Le nuove serie di Star Wars hanno un elemento in comune, ecco quale

Ransolm Casterfo
Ransolm Casterfo
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Tutte cercano di spiegare il ritorno in vita di Darth Sidious nella trilogia sequel, con buona pace dei detrattori. Le modalità con cui è avvenuto questo ritorno sono talmente tanto documentate nel nuovo Canone da diventare il motore narrativo alla base di quasi tutte le nuove storie. A Sidious, infatti, sono serviti vari “ingredienti” per poter completare il suo ritorno in vita, e in particolar modo le serie The Mandalorian, The Bad Batch e The Acolyte si concentrano su come sia stato possibile mettere insieme tutto.

A Sidious, innanzitutto, serviva sangue con un alto numero di Midi-chlorian, o un alto Valore M, di un essere molto sensibile alla Forza. Ce ne sono pochi in questa fase nella galassia, ma alcuni esponenti di quello che resta dell’Impero individuano il soggetto adeguato nel piccolo Grogu, e mettono una taglia, che poi affidano a un misterioso Mandaloriano che vaga nella galassia, per entrarne in possesso. Ma non è tutto: trasferire i Midi-chlorian da Grogu a un soggetto clone realizzato con le modalità di clonazione Kaminoane non è sufficiente.

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I Midi-chlorian, infatti, si rifiutano di funzionare adeguatamente, e di interagire con la Forza come fanno naturalmente, quando improvvisamente si trovano in un soggetto diverso da quello in cui sono nati. Gli scienziati Kaminoani e gli scienziati di Sidious hanno a lungo lavorato su questo aspetto, all’interno del cosidetto Progetto Negromante. E alla fine sono arrivati a una soluzione: è il sangue di uno degli ultimi cloni Kaminoani, uno di quelli realizzati con le tecnologie più avanzate, che permette di mantenere attivi i Midi-chlorian prelevati dal soggetto sensibile alla Forza quando vengono trasferiti nel clone. Diciamo che è una sorta di “collante” mentre, per ovvie ragioni, Sidious ha bisogno che il clone per il suo ritorno in vita dopo la morte disponga nel suo sangue di una moltitudine di Midi-chlorian capaci di interagire con la Forza. Il soggetto realizzato dai Kaminoani che ha queste proprietà nel suo sangue è Omega, come ci racconta The Bad Batch.

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Infine, “ingrediente” non meno importate è la Diade nella Forza. Questo è un concetto squisitamente canonico, introdotto da L’ascesa di Skywalker, e alla cui introduzione nell’immaginario di Star Wars si allineano e si adeguano una serie di altri concetti. Nel Legends, infatti, gli studi di Darth Plagueis per il proseguimento della vita al di là della morte, da cui attinge Sidious per il suo ritorno in vita, non giungono a compimento, proprio perché il Maestro di Sidious non si è mai imbattuto in una Diade nella Forza.

Nel Canone, invece, le cose vanno diversamente: come sa chi ha visto The Acolyte, infatti, Plagueis ordina al suo accolito Qimir di prelevare due sorelle sensibili alla Forza che intrattengono tra di loro un rapporto di tipo Diade nella Forza, ovvero Mae e Osha Aniseya, al fine di portare avanti i suoi esperimenti. Che questo sia l’anello mancante viene confermato dalle stesse parole che Sidious pronuncia in L’ascesa di Skywalker quando Rey e Ben Solo si presentano al suo cospetto, ovvero una potentissima Diade nella Forza. “Combattete insieme…cadete insieme!” dice Sidious ai due. “L’energia vitale del vostro legame, una Diade nella Forza. È un potere come la vita stessa, nascosto da generazioni. E ora, il potere dei due rigenera…l’unico, vero Imperatore”.

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Queste parole confermano la coerenza di tutta l’impalcatura del nuovo Canone, ed evidenziano come tutti i contenuti successivi convergano verso la medesima impostazione, incentrata proprio sulla Diade nella Forza. Solo attingendo al potere della Diade, infatti, Sidious può completare il definitivo ritorno in vita, mentre fino a quel momento il suo corpo è emaciato e non riesce a contenere la sua sensibilità alla Forza. Se The Acolyte fosse andata avanti, in altre parole, con ogni probabilità avrebbe raccontato come Plagueis ha utilizzato le proprietà della Diade per completare i suoi esperimenti sul ritorno in vita dopo la morte.

Come Mae e Osha, anche Rey e Ben sono stati separati dai Jedi, probabilmente perché loro, a differenza dei Sith, non riescono a percepire la Diade. Luke Skywalker non comprende che il tormento del suo apprendista Ben deriva dal fatto di non potersi ricongiungere con Rey, e i Jedi in The Acolyte separano brutalmente Osha da Mae, alimentando il conflitto nella Diade e conseguentemente rompendo l’equilibrio nella Forza. È proprio sfruttando queste sofferenze che Plagueis prima e Sidious poi sono riusciti ad attingere al potere della Diade.

Non è tutto. Quelli che abbiamo citato non sono gli unici argomenti che puntano a spiegare il prolungamento della vita dopo la morte. Anche molti contenuti dell’Alta Repubblica lo fanno. Il Barone Boolan, infatti, già circa 230 anni prima della Battaglia di Yavin conduceva per i Nihil esperimenti per rendere alcune creature, segnatamente i Figli della Tempesta, sensibili alla Forza attraverso manipolazioni genetiche. Sempre nell’Alta Repubblica, circa 100 anni prima di questi esperimenti, il Jedi Azlin Rell è inoltre riuscito a prolungare la sua vita con metodi non naturali dopo aver studiato le creature Senza Nome.

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Kinguin

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