ai soldati. Dex è l’ultimo a lasciare la piattaforma e vede che anche troppi corpi sono sparsi per terra, i segni lasciati dai colpi dei blaster inequivocabili. A passo incerto Dex si incammina verso la sua vecchia tavola calda e dentro sente qualcuno piangere, in modo sommesso e soffocato. Riconosce la ragazza della piattaforma e lei gli dice di chiamarsi Vekin Menez. Dex le chiede perché ha salvato il soldato e lei risponde: “Perché è quello che avrebbe fatto un Jedi”. Quella ragazza aveva rischiato la vita per proteggere un nemico perché credeva che la luce potesse brillare attraverso l’oscurità. Il genere di cose che avrebbe fatto il ragazzo che Dex ha conosciuto a Lenahra, quel genere di cose per il quale indubbiamente quel guerriero era morto. “C’è della verità nelle leggende” dice Dex e conduce la ragazza al passaggio segreto. “Conduce in luoghi di cui gli Imperiali ignorano anche l’esistenza. Potrebbe fare la differenza nei giorni a venire”. E la avverte: “C’è da camminare parecchio, ma intanto posso raccontarti del mio amico Obi-Wan“.
Fratellanza

Da qualche parte tra le stelle, tra le macerie di una stazione di battaglia che distrugge un pianeta, il corpo mutilato e mezzo meccanico di Darth Vader lotta per uno, forse due ultimi respiri. “Dì a tua sorella che avevi ragione”. Poi, Anakin sprofonda nel vuoto della Forza, guidato solo da una singola fiamma. Gli organi si sono fermati e i meccanismi tacciono, ma all’interno della Forza egli brucia come un vecchio mito di Tatooine, il drago solare, una creatura in grado di resistere a tutto, persino di dimorare nel nucleo ardente di una stella. Seppellito e ignorato quel ricordo, di cui sua madre Shmi gli raccontava spesso, come distrutto. Eppure, tale è il problema del drago solare: non si può spegnere. “Io so che c’è del buono in lui” Sua moglie. “È lui il prescelto. Addestralo!” Il suo primo Maestro. “Conosco Anakin. La tua visione è fallace” La sua Padawan. “Era il miglior pilota della galassia e un astuto guerriero. Ed era un caro amico”. Nella Forza, il pensiero porta la calma, le fiamme del suo cuore di fornace si placano in un ritmo costante. Anakin si è sempre chiesto se la pace potesse trovarsi oltre il rumore di Darth Vader. Tuttavia, l’assenza di suono ora crea tutt’altro, lasciando solo i suoi pensieri e una chiara e cruda verità. Anakin rifiuta di accettare che le cose si concludano in quel modo, in una storia di distruzione, in una vita di dolore. “Cerchi ancora di fare l’eroe. Non c’è nessuna holonet qui che può farti diventare famoso”, una voce diversa dalle altre, che non proviene dal passato, come se le parole gli venissero sussurrate direttamente all’orecchio, quelle di Obi-Wan. Su Mustafar, Obi-Wan lo aveva chiamato fratello e gli aveva dimostrato tutto il suo affetto. Ora, Anakin gli dice: “C’è una cosa che non ti ho mai detto”. Quando ha seppellito la madre su Tatooine ha giurato che sarebbe stato abbastanza potente da salvare le persone, e invece ha fatto il contrario. “Ho sparso fuoco e dolore su chiunque incrociasse il mio cammino”. Un’unica luce squarcia il nulla, un raggio solitario perfora l’oscurità. Il velo del vuoto si trasforma in qualcosa di fisico, di reale. Ora, vede una fitta foresta e la Morte Nera in fiamme con scie fumanti che cadono verso il basso, mentre voci di tutti i tipi si mescolano in una gioia frenetica che trascende le lingue. Un bagliore, però, si staglia più grande degli altri. Luke ha