I mondi soffrono all’interno della terribile Zona di Occlusione, dove Marchion Ro e la sua banda di predoni Nihil, irraggiungibili dalla Repubblica, governano con il pugno di ferro. Il Maestro Jedi Avar Kriss è fuggita dall’area occupata, e insieme al Jedi Elzar Mann, guida Jedi e Repubblica in una battaglia disperata contro i Nihil e le loro creature Senza Nome. Ma un nuovo pericolo minaccia la galassia. Una misteriosa piaga ha cominciato a diffondersi senza un motivo apparente nei vari mondi, infettandoli lentamente e riducendo in polvere ogni forma di vita che incontra sul suo cammino.
Mentre i coraggiosi Cavalieri Jedi combattono contro i Nihil per difendere il loro Tempio su Banchii, il Gran Maestro Jedi Yoda deve trovare un modo per proteggere gli Iniziati Nima e Viv’nia che sul pianeta hanno preso dimora. Su Banchii, si trova un nuovo Tempio dei Jedi guidato dal Maestro Arkoff, l’inflessibile mentore Wookiee di Lily Tora-Asi. Subito dopo i fatti legati al Grande Disastro Iperspaziale, su Banchii Lily Tora-Asi si è presa cura dei rifugiati coinvolti in crisi legate alla catastrofe iperspaziale e agli attacchi dei Drengir. Si tratta del secondo tempio più importante del settore, dopo quello di Hon-Tallos. Ma il temibile Marchion Ro, l’Occhio dei Nihil, ha altri piani in serbo per Yoda e scatena contro i campioni della giustizia la sua arma più terrificante.
Attrae, infatti, Yoda verso un satellite vicino Banchii, presidiato dal Quarren Brezark, un cacciatore sensibile alla Forza. Ro, che sul satellite comunica con Yoda, che ammira come uno dei Jedi più potenti di sempre, tramite i suoi oloproiettori, non smentisce la sua natura, anche se ha da poco avanzato alla Repubblica un’offerta di pace quando si è detto disposto a collaborare per respingere la piaga.

Sul satellite Brezark ha separato dei bambini Twi’lek dalla madre e Yoda vuole mettere in salvo i piccoli e ricondurre da loro la donna. Il Quarren ha anche sguinzagliato contro Yoda il suo Senza Nome. Detti anche Shrii-ka-ra, i Senza Nome percepiscono la Forza in modo istintivo, quasi come un predatore che avverte l’odore della preda. La loro peculiarità è proprio questa: si nutrono della Forza stessa, e la loro presenza provoca terrore e disorientamento in chi la possiede.

Quando un Jedi si trova vicino a un Senza Nome, prova una sensazione di gelo e confusione crescente, come se la connessione con la Forza si spegnesse poco a poco. Il corpo reagisce come a un attacco fisico, ma la causa è interiore: la mente e lo spirito vengono divorati prima ancora che l’avversario colpisca. Molti Jedi hanno perso la ragione o sono morti pietrificati. Solo un Jedi è riuscito a sconfiggere un Senza Nome, Burryaga, e lo ha fatto tramite la sua più fulgida qualità, l’empatia. È successo durante la Battaglia di Naboo.

Ora, Yoda capisce che deve ispirarsi a Burryaga se vuole sconfiggere il Senza Nome. Ovvero, usare l’empatia, capire le più profonde ragioni che portano la creatura a essere così aggressiva contro i Jedi. Yoda percepisce che è terrorizzata e che agisce così perché teme Marchion Ro ma che, a parte divorare, desidera anche tornare a casa, sul Pianeta X. Yoda dissuade così il Senza Nome dall’attaccare, libera la madre e i bambini Twi’lek e fugge dal satellite. Ora sa come affrontare i Senza Nome.