fissato negli occhi il dolore e la rabbia di Anakin Skywalker, riuscendo in qualche modo a vedere oltre. “Hai preferito lui all’Imperatore. Hai scelto di portare l’equilibrio” è la voce di Obi-Wan. “È un leader. È sia il presente che il futuro”. Tutto intorno a loro i sopravvissuti della Battaglia di Endor festeggiano, e Obi-Wan continua: “È la tua lezione finale”. E Leia, il cui volto è la combinazione perfetta dei suoi genitori, nella ferocia degli occhi e nella saggezza del sorriso. “Sono il meglio di entrambi” dice Obi-Wan. Ma ciò che lo sorprende di più è ciò che vede di fronte a sé. Il suo amico, il familiare sorriso ironico sotto la barba, il corpo non del tutto definito, un bagliore trasparente del vecchio in abiti da Jedi che ha abbattuto sulla Morte Nera. “È una novità” osserva Obi-Wan. Come lui, Anakin esiste nella Forza indossando i vestiti di un Jedi. “Non li ho scelti io”, e Obi-Wan “Forse sono stati loro a scegliere te”. Anakin guarda di nuovo Luke e Leia. “Ardito il loro futuro è” si unisce Yoda a loro. “Ma incerto”. Anakin dice: “Ho fiducia in loro”. La foresta comincia a svanire dalla sua vista, la sensazione di possedere un corpo si dissolve nella Forza e, alla fine, Anakin Skywalker si lascia andare.
I soldati della Steadfast

Il Capitano Enric Pryde vede le luci nel cielo, visibili nonostante l’alba: non sono fuochi d’artificio o tempeste di meteoriti, ma gli ultimi resti in fiamme della più grande flotta che l’Impero ha mai messo insieme, detriti esplosivi che piovono sull’intero sistema di Endor. Una corazza grigia e metallica gli è stata assegnata all’ultimo momento a bordo della Steadfast, quando gli è stato ordinato di unirsi all’assalto a terra. Per 10 anni Pryde ha servito su quello Star Destroyer e ha incrociato gente come il Commodoro Scaanos, un altro nome da aggiungere alla lista di ufficiali Imperiali che meritavano il loro incarico a bordo della Steadfast molto meno di lui, e FS-451, un soldato psicopatico dipendente dallo spaccacervello che ha una cattiva influenza sullo stesso Pryde. Da cadetto dell’accademia a capitano di marina, Pryde si è sesso scontrato con Scaanos, colui che è stato messo lì dopo che il suo predecessore si è fatto uccidere nella Battaglia di Ponolapo. Ora, Pryde e FS-451 sono bloccati sulla luna boscosa, e con loro c’è un’altra soldatessa, TK-111, Karenza Masus. Lei ha trovato ciò che rimane del corpo di Lord Vader, dopo che i ribelli lo hanno bruciato. Pryde ha visto in azione Vader, l’armatura nera che rifletteva il bagliore della spada laser rossa mentre tagliava decine di nemici. Indagando nella pira funeraria allestita dai ribelli, Pryde trova l’unità toracica di Vader e, anche se stenta a crederci, comincia a realizzare che possa essere effettivamente morto. Pryde intuisce che si possono creare delle opportunità ora che Vader è morto e inizia a cercarne la spada laser. Non la trova, ordina a TK-111 di uccidere FS-451, ormai completamente annebbiato dagli stupefacenti, e insieme lasciano la luna.
Ancora i Whill
Due Whill sono impegnati a scrivere un racconto. Prima pensano di intitolarlo La vendetta dello Jedi, poi cambiano idea in Il ritorno dello Jedi. Parla della fine di un pugno di ribelli che lottano per restituire la libertà alla galassia. E poi pensano ad altri racconti, ambientati in avanti di trent’anni o indietro di trent’anni. Potrebbero riguardare Darth Maul e, chissà, iniziare dalla tassazione delle rotte commerciali…






